Dall’ultima classifica sulla qualità della vita 2022 Sole24ORE ne esce fuori un nord più forte mentre il Mezzogiorno è fanalino di coda per produttività e investimenti. Ovviamente dato che queste classifiche spostano investimenti, ci poniamo il problema se e quanto queste siano pregiudicanti. Infatti, molti studiosi e cittadini napoletani contestano il penultimo posto di Napoli, poiché non tengono conto della tanta bellezza, benessere e stile di vita. Insomma, napoletani e turisti non se la passano poi così tanto male. L’ideologo napoletano Domenico Esposito mette l’accento sul concetto di napoletanità, che considera un vero e proprio patrimonio culturale della città, nonché stile di vita che si può trovare solo a Napoli. A tal proposito consigliamo di leggere Napoli è una delle città con il miglior stile di vita d’Italia e non solo. Il costo della vita basso insieme agli indicatori di benessere citati crea le condizioni di vita favorevoli per il turismo.

Definizione di qualità della vita

Lo stile di vita del cittadino napoletano si chiama napoletanità

Napoletanità significa incarnare Napoli. Ossia avere con la città un legame profondo con il naturalismo travolgente che trova la sua massima espressione a Posillipo. Il naturalismo impregnato di patrimonio artistico è il fondamento di uno stile di vita che si respira solo a Napoli. Ciò definisce, a mio avviso, il concetto di napoletanità, che ovviamente ascende e discende dalla cultura radicata nel popolo che la incarna diffusamente, spesso in modo maestoso. Infatti, questo stile di vita è riscontrabile in modo diffuso tra i napoletani di ogni astrazione sociale. Spesso il sole, il mare e le meravigliose bellezze paesaggistiche della città riescono a far dimenticare i cunicoli bui dell’esistenza. Basta una bella giornata di sole e di mare per far dimenticare tutto. Quindi la spensieratezza che si respira in città, nonostante le difficoltà, si riflette nella fisiologia di benessere del napoletano, la quale da origine all’ottimismo tipico della napoletanità.

I servizi che penalizzano la città di Napoli

Purtroppo Napoli ha un potenziale di sviluppo bloccato. Le classifiche sulla qualità della vita che ci mettono agli ultimi posti non ci aiutano. Anche perché gli investitori preferiscono dirottare le loro risorse nei territori dove la qualità della vita è più alta. Ciò dipende dalla qualità della classe dirigente che dovrebbe attrarre investitori, creando favorevoli condizioni d’investimento. Quindi più conoscenza del territorio, più partenariato pubblico-privato, più progettualità, bisogna ridurre rischi per un ipotetico investitore e risolvere le criticità. Ci vuole un piano di crescita per rendere sostenibile il sistema finanziario.

La percezione della qualità della vita a Napoli da municipalità a municipalità

In particolare gli abitanti delle zone periferiche della città non godono delle stesse opportunità e degli stessi servizi di quelli che vivono in altre zone. Tuttavia la QDV risulta oggettivamente bassa perché ognuna di queste municipalità soffre per carenze legate pressoché ad ogni ambito: servizi al cittadino, verde pubblico, manutenzione, pulizia, sicurezza, sostegno alla disabilità e alle famiglie, assistenza agli anziani, politiche giovanili, cultura, istruzione, promozione del territorio (turismo), salute (sanità), sport, sviluppo economico, innovazione (nuove tecnologie; digitalizzazione dei servizi pubblici), infrastrutture (strade e collegamenti), trasporti, mobilità sostenibile, contrasto alla criminalità, contrasto allo sfruttamento e alla violenza sulle donne. Per cui bisognerebbe realizzare maggiori investimenti in ambito agroalimentare, edile, ed in generale relativo allo sviluppo del commercio, della cultura, dell’industria e dei servizi turistici, mirando alla crescita economica e cercando di tenere la spesa pubblica sotto controllo.

Manca la rete di tecnologie informatiche

Purtroppo a Napoli manca ancora una rete di tecnologie informatiche a partire dal GIS, la digitalizzazione della pubblica amministrazione e quella sanitaria. Mancano ancora adeguati criteri per la ripartizione dei fondi nell’ambito della Sanità. Problema quest’ultimo più volte denunciato dal Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.

Leggi l’articolo Tecnologia informatica e privacy per la tutela dei cittadini.

L’attendibilità di una classifica sulla qualità della vita

Le classifiche di qualità di vita possono essere di varia natura e fanno riferimento alle condizioni di vita favorevoli o sfavorevoli di un ambiente urbano. Gli indicatori utilizzati sono scelti in base all’ecosistema da valutare secondo certi parametri più favorevoli al nord che al sud. Si costata facilmente che in queste classifiche non esistono parametri sullo stile di vita adeguati per città come Napoli e tutto il Meridione dell’Italia. Infatti, nella classifica del Sole24ORE non sono prioritari quei parametri che mettano in evidenza lo stile di vita e le opportunità che un visitatori ha frequentando Napoli. Per un ecosistema urbano si possono scegliere indicatori politici, economici e sociali che devono essere messi in relazione ad una serie di dati paesaggistici. La maggior parte delle stime e delle classifiche sulla qualità della vita sono delle approssimazioni della realtà perché basate su indicatori non sempre completi.

La valutazione deve tener conto anche degli equilibri di stabilità, di dati oggettivi e aggiornati

Non trascurabili sono i canoni dell’ideologia della qualità della vita (IQDV) funzionali alla creazione della stabilità appropriata al contesto storico, culturale, paesaggistico, ideale, scientifico, eco sistemico, di sostenibilità e stile di vita. Anche quando i dati sono oggettivi, aggiornati e precisi, inevitabilmente trascurano aspetti realistici del benessere delle persone e del territorio. Tutto può variare in base ai dati istantanei di natura non solo fisica, chimica e fisiologica, ma anche psicologica[1]. Quindi è importante il discorso della soggettività e della creazione di modelli, che possono essere modellizzati ulteriormente sul caso specifico. Pertanto è necessaria la tecnologia che ci permette di intervenire a misura di quartiere, a misura d’uomo o di ambiente di lavoro.

Piattaforme informatiche intelligenti: Leggi questo articolo clicca qui

La produttività di un territorio non ci dice molto sul benessere delle singole persone

Inoltre, su alcuni tipi di indicatori esistono problemi di oggettività, infatti quelli politici e sociali sono meno oggettivi e lineari di quelli economici, naturalmente quantitativi e numerici, anche se alcuni indicatori economici, come il PIL, non è sufficiente a descrivere il benessere concreto delle singole persone.[2] Il tutto è comunque soggetto a valutazioni soggettive dei singoli che hanno libertà di scelta in basa all’idea, pertanto è di fondamentale importanza avere la possibilità di confrontarsi con modelli ideologici più prossimi al benessere non superficiale.

È importante fornire un termine di paragone fondamentale alla costruzione di coscienza attive e non passive, che collaborino e cooperino per il bene comune. Il pensiero unico, dove non esiste confronto, non esiste possibilità di scelta, fa sì che la società si indebolisca.

Indicatori qualitativi e quantitativi

Il discorso sugli indicatori qualitativi e quantitativi non è molto diverso dalle analisi del sangue: i valori puramente quantitativi non daranno sempre chiari indizi sulle cause di un possibile squilibrio, nel qual caso consulteremo il medico che ci dirà se esiste effettivamente motivo di preoccupazione ed eventualmente ci consiglierà di fare ulteriori indagini specialistiche per capire meglio le cause del malessere, e quindi la causa dello squilibrio, col fine di avere una diagnosi corretta e precisa.

L’IQDV è straordinaria in questo processo dinamico di superamento dei vecchi schemi e di adeguamento storico culturale conoscitivo scientifico basato sullo studio di equilibri in relazione. (Per approfondimento Link sull’ideologia della qualità della vita)

Criteri di valutazione dell’ideologia della qualità della vita (in sigla IQDV)

Dati certi e verificabili

Il sistema di valutazione dell’IQDV deve necessariamente basarsi su dati certi e verificabili, altrimenti la valutazione può incorrere a difetti strutturali, che ai fini di una pianificazione accurata potrebbe dare dei problemi in termini di stabilità.

Indicatori dell’IQDV

In prima istanza si raccolgono i dati quantitativi degli indicatori (Qdv, sostenibilità, competitività, produttività settoriale e così via), poi inizia la fase qualitativa di valutazione dei dati che vanno mediati e messi a confronto con altre relazioni, con lo scopo non solo d’individuare delle criticità, ma anche di mettere in evidenza le potenzialità, col fine di individuare piani di sviluppo e di crescita della QDV e di tutti gli indicatori coinvolti; in questo modo con l’IQDV si definiscono i processi di riforma paesaggistici di qualsiasi territorio.

Il modello di sviluppo tiene conto dei fattori soggettivi

I canoni dell’IQDV rispettano gli equilibri, anche soggettivi, in base alla caratteristica paesaggistica del territorio, del singolo ecosistema, che non sottovaluta i fattori fisici, chimici, biologici, psicologici, antropologici, culturali e così via. Questo modo di procedere ai fini dell’organizzazione sociale è fondamentale, poiché dà maggiore contezza al cittadino e all’ordinamento statale, rendendo tutti più partecipi e responsabili, istaurando una forma di cooperazione costruttiva e partecipativa alla cosa pubblica e alla vita democratica

Domenico Esposito


[1] Per esempio umore, emozioni, sentimenti. Aspetti che tratteremo in modo più approfondito nella parte sulla fisiologia di benessere dell’IQDV.

[2] Cfr. la voce “Qualità della vita” della Enciclopedia Italiana, V Appendice, a cura di R. Cipriani, R. Corso, S. Baglioni, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, Roma 1994, Enciclopedia Treccani online.