Definizione di qualità della vita

DEFINIZIONE DI QUALITÀ DELLA VITA

L’ideologia della qualità della vita considera la massima espressione della qualità della vita come un equilibrio stabile ed orientato al benessere. Esso si realizza tra numerosi fattori: fisici, chimici, biologici, fisiologici, psicologici, medici, politici, economici e sociali. Ognuno di questi fattori può infatti generare variazioni che influenzano in modo differente l’equilibrio di un individuo. Ciò dipende anche dalla sua collocazione spaziale, temporale e culturale, e di conseguenza può influire positivamente o negativamente sul suo stato di benessere.

La prima verità assoluta è la vita, la seconda è la qualità della vita

Domenico Esposito ideologo della qualità della vita

La qualità della vita è un indicatore di benessere

La qualità della vita è un indicatore dell’ideologia della qualità della vita, esso ci permette di associare ed interpretare dati attribuibili al benessere personale e territoriale. Grazie al concetto di qualità della vita (in sigla QdV) si possono fare valutazioni di benessere di qualsiasi ecosistema vivente: un individuo, un ecosistema naturale o urbano, città e così via. Quando si tratta di valutare la QdV di un ecosistema urbano ci sono da considerare la qualità dei servizi di assistenza al cittadino, al turista e ai settori produttivi. La QdV fornisce elementi per modelli di sviluppo personali e territoriali, anche riducendo gli squilibri generati da modelli di sviluppo non sostenibili.

Il modello di sviluppo proposto dall’Ideologia della qualità della vita (in sigla IQDV) si basa su particolari stili di vita che indirizzano la politica, l’economia e la società a creare stabilità, fiducia e buone prospettive di crescita.

Stile di vita per un equilibrio di benessere stabile e duraturo

L’uomo è il suo stile di vita, non è solo ciò che mangia come scrisse Feuerbach. Il cibo è solo una parte di un insieme di aspetti interconnessi a fattori: psicofisici, culturali, lavorativi, paesaggistici, ambientali e modi di essere. Con l’IQDV l’uomo stesso viene visto come un paesaggio in relazione ad altri paesaggi, fornitore e al tempo stesso sottrattore di risorse. Attraverso l’idea ci si arricchisce e si può arricchire l’ecosistema paesaggio attraverso relazioni. Ovvero ciò rappresenta una forma di arricchimento per la società e per il territorio in cui si vive. Pertanto la storia è mossa dall’idea immateriale connessa alla materia, due fattori inscindibili per l’IQDV.

Quindi l’equilibrio ottimale dei fattori che migliorano la QdV è dato da particolari stili di vita funzionali al benessere, il quale dipende non solo dal territorio e da ciò che esso è in grado di offrire, ma anche da come gli uomini interagiscono con l’ambiente.

Domenico Esposito ideologo della qualità della vita

Uno stile di vita equilibrato migliora la qualità della vita rendendola stabile

La qualità della vita di un ecosistema dipende sia dai fattori interni che dai fattori esterni ad esso. Infatti, nel caso di un ecosistema umano, chiaramente il suo benessere dipenderà da queste due tipologie di fattori. Per esempio chi fa abuso di droghe, di alcol, cibo, sesso o gioco d’azzardo, ha uno stile di vita non adeguato ad un benessere equilibrato. Intanto perché queste sostanze alterano il sistema di benessere (fattore interno), il quale si appaga con l’assunzione. In mancanza di sostanza stupefacente c’è l’astinenza, quindi sofferenza, cioè malessere.

Quando si è in uno stato di malessere non si riesce a dare benessere agli altri e all’ecosistema (spesso si ruba, si uccide, si danneggia l’altro). In uno stato di bassa qualità della vita si diventa un fattore di rischio per la società e non un valore aggiunto funzionale al benessere di tutti. Quando i fattori di rischio sono alti la qualità della vita territoriale è bassa, a questo punto sorgono rischi per la vita e la vivibilità.

Domenico Esposito ideologo della qualità della vita

Stili di viti di vita squilibrati

Inoltre, facendo abuso prolungato di sostanze sopraggiunge la depressione e quindi stati d’animo non equilibrati, ciò provoca un disadattamento sociale, che può allontanare l’individuo da una normale vita sociale equilibrata. Anche la dipendenza al gioco d’azzardo è pericolosa, provoca innanzitutto spreco di risorse economiche, quindi materiali, così come le altre forme di dipendenza. Insomma, stili di vita squilibrati ci allontanano dalla realtà, facendoci perdere l’occasione di vivere tutti quegli aspetti che, insieme, sono funzionali al benessere. Per esempio: dedicare momenti di qualità alla famiglia e agli affetti, praticare un hobby, trascorrere momenti di qualità con i propri amici, leggersi un libro, ascoltare musica, avere lo stato d’animo giusto per poter svolgere un buon lavoro e così via.

Le classifiche delle città dove si vive meglio e dove si può investire

La qualità della vita può essere uno strumento per confrontare il benessere tra ecosistemi viventi. Quindi anche tra territori, città, nazioni, anche tra individui e così via. Grazie a questo metodo di comparazione si possono stilare per esempio classifiche delle città dove si vive meglio, nelle quali esistono favorevoli condizioni di benessere o di investimento. Gli investitori guardano con molto interesse a queste classifiche, anche perché la qualità della vita offre una serie di garanzie politiche, economiche e sociali, con rischi per gli investimenti solitamente molto bassi.

Opportunità per gli investitori; uno scambio reciproco vantaggioso per tutti

Il profitto socialmente utile crea valore aggiunto per tutti. Ciò è dovuto innanzitutto al fatto che un territorio che ha una buona QdV le prospettive di crescita sono forti e durature. Per un investitore è fondamentale investire in territori che hanno un potenziale di crescita e garantiscono crescita stabile. Inoltre, un territorio che ha una buona qualità della vita ha un sistema burocratico favorevole e i cittadini sono ben disposti a lavorare con professionalità. Anche perché si investe in formazione, gli stipendi e potere d’acquisto sono alti, c’è maggiore riconoscenza dal sistema territorio e produttivo. Nei territori dove si vive bene si tende a rispettare le regole, quindi diminuiscono i rischi derivanti dall’insoddisfazione sociale. Si creano le favorevoli condizioni di vita e di benessere, poiché tutti hanno più opportunità non solo di lavoro, ma anche per poter svolgere con facilità la propria vita di uomo, genitore, figlio e così via.

Classifica qualità della vita del Sole24Ore

Le classifiche del Sole24Ore relative all’indicatore di qualità della vita, fino a qualche anno fa venivano viste come mere classifiche fine a se stesse. C’era la tendenza a soffermarsi al risultato numerico puramente quantitativo che può anche non trovare un riscontro reale qualitativo nella realtà dei fatti, in tutto e per tutto. (LEGGI –> Erri De Luca sulla qualità della vita a Napoli purtroppo da sempre tra le ultime città nelle classifiche del Sole24Ore. Leggi anche Le città con il miglior stile di vita; la Napoli attraente (gli aspetti oggettivi che sono trattati in quest’ultimo articolo sono confermati dai dati del turismo a Napoli). Quindi ci sono aspetti oggettivi e soggettivi legati allo stile di vita che va necessariamente considerato nelle classifiche della qualità della vita. Le classifiche sulla qualità della vita non vanno demonizzate, esse possono fornire analisi importanti su come direzionare i provvedimenti politici da adottare per migliorare gli investimenti, nonché la vita dei cittadini, dei turisti, accrescendo la produttività dei settori produttivi.

Classifiche come guida per gli investimenti, ma anche per la riduzione delle disuguaglianze sociali e territoriali

Le classifiche sulla qualità della vita diventano per gli investitori una guida per gli investimenti, che seguono il trend di dove conviene di più investire. Ma devono essere anche uno strumento politico che deve guidare i governi a migliorare le condizioni di benessere territoriale. Ovviamente quando si parla di investimenti e di benessere, esiste una scala del rischio connessa alla qualità della vita. Domenico Esposito nel suo libro ideologia della qualità della vita mette in relazione la QdV con una serie di rischi.

La qualità della vita è direttamente proporzionale alla coscienza civica e inversamente proporzionale al rischio, tra cui è da considerare anche il rischio di default, il rischio di perdere i propri soldi, il rischio di mancato profitto, il rischio di essere scarsamente appetibile dal mercato e dagli investitori etc.

Infatti, come scrive l’autorevole Michela Finizio del Sole24Ore: <<La nuova geografia provinciale del benessere, che va da Trieste a Crotone nella classifica generale della 32ª edizione della Qualità della vita, si candida a diventare una bussola per orientare investimenti e progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Una cartina di tornasole delle disuguaglianze, accentuate dalla pandemia, da cui è necessario partire per attuare in modo efficace le tre missioni trasversali del Piano: ridurre i divari territoriali e di genere e aumentare le opportunità per i giovani>>.

L’ideologia della qualità della vita in quanto ideologia politica, economica e sociale

L’obiettivo primario della politica odierna che viene dal troppo liberismo è quello di ridurre le disuguaglianze territoriali e sociali

L’ideologia della qualità della vita ha il compito come ideologia politica, economica e sociale di ridurre gli squilibri prodotti dall’eccessivo liberismo, causa di troppa corruzione e clientelismo

L’ideologia della qualità della vita politica, economica e sociale agisce secondo determinate direttive per indicare un obbiettivo da raggiungere. Qui la qualità della vita (in sigla QdV), diventa uno strumento politico, a servizio dell’IQDV per migliorare il benessere dei cittadini. Non solo politico, ma anche economico e sociale, poiché gli operatori economici e i cittadini iniziano a ragionare, operare e agire secondo uno scopo da raggiungere. Quindi un modello di sviluppo sostenibile. Un modello di crescita economica sostenibile e di protezione del suolo e della biodiversità. Se tutti i governi applicano in modo consapevole l’ideologia della qualità della vita si crea l’effetto domino della crescita del benessere. In questo modo si realizza la crescita demografica di qualità.

Storia del concetto di qualità della vita

Dal punto di vista scientifico e accademico il concetto nasce negli anni 60 con il movimento degli indicatori sociali, attivo negli USA, il quale si prefiggeva di individuare metriche e strumenti che potessero misurare la qualità della vita delle persone e degli ambienti in cui si realizza la vita. Nelle valutazioni si prendono ad esame indicatori oggettivi e materiali, facilmente misurabili e comparabili quali il reddito, il potere d’acquisto, il PIL e così via. Chiaramente l’analisi comprende anche gli aspetti soggettivi legati a fattori: psicologici e relazionali, alla desiderabilità, alle aspettative, alla capacità di adattamento, ai principi e ai valori. Solo nel 2008 con l’ideologo partenopeo Domenico Esposito la qualità della vita diventa un indicatore ideologico dell’ideologia della qualità della vita.

Il concetto di QdV come dinamica permanente dello sviluppo storico e dell’evoluzione umana

Fin dai tempi più remoti e preistorici l’uomo ha cercato per sé e per il proprio gruppo di appartenenza le favorevoli condizioni di vita, o qualità della vita, per meglio sopravvivere. Alcuni studiosi ritengono che l’analisi sulla QdV abbia radici lontane. Già un filosofo del calibro di Platone aveva dedicato vari anni della sua ricerca a organizzare in concreto il governo e la città perfetti. Dopo di lui Aristotele parla di “buon spirito” o felicità. Poi lungo i secoli tanti altri si sono cimentati nel descrivere in dettaglio gli elementi necessari del benessere personale e della comunità. San Tommaso d’Aquino parlava del “bene comune” come di una legge, ma anche come fine ultimo.

Come si compara la QdV tra un ecosistema e l’altro?

Tecnicamente si stabiliscono prima gli ecosistemi rispetto ai quali si vogliono fare valutazioni e comparazione di benessere. Quindi benessere personale, urbano, paesaggistico e così via. Nel caso in cui si vogliano fare valutazioni tra le città, si fissano dei parametri politici, economici, sociali. Dopodiché si acquisiscono i dati da confrontare. La città che supera con migliori dati i parametri prestabiliti allora ha un punteggio maggiore, quindi una qualità della vita più alta.

Agenzie di ricerca sulla qualità della vita in Italia

Censis, Eurispes, ISTAT, Legambiente, USCI, Accademia qualità della vita

Quando una città ha una buona qualità della vita i cittadini che la vivono usufruiscono di una serie di vantaggi politici, economici e sociali. Grazie ai quali riescono a sviluppare con più facilità le proprie potenzialità e a raggiungere i propri obiettivi, conducendo una vita relativamente serena e soddisfatta. Gli indicatori di qualità della vita nelle città facilmente misurabili sono quelli economici, mentre sono più difficili da misurare quelli di carattere sociale come ad esempio la sicurezza dal crimine, la sperequazione sociale, la libertà politica, la salute fisica, l’accesso all’istruzione, l’inquinamento e altri simili. Questo fatto ha creato una serie di discordanze nei rilevamenti, dovuti anche al fatto che non si riesce a dare agli indicatori sociali criteri standard di quantificazione.

Tecnologie informatiche al servizio del benessere

Le piattaforme informatiche intelligenti sono ormai indispensabili per immagazzinare dati che all’occorrenza possono essere confrontati per motivi sanitari, burocratici, investimenti e così via. Ogni paziente-cittadino potrebbe disporre in tempo reale tutta la sua storia clinica sanitaria necessaria a cure mirate e immediate. Ogni cittadino può disporre di una sua identità virtuale per poter accedere con facilità ai servizi della pubblica amministrazione.

Alcune discordanze sugli indicatori economici

Pur quando i dati sono reali e aggiornati, non accade sempre che un indicatore economico basti a valutare la qualità della vita reale di un territorio. Infatti, un Prodotto Interno Lordo (in sigla PIL) alto non sempre corrisponde a una buona qualità della vita. Nel mio libro ideologia della qualità della vita metto a confronto il sistema Usa con quello Europeo portando molti esempi di carattere strutturale che dimostrano questa discordanza. In generale si può fare, l’esempio, che un PIL alto potrebbe essere la conseguenza di una grande produzione di armi, ma magari i cittadini di questo territorio mangiano solo patate.

L’ideologia della qualità della vita definisce la QdV

La qualità della vita è l’equilibrio di benessere di un insieme di fattori interni ed esterni all’individuo. Questi in relazione tra loro sono: fisici, chimici, biologici, fisiologici, psicologici, culturali, scientifici, religiosi, politici, economici, sociali e così via. Anche la coscienza che è l’insieme delle relazioni che ci sono tra l’individuo e il mondo esterno, contribuisce a migliorare o peggiorare la percezione di QdV.

Ogni ecosistema vivente per essere adeguatamente vivibile deve garantire una certa biodiversità e diversità di pensiero, nonché cultura e conoscenze tramandabili. Se esiste sovrabbondanza di una o più specie, o la dittatura, si possono generare squilibri che danneggiano la biodiversità e la vivibilità comune. La vivibilità comune è quella che permette la coesistenza vantaggiosa di più specie, che contribuiscono a creare una qualità della vita complessa e ricca di biodiversità e di diversità.

La qualità della vita di un ecosistema umano dipende anche dai comportamentali e da quante relazioni sociali di qualità siamo in grado di istaurare con la finalità di raggiungere un buon equilibrio di benessere (le foto che seguono descrivono un po’ tutte queste relazioni):

Domenico Esposito