L’uomo e la società cambiano in funzione dell’urbanizzazione e della fiscalità in relazione al benessere. Sono molteplici i fattori per i quali l’uomo e la società cambiano modo di vivere, ma è sempre in funzione del benessere personale o della comunità. Si tratta, quindi, di un benessere personale, collettivo e funzionale al territorio e all’ambiente circostante. Questo meccanismo si chiama principio di qualità della vita. Purtroppo esiste anche un aspetto patologico di questa dinamica quando l’individuo sceglie egoisticamente danneggiando la vita di altri individui o ecosistemi. Ciò è evidente con le guerre, con i reati e comportamenti che hanno scarso rispetto delle persone, delle diversità e del creato.

Teoria delle classi dominanti; urbanizzazione e fiscalità in relazione al benessere di chi?

Alcune teorie sostengono che le scelte sono funzionali al benessere dei gruppi che detengono il potere e non tengono conto delle classi povere. Infatti, a dimostrazione di ciò, sostengono che lo Stato, costituito dalla classe dominante, tende ad isolare urbanisticamente gli individui per controllarli riducendo il rischio di rivolte. Inoltre, le classi dominanti sfruttano quelle più deboli spingendoli a diventare soggetti fiscali, ossia che producano e paghino le tasse. Quindi le classi dominate vivono una condizione di vita buona e quelle sfruttate hanno una qualità della vita bassa.

Le classi dominanti, secondo queste teorie, sfruttano i più poveri a loro vantaggio

A dimostrazione di questa tesi, per esempio, vi sono le ideologie comuniste in generale. Prima ancora del comunismo, abbiamo le riforme urbanistiche, che vi furono dopo la rivoluzione francese e le leggi sulla fiscalità. Infatti, Napoleone con la restaurazione fece abbattere interi quartieri, che furono sostituiti da un’urbanizzazione completamente diversa. Praticamente si passò da un tipo di costruzione a schiera con vicoli stretti, alle isole, ossia con palazzi isolati circondati da quattro strade ampie, in modo da sedare nel più breve tempo possibile le rivolte. Il secondo passo era sapere esattamente chi abitava in quello specifico alloggio e di cosa si occupasse, quindi la fiscalità.

Le cose sono andate proprio così oppure possiamo leggere la storia dell’umanità anche da un altro punto di vista?

Il principio di qualità della vita influenza l’urbanizzazione e la fiscalità

Evidentemente il controllo di polizia è per uno Stato un aspetto di primaria importanza, garantire la sicurezza è un servizio utile al cittadino e non solo ad una parte di questi. Avere strade ampie e luminose aiuta a vivere meglio, indipendentemente se si è ricchi o poveri. Il rischio di rivolta è un rischio per tutti non solo per una persona che ha molta ricchezza, ci sono tante persone benestanti, ma anche povere che non vorrebbero mai trovarsi in una rivolta. Esistono tante persone che grazie alla ricchezza altrui vivono dignitosamente e hanno una buona qualità della vita. La produttività di ognuno di noi, in una società organizzata, è un valore aggiunto per tutta la comunità. Anche la fiscalità è importante e aiuta lo Stato a realizzare servizi per la comunità, che tutti possono usufruire. Anche la fiscalità a scopo di garanzia per un prestito o per un risarcimento è utile a tutti. Credo sia un piacere per ogni cittadino raggiungere l’indipendenza, con un proprio lavoro, con una casa indipendente che non debba condividere con nessun altro. Né condividere servizi igienici, né cucine, né avere come obbligo spazi comuni e così via.

Lo Stato siamo noi cittadini, perciò deve essere sempre più adeguato a risolvere i conflitti, con adeguate mediazioni dei cittadini che lo vivono

Lo Stato siamo noi, quindi l’urbanizzazione e la fiscalità sono influenzate da tutti noi. Evidentemente le scelte seguono un principio di benessere. Lo Stato, sulla base dell’esperienza e dei risultati scientifici regolamenta la società. Quindi l’urbanizzazione e la fiscalità in relazione al benessere è utile per dare a tutti la possibilità di rivendicare i propri diritti. Non esiste un sistema perfetto di regole atte a garantire a tutti la migliore assistenza e benessere. Tuttavia, in base all’esperienza e ai dati scientifici che ne derivano si è dedotto che uno stato di vita, qualitativamente di migliore, è dato da alcuni elementi che vanno a superare il periodo precedente. Certo i fattori possono essere relativi alla sicurezza, alla tutela e allo sviluppo del benessere, che non prescinde dalla tracciabilità e così via.

La storia come dinamica permanente dello sviluppo e crescita del benessere funzionale al bene comune

Urbanizzazione e fiscalità in relazione al bene comune

Ecco che si inizia a delineare un processo dinamico di superamento storico-culturale dato dalle interpretazioni funzionali al benessere, in corrispondenza della vera essenza dell’uomo e della società. Col passare dei tempi, l’uomo ha migliorato il suo stato di conoscenza dei propri sentimenti, anche grazie alla conoscenza delle cause, dei principi e valori. Quindi in base a questi ha iniziato a dare risposte ai problemi, migliorando il sistema, riducendo i rischi dei risultati prodotti dal sistema ideologico che lo ha preceduto.

Domenico Esposito