Il principio di qualità della vita è ciò che fa muovere la vita verso il benessere, interpretabile anche come il raggiungimento di una soddisfazione. Definibile anche come quell’azione che ci porta a colmare una privazione, una mancanza o fabbisogno energetico funzionale alla vita e alla sua qualità. Quindi secondo questo principio qualsiasi vivente vive e agisce secondo il principio di qualità della vita con coscienza. Pertanto si può dedurre anche una certa logica, mossa da interessi, i quali possono essere diversi in base ai presupposti dai quali si parte. Proprio per questo alcune logiche sono definibili patologiche. Perché basate su interessi che mettono a rischio la propria vita o quella altrui (vedi le guerre, le violenze, le ingiustizie sociali, il deturpamento ambientale).

La mediazione delle logiche funzionali alla vita e al benessere

Perciò che precede il principio di qualità della vita può assumere connotati diversi da una specie all’altra e da un individuo all’altro. In quanto l’uomo è un essere sociale e, se mosso da principi e fini nobili, fa scelte che sono funzionali al bene del gruppo. Col fine di trovare l’equilibrio di benessere migliore funzionale agli interessi di tutti, e dei diritti umani, visto che questi con col passar dei secoli sono diventati dei principi e valori importanti. Dato che esistono logiche con interessi diversi, quindi le mediazioni sono necessarie. Se guardiamo bene la storia dell’umanità, si scorgono queste mediazioni di idee e logiche, sempre in un’ottica di benessere, quindi guidate dal principio di qualità della vita.

Le mediazioni che sono alla base del principio di qualità della vita cambiano e s’influenzano grazie all’arricchimento della coscienza

L’uomo e la società cambiano in funzione del principio di qualità della vita e delle mediazioni di logiche più o meno consapevoli, in base alla coscienza e ai molteplici fattori che la costituiscono: tra i quali c’è quello sanitario, in corrispondenza di aspetti fisiologici e psicologici relativi al benessere, quindi fisici, chimici, biologici, nonché politici, economici, sociali, urbani e fiscali in relazione al benessere. Sono molteplici i fattori per i quali l’uomo e la società cambiano modo di vivere, ma è sempre in funzione del benessere della comunità in relazione con altre. Chiaramente si tratta di un benessere personale, non sempre adeguato alla migliore coscienza cooperativa funzionale al benessere collettivo, del territorio e della sostenibilità.

Tutti questi aspetti analizzati definiscono il principio di qualità della vita dell’uomo e della società umana. Non a caso i sistemi legislativi, i diritti umani e l’organizzazione sociale si basano sul principio di qualità della vita. Esso indica all’uomo e alla società la direzione da seguire.

Un raccordo tra il pensiero filosofico, scientifico e la vita dell’uomo

Il principio di qualità della vita fornisce un’interpretazione dell’evoluzione della società umana fondamentalmente benevola, concepita in funzione del benessere umano. Nonostante siano evidenti gli scontri nel processo dinamico degli eventi, lo scontro materialistico e immaterialistico, l’equilibrio si ottiene dal confronto. I miglioramenti dei sistemi di conoscenza derivano dall’esperienza pratica. La speculazione filosofica degli antichi (Socrate, Platone, Aristotele, Epicuro, San Tommaso), basata sulla logica, l’attenta osservazione ed il buon senso si fonda sul principio di qualità della vita. Così come i principi della rivoluzione scientifica del secolo XVII. Fino al concetto di “quality of life” nato in USA, con il quale si provò a gettare le basi degli indicatori di QDV. Il principio di qualità della vita dell’uomo ha attinto molto dal metodo sperimentale. La ferma convinzione che guida questo processo è che sia sempre un bene tentare di affiancare una conferma sperimentale (ove possibile) ad ogni intuizione o deduzione.

Grande merito in proposito è da riconoscere all’apporto del filosofo Giambattista Vico, il cui pensiero vive in una visione dei corsi e ricorsi storici orientata al raggiungimento di uno stabile equilibrio.

Una linea che percorre tutti gli ambiti dell’agire umano

Dagli squilibri generati dall’azione umana nascono nuovi equilibri che vanno a migliorare quelli precedenti nel rispetto degli equilibri naturali, che comprendono anche i diritti umani. Il principio di qualità della vita è riconoscibile a partire dallo studio della tradizione filosofica del mondo antico e della sua trasmissione attraverso le culture medioevali. Passando dalla concezione dantesca fino allo studio della cultura filosofica e (sempre più) scientifica dell’Europa della prima età moderna. Un percorso che prosegue con il rinascimento fino all’illuminismo con i grandi moti rivoluzionari XVIII secolo. Dopo si riscontra con l’affermarsi delle grandi personalità, filosofi, economisti, giuristi, letterati, artisti del calibro di Antonio Genovesi, di Gaetano Filangieri, di Goethe.

Il principio di qualità della vita è una ricerca interiore non una dittatura della ragione

Il principio della qualità della vita non degenera nella “dittatura della ragione”, poiché non nega la spiritualità e la religione. La storia delle idee si affinano in direzione di una conoscenza sempre più corrispondente alla descrizione dei fenomeni, ma anche più orientata ad un fine di benessere, che non preclude la spiritualità. Parliamo insomma di una forma di conoscenza ben lungi dall’essere astratta e lontana dalle esigenze pratiche degli uomini. Un principio che aspira a concretizzarsi come strumento universale di previsione e realizzazione di benessere a qualsiasi livello.