a cura di Domenico Esposito
Tra visione annunciata, grandi eventi e progetti strategici, il nodo irrisolto resta la vita quotidiana dei cittadini: manutenzione urbana, servizi, sicurezza percepita, vivibilità dei quartieri e capacità di governo del territorio.
L’amministrazione Manfredi rivendica interventi concreti su quattro fronti: il risanamento dei conti attraverso il Patto per Napoli, gli investimenti del PNRR 2021–2026, l’apertura di cantieri, oltre a misure per lo sviluppo e l’inclusione come “NEXT Napoli”. Si tratta di una linea centrata soprattutto sulla programmazione e sulla cantierizzazione, che però non si traduce automaticamente in un miglioramento immediato della vita quotidiana dei cittadini, anche alla luce del peso dell’inflazione e di risorse pubbliche sempre più assorbite dalle spese per il riarmo.
La priorità è stabilire che cosa conta davvero per il benessere quotidiano, come lo si misura e con quali priorità si governa. La foto scattata all’inizio del suo mandato, che ci ritrae insieme con una copia del giornale dell’Accademia Italiana Qualità della Vita, è stata per noi una promessa d’impegno verso un progetto di crescita della qualità della vita: oggi la domanda è se quella promessa si sia trasformata in azioni e risultati concreti per i cittadini.
Napoli fanalino di coda nelle classifiche; un dato che pesa
Manfredi ha sottolineato che la classifica si basa “essenzialmente su indicatori economici. (non è esattamente così, purtroppo sono costretto a smentire il sindaco: la classifica del Sole 24 Ore non misura solo indicatori economici, misura ache servizi, sicurezza, ambiente e molti altri).
Il punto non è negare i dati, ma interpretarli correttamente. La classifica del Sole 24 Ore non misura solo indicatori economici, ma resta comunque una fotografia parziale della qualità della vita reale come dimostro nell’articolo seguente: Qualità della vita decisiva per il Manfredi bis – Pubblicato da: Il Roma: riflessione critica sui limiti della classifica del Sole 24 Ore come misura della qualità della vita.
Le classifiche non bastano, da sole, a restituire tutta la complessità di una città: hanno limiti metodologici, temporali e non riescono a incorporare ogni variabile che incide sulla vita urbana. Per questo non possono essere assunte come unico criterio di giudizio. Ma quando un territorio resta in modo stabile nelle ultime posizioni, quel dato non può più essere liquidato come episodico: diventa un segnale strutturale. E purtroppo questo squilibrio affonda le sue radici in decenni di abbandono e in una cultura che troppo spesso ha reagito alle classifiche con negazionismo e campanilismo, invece che con autocritica e capacità di correzione.
Due idee diverse di benessere
Esistono due modi di intendere la qualità della vita. Il primo è superficiale: tende a identificarla con l’immagine della città, la sua attrattività e la cosiddetta politica dei grandi eventi e dei progetti simbolici. Il secondo è strutturale: parte invece da ciò che rende la città realmente vivibile ogni giorno, soprattutto per chi non dispone di strumenti per compensare i disservizi, come tempo, reddito, reti relazionali o mobilità privata. È la città che funziona nei dettagli: manutenzione, pulizia, sicurezza della quotidianità, cura del verde, accessibilità dei servizi, ascolto sociale, attenzione ai quartieri e politiche culturali che non siano soltanto vetrina, ma vera infrastruttura civile.
E qui nasce una sensazione che molti napoletani condividono e che io stesso ho provato più volte:
Più volte ho avuto la sensazione di un Sindaco ingegnere con un casco in testa vicino alle grandi opere, ma poco vicino alla quotidianità sociale di noi cittadini e ai quartieri.
Un Assessorato alla Qualità della Vita, tesi che sostengo da tempo, può riequilibrare questa distanza, riportando il baricentro dall’eccezionale al quotidiano, dalla narrazione dei grandi interventi alla gestione regolare e misurabile della vita reale.
A questa impressione se ne affianca un’altra, altrettanto diffusa e difficilmente liquidabile: la percezione che l’agenda del sindaco riesca a dialogare più facilmente con gli interessi organizzati e con i tavoli alti che con la città minuta — cittadini, comitati, accademie, realtà civiche, quartieri e territori. È il tratto tipico di un approccio tecnico: efficace nel rapporto con le strutture di potere e con i processi decisionali, meno spontaneo nella relazione con la vita sociale quotidiana. Ma una città come Napoli non si governa soltanto con i progetti: si governa con presenza, ascolto, manutenzione e cura continua.
Non si tratta di una critica personale, ma di una questione di modello di governo. Napoli non può migliorare solo attraverso i grandi progetti: ha bisogno di una macchina ordinaria capace di funzionare ogni giorno, in ogni quartiere e nella vita concreta dei cittadini.
Assessorato alla qualità della vita
Il punto, allora, non è soltanto che cosa si fa, ma come si governa la relazione con la città reale. Perché quando il cittadino si sente trattato come un problema, smette di percepirsi come parte della soluzione. E senza cittadini attivi — con segnalazioni tracciate, cura condivisa e comunità culturali valorizzate — Napoli disperde un capitale operativo enorme: quello della partecipazione. È anche per questo che un Assessorato alla Qualità della Vita e una cabina di regia dedicata possono rappresentare un riequilibrio decisivo: perché trasformano il rapporto tra Comune e cittadini da conflitto intermittente a collaborazione misurabile, fondata su responsabilità chiare e risultati verificabili.
L’indicatore più semplice: le strade
Se devo scegliere un esempio concreto di scarsa cura della qualità della vita, parto dalle strade. Non perché sia l’unico problema, ma perché è il più quotidiano e misurabile. Il cittadino non “sente” la qualità della vita nelle conferenze stampa: la sente quando esce di casa e trova sicurezza e manutenzione, o trova dissesto e precarietà.
Buche, avvallamenti, si rifà una strada e poco dopo viene tagliata da lavori delle utility, con rappezzi che non reggono, segnaletica insufficiente e ripristini non duraturi non sono dettagli estetici: sono rischio, incidenti, danni economici, stress e sfiducia. È la dimensione in cui la politica smette di essere promessa e diventa amministrazione reale. E quando l’ordinario è debole, ogni progetto straordinario appare lontano.
Il cittadino misura pulizia, sicurezza, verde e ascolto
Le strade sono un caso emblematico, ma non l’unico. La qualità della vita, per chi vive Napoli ogni giorno, si percepisce anche in:
- Pulizia e decoro: continuità, non episodicità.
- Sicurezza della quotidianità: vivibilità degli spazi, prevenzione, illuminazione, gestione del rischio urbano.
- Cura del verde: manutenzione ordinaria, presidio, accessibilità, valorizzazione.
- Attenzione sociale ai problemi: presenza istituzionale nei quartieri, ascolto operativo, tempi di risposta.
- Cultura come motore di sviluppo: non solo grandi eventi, ma programmi che tutelano e incentivano la produzione culturale locale, dando spazio ai tanti artisti del territorio.
- Sviluppo territoriale: affrontare i nodi che frenano lavoro, innovazione diffusa, coesione, opportunità.
Una regia a misura di quartiere
Molti operatori e residenti descrivono la mancanza di ascolto con parole nette: alcuni territori appaiono semplicemente abbandonati. Mancano presidi costanti, manca accompagnamento, mancano strumenti che aiutino cittadini e attività economiche a non rimanere soli davanti a problemi che, da soli, non possono risolvere. In diversi quartieri la percezione è che il tessuto produttivo—piccole imprese, commercio, artigianato, lavoro diffuso—sia lasciato a gestire difficoltà strutturali senza un supporto amministrativo adeguato, come se la resilienza del territorio dovesse sostituire l’azione di governo.
Questo punto non riguarda solo “più risorse”, ma strutture politiche e amministrative adeguate: una regia capace di leggere i bisogni quartiere per quartiere, trasformare le segnalazioni in piani, creare canali stabili di ascolto e risposta.
Zona Ospedaliera e Parco delle Colline: sindaco assente
Un esempio per me emblematico è la Zona Ospedaliera, spesso congestionata dal traffico, dove da decenni si annunciano senza attuarle soluzioni infrastrutturali come nuovi raccordi di immissione in tangenziale. Poi c’è l’area del Parco Metropolitano delle Colline di Napoli, un altro esempio di eclatante abbandono e sottoutilizzo di un potenziale enorme: un patrimonio ambientale che dovrebbe essere uno dei pilastri della qualità della vita urbana, soprattutto in una città densa come Napoli.
Qui non serve la polemica: serve la presenza. Personalmente, non ho ancora visto il sindaco venire sul posto a “mettere le scarpe sul territorio” e affrontare pubblicamente criticità e priorità con un cronoprogramma verificabile. È su questi gesti che si costruisce la credibilità del benessere: non con l’enunciazione di principio, ma con la pratica amministrativa visibile.
Il tema istituzionale: ascolto e interlocuzione
C’è poi un punto che mi riguarda direttamente, ma che ha un significato generale: la relazione tra istituzioni e corpi intermedi. Da mesi chiediamo un confronto con il sindaco e, a quanto mi risulta, siamo stati rimandati a un colloquio con la vicesindaca (Laura Lieto), incontro che però non è mai avvenuto.
Non è una questione personale. È una questione di metodo: se la qualità della vita è una priorità, perché non valorizzare interlocuzioni qualificate e strutturate con realtà che studiano e promuovono il benessere come architettura di sistema?
Leggi anche: Analisi dell’impatto delle politiche regionali sulla Qualità della Vita in Campania
(Nota: In uscita a breve il mio prossimo libro che tratta di sviluppo e crescita applicata su Napoli)
La debolezza principale: manca la regia
È esattamente qui che vedo la principale debolezza: la Qualità della Vita viene evocata, ma non è ancora organizzata come potere di coordinamento. Per questo ho chiesto più volte una cabina di regia e un assessorato ad hoc: perché se non esiste un centro che governa priorità, tempi, standard minimi e controllo dei risultati, l’azione amministrativa resta dispersa. E quando l’ordinario non funziona — strade, sicurezza della quotidianità, manutenzione — la promessa di benessere resta una formula.
Cabina di regia e Assessorato ad hoc: si potrebbe iniziare da qui
Poche cose per riequilibrare l’azione di governo funzionale al benessere; la proposta è semplice e, soprattutto, verificabile:
- Un mandato trasversale sulla qualità della vita: coordinare manutenzione, pulizia, mobilità, sicurezza urbana, verde, servizi, cultura e sviluppo.
- Standard minimi pubblici: tempi di intervento, livelli di servizio per quartiere, priorità per aree sensibili (scuole, ospedali, trasporto pubblico).
- Cruscotto mensile con pochi indicatori comprensibili: tempi medi di ripristino buche, segnalazioni chiuse/aperte, km manutenzionati, interventi sul verde, pulizia per area, iniziative culturali territoriali con ricadute reali.
- Responsabilità e verifica: chi decide, chi esegue, chi controlla, cosa si corregge.
Senza queste leve, la qualità della vita resta un discorso; con queste leve, diventa un programma governabile.
Conclusione: meno narrazione, più misurazione
Questo articolo non è un “processo” al sindaco. È una richiesta di rigore amministrativo. Se la qualità della vita è l’asse strategico, allora deve diventare una funzione di governo: presenza nei territori, manutenzione ordinaria efficace, ascolto sociale, cura del verde, programmi culturali diffusi e una strategia di sviluppo che riduca il divario tra potenziale e realtà.
La qualità della vita non si dichiara: si costruisce e si misura. Se non la vediamo ancora, la domanda non è retorica. È amministrativa: perché?
I miei interventi in materia di qualità della vita e classifiche
Manfredi bis: l’analisi del “Movimento qualità della vita”
Link Articolo: https://www.ottopagine.it/na/attualita/423753/manfredi-bis-l-analisi-del-movimento-qualita-della-vita.shtml
Pubblicato da: Ottopagine
Breve descrizione: analisi sul possibile Manfredi bis letta attraverso gli indicatori della qualità della vita urbana.
Qualità della vita decisiva per il Manfredi bis
Link Articolo: https://www.ilroma.net/news/opinioni/860083/qualita-della-vita-cosa-misura-il-sole-24-ore-e-cosa-manca.html
Pubblicato da: Il Roma
Breve descrizione: riflessione critica sui limiti della classifica del Sole 24 Ore come misura della qualità della vita.
Qualità della vita: quello che la classifica del Sole 24 Ore non dice – Link Articolo: https://www.virgilio.it/italia/napoli/notizielocali/qualit_della_vita_quello_che_la_classifica_del_sole_24_ore_non_dice-76694121.html
Pubblicato da: ripresa su Virgilio di un articolo de Il Denaro
Breve descrizione: approfondimento sui limiti interpretativi delle classifiche e sugli aspetti non misurati del benessere reale.
Continuo lista dei link utili per la qualità della vita
Sole 24 Ore: Napoli; Domenico Esposito, ripartire da Municipalità
Link Articolo: https://www.ansa.it/campania/notizie/2023/12/06/sole-24-ore-napoli-domenico-espositoripartire-da-municipalita_e609dfc4-3e67-49d3-b694-04fd18cc192c.html
Pubblicato da: ANSA Campania
Breve descrizione: commento alla classifica del Sole 24 Ore con focus sul rilancio delle municipalità napoletane.
Una città cresce davvero solo quando cresce la qualità della vita
Link Articolo: https://www.ilroma.net/news/opinioni/858243/una-citta-cresce-davvero-solo-quando-cresce-la-qualita-della-vita.html
Pubblicato da: Il Roma
Breve descrizione: articolo di impianto più generale sullo sviluppo urbano misurato attraverso la qualità della vita.
Continuo lista dei link utili per la qualità della vita
America’s Cup: Esposito (Accademia Qualità Vita), sì a direttore artistico Link Articolo: https://www.ansa.it/campania/notizie/2026/01/25/americas-cup-esposito-accademia-qualita-vita-si-a-direttore-artistico_9b62678c-87fb-4e1a-b821-9cccc60d31c0.html
Pubblicato da: ANSA Campania
Breve descrizione: dichiarazione sull’America’s Cup con proposta di valorizzazione culturale e artistica dell’evento.
America’s Cup Napoli 2027: una filiera economica dalle molteplici opportunità. Da avviare subito
Link Articolo: https://www.ildenaro.it/americas-cup-napoli-2027-una-filiera-economica-dalle-molteplici-opportunita-da-avviare-subito/
Pubblicato da: Il Denaro
Breve descrizione: articolo sul potenziale economico-produttivo dell’America’s Cup per Napoli e il territorio.
Continuo lista dei link utili per la qualità della vita
L’America’s Cup e l’effetto domino degli investimenti
Link Articolo: https://www.ilroma.net/news/opinioni/857828/lamericas-cup-e-leffetto-domino-degli-investimenti.html
Pubblicato da: Il Roma Breve descrizione: lettura dell’evento come leva di investimenti e moltiplicatore territoriale.
La manutenzione perduta del territorio e il conto salato pagato dalle comunità
Link Articolo: https://www.ildenaro.it/la-manutenzione-perduta-del-territorio-e-il-conto-salato-pagato-dalle-comunita/
Pubblicato da: Il Denaro
Breve descrizione: riflessione sul costo economico, sociale e ambientale della mancata manutenzione del territorio e sulla necessità di una cultura della cura.
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