Lo stile di vita è un indicatore di benessere che ci porta alla cooperazione

Mente sana in corpo sano; lo stile di vita è un equilibrio di un insieme di

fattori che possono migliorare la qualità della vita e il bene comune

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L’Ideologia della qualità della vita (IQDV) nella sua veste di scienza, con le sue analisi e sintesi volte al raggiungimento di un equilibrio di benessere, dipende da dati oggettivi che vanno continuamente aggiornati, dal momento che ci troviamo in un sistema di riferimento in continuo movimento ed evoluzione. Ma in questo caso anche dati di natura

soggettiva, che vanno a caratterizzare lo stile di vita, come le sensazioni e le emozioni, ‘esperienze particolari’ della singola coscienza, devono essere adeguatamente considerate nel processo di valutazione o di modellizzazione del benessere ed è necessario trovino la propria collocazione all’interno di un insieme di valori ‘endogeni’ ed ‘esogeni’. Il concetto d’equilibrio di un insieme di valori che sta alla base dell’IQDV è fondamentale per la vita e per il mantenimento di uno stato d’equilibrio. Pertanto le classificazioni devono fondarsi su questo approccio valutativo e metodologico.

Gli stili di vita in questo discorso funzionale allo stato di benessere, è un indicatore di benessere, così come nell’IQDV sono indicatori di benessere il concetto tradizionale di qualità della vita, la vivibilità, la sostenibilità, il bene comune, la soddisfazione e così via… Tutti questi concetti, oltreché indicatori possono essere messi in relazione.

Gli elementi contrastanti o contraddittori possono cambiare lo stato d’equilibrio: in alcuni casi possono apportare un beneficio, mentre in altri vanno assolutamente evitati per non inficiare il sistema di valutazione o di modellizzazione. Detto sistema può sempre essere arricchito potenziandone le conoscenze o la struttura, privilegiando determinate funzioni o scopirispetto ad altre/i, ciò può comportare una vantaggiosa riduzione delle scelte possibili, in particolar modo quelle contraddittorie per esempio, e questo è un processo mentale e concettuale di primaria importanza ai fini di una coscienza sufficientemente potente e coerente: il rispetto delle libertà individuali va necessariamente bilanciato con la necessità di non superare un limite oltre il quale si ha la rottura del sistema. Questi due aspetti appena elencati, ossia la possibilità di arricchire il sistema di conoscenze potenziandolo e la possibilità di ridurre le scelte fondamentali ad uno scopo di benessere generale, migliorano ulteriormente l’IQDV, che riunisce in sé il metodo scientifico, tra cui alcuni elementi della teoria dei giochi, ossia la scienza matematica che studia e analizza le scelte di soggetti in situazioni di conflitto o di cooperazione, finalizzate al raggiungimento di obiettivi comuni o di massimo guadagno per i soggetti coinvolti. La teoria dei giochi viene applicata sovente nei mercati finanziari e tra concorrenti commerciali, ma può essere applicata in politica, in geopolitica, a livello sociale e fisiologico.

Il primo aspetto sta a fondamento dell’IQDV e ci dice che possiamo sempre individuare un’idea per arricchire il nostro sistema di conoscenza funzionale allo scopo di benessere, nell’ordine di una certa coerenza. Mentre alcuni elementi di teoria dei giochi implicano che la razionalità e/o convenienza di una o più scelte individuali non cooperative possono risultare sconvenienti per l’interesse collettivo e il bene comune, che è connesso al fattore individuale e anche fisiologico. Al contrario se si coopera mettendosi d’accordo le scelte si riducono e si possono ottenere vantaggi per tutti, non solo per pochi.

Domenico Esposito