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Il progetto punta a raccontare Napoli e l’Europa attraverso Palazzo Reale, i giovani, le università, il Conservatorio e una nuova coscienza culturale identitaria

È partita ufficialmente l’avventura progettuale del musical “Gli otto re di Napoli”, un’iniziativa culturale nata per raccontare la storia della città e dell’Europa attraverso le otto statue dei sovrani collocate sulla facciata di Palazzo Reale di Napoli.

La prima riunione ufficiale si è svolta presso l’Accademia Italiana Qualità della Vita, dove è stata delineata la struttura iniziale del progetto. L’obiettivo è costruire una filiera cooperativa capace di coinvolgere giovani, università, Conservatorio, istituzioni culturali, mondo dello spettacolo, competenze artistiche e realtà del territorio. L’iniziativa, guidata da Rolando Santorelli, nasce come percorso teatrale, musicale e civile. L’idea è trasformare gli otto re di Napoli in otto quadri narrativi, capaci di raccontare epoche, passaggi storici, identità, conflitti, incontri tra popoli e possibilità di pace.

Napoli come città europea, non provinciale

Il progetto intende contribuire a far uscire Napoli da una rappresentazione riduttiva o provinciale, restituendole il ruolo di città europea, mediterranea, culturale e identitaria. La storia degli otto sovrani diventa così uno strumento per rileggere il rapporto tra Napoli e l’Europa, tra memoria e futuro, tra cultura e formazione delle nuove generazioni.

Secondo l’impostazione emersa durante l’incontro, il musical non dovrà essere soltanto uno spettacolo, ma un laboratorio permanente di coscienza culturale. La territorialità, in questa visione, non è chiusura localistica, ma incarnazione concreta della storia: il territorio diventa il luogo vivo in cui la memoria può essere trasformata in consapevolezza, responsabilità e crescita civile.

Giovani, università e cultura della pace

Uno dei punti centrali del progetto riguarda il coinvolgimento dei giovani. L’obiettivo è creare una filiera culturale che parta dagli studenti, dalle università, dal Conservatorio, dall’Università L’Orientale, dalle accademie e dalle scuole, per arrivare alla costruzione di testi, musiche, traduzioni, scene, costumi, coreografie e interpretazioni.

La finalità più profonda è educativa: contrastare l’idea della guerra nella mente dei giovani e promuovere, attraverso teatro e musica, una cultura della pace, della mediazione e dell’identità europea. Il musical potrà diventare un’occasione per chiamare le nuove generazioni non solo ad assistere alla storia, ma a studiarla, riscriverla, interpretarla e trasformarla in linguaggio artistico contemporaneo.

Una progettualità aperta e rinnovabile

Durante la riunione è stata delineata anche la possibilità di rendere il progetto rinnovabile nel tempo. “Gli otto re di Napoli” potrebbe infatti diventare un format annuale, capace di modificare testi, episodi, musiche, canzoni e interpreti nelle diverse edizioni. La versione madre potrebbe nascere in italiano e napoletano, con aperture successive verso le principali lingue europee. L’idea è quella di costruire, in prospettiva, anche serate dedicate a pubblici internazionali, valorizzando Napoli come città capace di parlare all’Europa attraverso la propria storia, la propria musica e la propria identità.

Non si tratterebbe soltanto di tradurre uno spettacolo, ma di costruire vere serate culturali dedicate ai diversi pubblici europei: una versione inglese per il pubblico anglofono, una francese, una tedesca, una spagnola, una catalana, una portoghese. La lingua napoletana resterebbe la radice identitaria dell’opera, mentre le lingue europee diventerebbero ponti di apertura, dialogo e internazionalizzazione.

La prima composizione della giuria e del gruppo di lavoro

Nel corso dell’incontro è stata delineata anche una prima parte della giuria e del gruppo di lavoro. Ne fanno parte Angelo Rojo Mirisciotti, regista e napoletanista; Antonio Sarnelli De Silva, baritono; Marina D’Errico, psicologa e componente del Coro Polifonico dell’Arciconfraternita dei Pellegrini; Gianni Nappa, curatore d’arte, critico d’arte e direttore artistico del Festival Artperforming; Domenico Esposito, giornalista, ideologo della Qualità della Vita, scrittore della napoletanità e presidente dell’Accademia Italiana Qualità della Vita, che svolgerà un ruolo di coordinamento.

Il gruppo sarà guidato dall’ideatore del progetto, Rolando Santorelli, attorno al quale si sta costruendo una rete di competenze artistiche, culturali, formative e organizzative.

Il ruolo dell’Accademia Italiana Qualità della Vita

L’Accademia Italiana Qualità della Vita si propone come luogo di coordinamento culturale e progettuale dell’iniziativa. Il progetto si inserisce in una visione più ampia: la qualità della vita non riguarda soltanto servizi, indicatori o condizioni materiali, ma anche coscienza collettiva, identità territoriale, educazione culturale, capacità di cooperazione e costruzione di senso. Da questo punto di vista, il musical sugli otto re di Napoli può diventare uno strumento di riforma delle coscienze culturali identitarie della città: un modo per aiutare Napoli a riconoscersi nella propria storia e, nello stesso tempo, a proporsi come città europea aperta, creativa e internazionale.

Una filiera cooperativa per Napoli

La sfida principale sarà costruire una vera filiera cooperativa. Non un progetto isolato, ma una rete capace di unire teatro, musica, danza, università, giovani, accademie, turismo culturale, istituzioni, sponsor e mondo della comunicazione. Il progetto potrebbe coinvolgere studenti, attori, musicisti, cantanti, ballerini, traduttori, scenografi, costumisti, registi, storici, critici d’arte, operatori turistici e realtà produttive. L’obiettivo è trasformare un’intuizione artistica in un processo collettivo, capace di produrre cultura, formazione e ricadute positive per la città.

In prospettiva, il musical potrebbe dialogare anche con grandi eventi internazionali, pacchetti turistici, compagnie crocieristiche e percorsi culturali dedicati ai visitatori stranieri, offrendo a Napoli un nuovo strumento di promozione identitaria e internazionale.

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