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Napoli 7 febbraio – Manifestazione Bagnoli: contestate le scelte su bonifica e gestione del progetto legato all’America’s Cup

a cura di Domenico Esposito

Chiariamo subito un punto: la protesta è rivolta alle scelte dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gaetano Manfredi, più che a un “no” ideologico alla America’s Cup in quanto tale. È possibile che una parte dei presenti sia contraria ai grandi eventi o ai capitali interessati a investire in una realtà paesaggistica e marittima come Napoli; tuttavia, il nucleo della protesta riguarda soprattutto le modalità della bonifica e le garanzie, comprensibili e verificabili, sui potenziali rischi per la salute.

Nel mirino, in particolare, c’è la questione delle coperture con teli (o “teloni”) utilizzate per fondali e colmata: i manifestanti chiedono chiarimenti sulla tenuta nel tempo, sulla sostenibilità dell’intervento e sulle ricadute ambientali, considerando che tali soluzioni dovrebbero creare una barriera protettiva tra le aree contaminate e la futura fruizione da parte dei cittadini, a contatto con acqua e suolo dell’area coperta.

Manifestazione Bagnoli: cittadini traditi per l’abbandono del piano De Lucia

Accanto al tema sanitario-ambientale emergono altre due motivazioni. Da un lato, la richiesta di un coinvolgimento più strutturato nelle scelte — partecipazione e condivisione — perché una parte della cittadinanza dichiara di essersi sentita ai margini dei processi decisionali. Dall’altro, pesa il superamento del piano dell’urbanista Vezio De Lucia, centrato su bonifica, verde pubblico e accessibilità, e orientato anche al ripristino della linea di costa con la realizzazione di una grande spiaggia pubblica fruibile. Su questo punto, però, viene ricordato che quel disegno è stato discusso a lungo anche in termini di fattibilità e sostenibilità: in particolare, la rimozione della colmata per ristabilire la linea di costa è ritenuta da alcuni un’operazione di estrema complessità — se non impraticabile — per l’enorme quantità di materiale da movimentare e per le criticità ambientali connesse allo smuovere sedimenti inquinati.

Manifestazione Bagnoli: dialogo si dialogo no

In questa lettura, il dialogo istituzionale non sarebbe mancato del tutto: era noto che l’impostazione della bonifica si fosse progressivamente distanziata dal piano originario per ragioni tecniche. Il problema, semmai, è che per anni si è accumulato un ritardo decisionale, con pochi atti capaci di chiudere davvero la fase dell’incertezza e di assumere responsabilità operative. Da qui la richiesta che il sindaco Manfredi apra un tavolo pubblico di confronto per offrire, dove possibile, garanzie puntuali: massima trasparenza sul metodo di bonifica, chiarezza sulle tutele per salute e paesaggio, e un quadro di impegni verificabili su tempi e destinazioni d’uso.

Resta, sottolineano alcuni, che un’operazione di questa portata difficilmente potrà accontentare tutti; ma può — e secondo i promotori deve — essere condotta con criteri di evidenza, partecipazione e responsabilità.

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