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NAPOLI, 12 FEB – “La mobilitazione di questi giorni va letta in termini di gestione del rischio per la salute, non con quelle della contrapposizione ideologica”. Lo afferma Domenico Esposito, leader del Movimento Qualità della Vita, intervenendo sul dibattito legato alle attività di bonifica a Bagnoli e alle preoccupazioni espresse dai cittadini.

“La manifestazione di sabato scorso – spiega Esposito – ha avuto anche il merito di rendere più comprensibile il tema delle polveri sottili, a partire dal PM10, e di richiamare l’attenzione su misure di prevenzione, tipo l’uso delle mascherine come protezione delle vie respiratorie, per inalare quanto meno possibile il particolato atmosferitco. In questa chiave, la mobilitazione denuncia soprattutto una carenza di comunicazione preventiva. Di fronte a rischi prevedibili di inalazione di particolato, l’informazione preventiva è parte della tutela: se un rischio è noto o plausibile, la popolazione va avvisata per tempo, soprattutto bambini e persone fragili dal punto di vista respiratorio o cardiovascolare”.

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APPROFONDIMENTO -> Secondo il Movimento Qualità della Vita, i grandi eventi “possono essere opportunità reali per Napoli” perché “muovono risorse, progettualità e spesso sbloccano immobilismi storici”. “Nel caso di Bagnoli – prosegue Esposito – è difficile negare che qualcosa si sia rimesso in moto proprio perché c’è stata finalmente una pressione a decidere. Ma un’accelerazione, per essere giusta, deve accelerare anche le garanzie”.

Per Esposito “il tema non è essere pro o contro un evento, ma governare bene il processo: da un lato la necessità delle istituzioni di procedere e assumersi responsabilità, dall’altro preoccupazioni legittime dei cittadini su tutela della salute, chiarezza, tracciabilità delle scelte e partecipazione”. “Il Movimento Qualità della Vita – aggiunge – vuole essere il punto di unione: non megafono della protesta, né scudo dell’amministrazione, ma piattaforma che tiene insieme sviluppo e precauzione, decisione e coinvolgimento, velocità e trasparenza”.

Movimento Qualità della Vita: aria-suolo-mare attraverso le piogge

Esposito richiama inoltre l’attenzione anche su un altro aspetto “da spiegare senza semplificazioni”: “La pioggia durante alcune lavorazioni può ridurre l’innalzamento delle polveri, perché l’umidità limita la risospensione del particolato durante passaggi di mezzi pesanti e livellamenti. Tuttavia, in siti contaminati la pioggia può spostare parte del rischio sulla gestione delle acque e dei fanghi: servono drenaggi, raccolta e trattamento, prevenzione del trascinamento superficiale e controllo del fango trasportato fuori dal cantiere dai camion. Non basta dire ‘non si alzano polveri’: bisogna dimostrare che il cantiere non disperde altrove e che ogni fase è sotto controllo”.

Proposta

Da qui la richiesta di un “tavolo pubblico stabile” con l’amministrazione comunale. “Non di facciata – conclude Esposito – ma una sede operativa con tre impegni minimi: trasparenza dei dati con monitoraggi accessibili e aggiornati; protocolli di mitigazione e controllo, incluse misure contro la dispersione e il lavaggio dei pneumatici dei mezzi; comunicazione preventiva sulle fasi più impattanti, con indicazioni prudenziali per i soggetti vulnerabili. Queste misure non rallentano lo sviluppo: lo rendono robusto e spostano il confronto dall’opinione alla prova”.

Conclusione

“L’America’s Cup può essere una grande occasione per Napoli – conclude – ma Bagnoli non può permettersi di sprecare un’altra opportunità, soprattutto sul piano della fiducia civica. Il punto non è scegliere tra evento e salute: è costruire una rigenerazione che stia in piedi su entrambi, perché una città cresce davvero solo quando cresce la qualità della vita”.