Mi riferisco in particolare all’Italia che potrebbe diventare nel giro di pochi anni il tallone d’Achille europeo. Ciò significa sempre più annessa e sottomessa, anziché libera e potente come vorrebbe il “buon senso”.  Ciò in parte già sta accdendo, i nostri giovani migliori lasciano il paese per essere produttivi altrove, contribuendo alla competitività dei nostri diretti competitori ecc. Il sistema Italia si indebolisce, di questo passo saremo costretti a svendere il nostro patrimonio con conseguenze disastrose anche dal punto di vista religioso.

DraghiBENE! Crescita, lavoro e benessere, è Domenico Esposito che vi parla, mancano solo i progetti, che la Burocrazia dei palazzi del potere italiano non mi aiuta a realizzare.  Per il momento, mi snobbano, la partitocrazia italiana è interessata a sistemare i propri piccioncini parassiti e nullafacenti e non faccio nomi per non inimicarmeli troppo, avrò bisogno anche di loro, che fanno politica da almeno un decennio, usufruendo di benefici non meritati, dal momento che hanno prodotto ben poco in tutti questi anni, che ora vogliono contare senza idee, perché stare chiusi nei palazzi del potere e nel benessere per dieci lunghi anni si atrofizzano le meninge. Così la programmazione territoriale, va a puttane! Ma se non mettiamo in moto l’edilizia e la riqualificazione, soprattutto lì dove è necessaria, se non facciamo formazione, se non tuteliamo il patrimonio paesaggistico, monumentale, libri antichi di valore inestimabile, se non realizziamo trasporti adeguati tra loro ben connessi per l’internazionalizzazione! Se non facciamo tutto questo e se non sfruttiamo al massimo l’energia solare, gli italiani si impoveriranno sempre di più e la manodopera italiana scomparirà. Resteranno solo i finanzieri con le loro scartoffie e gli economisti con i loro modelli matematici, tabelle, grafici e quant’altro politicamente inutili. Purtroppo le mie valutazioni sul quadro economico sono state tutte confermate, il mio sistema di riferimento è l’ideologia della qualità della vita applicata all’Italia, poi esiste un progetto per Napoli, applicazione della teoria generale, che potrebbe diventare un modello da applicare ad altre realtà. Se avessimo uno Stato con le palle quadrate, che facesse le riforme giuste e fatte bene, alcune forme di licenziamento, se così possono essere definite, potrebbero essere programmate a livello centrale a patto che si delocalizzino in settori dove c’è più bisogno, con lo scopo di “efficientizzare” settori scarsamente produttivi o competitivi, anche mobilitando personale da una Regione all’altra. La mobilità all’interno della pubblica amministrazione è un lavoro delicato ma utile, a maggior ragione se fatto con criterio, rispettando la qualità della vita delle persone. A me piace il concetto di riqualificazione di qualità della risorsa umana funzionale alla crescita del sistema paese, le persone devono sentirsi utili! L’Europa deve cambiare permettendo all’Italia di poter crescere, utilizzando con meno vincoli i fondi strutturali per migliorare il paesaggio italiano da tutti i punti di vista, rendendolo più vivibile e competitivo da sud a nord. Ma se non attireremo fondi privati, attraverso queste misure prospettate e dai progetti ideati dal sottoscritto, i territori si indeboliranno sempre di più, a quel punto l’occupazione diminuirà, la crescita demografica di qualità sarà solo un sogno e i conflitti aumenteranno. Il Governo italiano attraverso gli apparati locali deve fare molto di più per fornire ai territori un’adeguata funzione di sviluppo e di controllo. Se ciò non accadrà l’Europa così com’è finirà. (copyright Domenico Esposito)

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