UCRAINA: DOMENICO ESPOSITO (ACCADEMIA QUALITÀ DELLA VITA), “LE SANZIONI DIVENTINO RISARCIMENTO”
NAPOLI – «Gli asset russi congelati non possono restare inattivi né essere strumenti punitivi: devono diventare risorse a sostegno diretto del popolo ucraino». Lo dichiara Domenico Esposito, presidente dell’Accademia Italiana Qualità della Vita, ricordando la proposta lanciata a gennaio 2025 che ha “aperto una breccia” a Bruxelles. La Commissione UE – spiega – lavora ora a un prestito basato sui flussi di cassa generati dai beni russi congelati, senza toccarne la proprietà. «La differenza è chiara – sottolinea Esposito –: io propongo un risarcimento diretto e multilaterale, la Commissione invece un modello tecnico e temporaneo. Ma il principio è lo stesso: le sanzioni devono trasformarsi in ricostruzione e dignità per gli ucraini».
Cronologia della proposta di Domenico Esposito
Gennaio 2025 – Domenico Esposito propone di trasformare i beni russi congelati all’estero in risarcimento diretto al popolo ucraino. La posizione di Domenico Esposito è chiara: gli asset russi congelati non possono restare inattivi, né limitarsi ad essere strumenti punitivi, né tantomeno trasformarsi in indennizzi a favore degli Stati europei che hanno sostenuto Kiev. Quelle risorse devono invece diventare strumento concreto di ricostruzione e dignità per gli ucraini.
Febbraio–Marzo 2025 – Seguono la manifestazione a Roma e la raccolta firme per il piano di pace multilaterale. L’idea comincia a circolare anche nei contesti istituzionali.
Firma anche tu la petizione –> La Proposta di Pace di Domenico Esposito
Settembre 2025 – Il commissario europeo Valdis Dombrovskis, a margine dell’Ecofin informale di Copenaghen, annuncia che la Commissione sta studiando un “prestito di guerra” a beneficio dell’Ucraina, basato sui flussi di cassa generati dai beni russi congelati presso la Banca centrale, senza però toccare la proprietà russa.
Convergenze e differenze tra le due proposte
Le due proposte partono da un presupposto comune: gli asset russi congelati devono essere messi a frutto e non possono rimanere strumenti punitivi o inerti. Tuttavia, ci sono differenze sostanziali:
La proposta di Domenico Esposito. Leggi la proposto completa –> Soluzione al Conflitto Ucraino. In sintesi: prevede che i beni congelati stessi e i proventi delle sanzioni diventino indennizzo diretto per il popolo ucraino; integra la dimensione finanziaria con una visione politica ed etica, proponendo compromessi geopolitici e una riforma multilaterale della governance globale; punta a un nuovo paradigma di giustizia riparativa internazionale, dove i vantaggi, con responsabilità di tutti gli attori coinvolti, si distribuiscono a tutte le parti, secondo il principio paretiano; Un nuovo ordine mondiale basata sulla logica cooperativa dell’ideologia della qualità della vita.
La proposta Dombrovskis/Commissione Europea
La proposta Dombrovskis/Commissione Europea: è una misura tecnica e limitata: si parla di un prestito temporaneo, garantito solo dai rendimenti degli asset russi, senza intaccarne la proprietà; Kiev dovrebbe restituirlo soltanto dopo aver ricevuto ufficialmente le riparazioni di guerra da Mosca; rimane quindi un modello finanziario emergenziale, più prudente sul piano legale ma meno ambizioso sul piano politico.
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Conclusione
La proposta di Domenico Esposito, lanciata a Napoli e portata avanti con l’Accademia Italiana Qualità della Vita, ha effettivamente aperto una breccia: oggi la Commissione Europea inizia a elaborare un meccanismo che va nella stessa direzione, pur con approccio diverso e più contenuto.
Il futuro dipenderà dalla capacità di passare da una logica tecnica di prestito a una strategia multilaterale di risarcimento e ricostruzione, che non solo aiuti l’Ucraina a rinascere, ma ponga le basi di un nuovo ordine mondiale fondato sulla Qualità della Vita, la cooperazione e la pace duratura.
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