Quando parlano le armi regna il caos e la malvagità, al contrario sono i diritti ad avere voce in capitolo, perciò la non violenza è una strategia utile a garantire diritti.

La strategia gandhiana è una soluzione pacifica a ipotesi di conflitto o anche durante invasioni, come quella attuata dalla Russia contro l’Ucraina nel 24/02/2022. Essa utilizza il principio di non violenza del pacifista Gandhi che si oppose strenuamente a qualsiasi ipotesi di risoluzione bellica dei conflitti tra Stati o conflitti territoriali. Essa si basa sul principio che quando sono le armi a parlare, accadono cose malvage. Al contrario quando non sono le armi a parlare, prevalgono i diritti.

La strategia gandhiana favorisce le soluzioni diplomatiche

Chi utilizza la strategia gandhiana si pone dal punto di vista del diritto in una posizione di forza maggiore rispetto a chi aggredisce contro i diritti. L’aggressore s’indebolisce eticamente, politicamente, socialmente ed economicamente per le sue azioni irrispettose, e per le sanzioni imposte per tali deplorevoli azioni. L’aggradito non subisce perdite gravi, ha solo da guadagnarci nel tempo. Infatti, nell’immediato non subisce perdite umane, né distruzione, né bombardamenti. Al contrario, l’aggressore ha solo da perdere per le gravi penalità imposte dal mondo intero e per la perdita di prestigio a livello mondiale. L’ideologia della qualità della vita propone la strategia gandhiana come strumento geopolitico.

La non violenza è un principio cristiano

La scelta di non inviare armi all’Ucraina deve essere inquadrata nell’ambito di questa strategia. Così come afferma il decano dei pacifisti cattolici: “La non violenza non è una resa. Se la guerra è follia, lo è sempre”.