Le differenze tra governo tecnico e politico sono sostanziali e possono essere analizzate da diversi punti di vista. Un governo tecnico risponde ad esigenze tecniche di riequilibrio di sistema politico, economico e sociale. Mentre un governo politico opera in per mandato dei cittadini che lo ha votato. I tecnici sono costretti a mediare con una maggioranza parlamentare più ampia a differenza di quelli politici la cui mediazione avviene in un ambito più ristretto, frutto di anni di confronto.

Governo politico e suoi limiti

Un governo politico nasce dalla dialettica popolare, che avviene nei territori. Quindi le idee che portano i soggetti politici al governo sono il frutto di un confronto tra persone e soggetti giuridici dei settori produttivi. Il limite di un governo politico è che deve mediare con forze più estreme della propria fazione.

Governo tecnico e suoi limiti

DEFINIZIONE DI GOVERNO TECNICO DI TRECCANI.IT “locuz. m. – Nei regimi di democrazia parlamentare, governo programmaticamente di breve durata, privo di solida base politica, che nasce talora da situazioni di confusione e lacerazione politica, proprio per favorire, attraverso un chiarimento del dibattito e dei rapporti tra i partiti, la ricostituzione di una solidale maggioranza governativa”.

Un governo tecnico nasce dall’incapacità del sistema politico di trovare una maggioranza parlamentare. Quindi le idee che portano i soggetti tecnici al governo sono frutto del confronto politico e produttivo. Il limiti di un governo tecnico è che deve mediare con forze politiche non eterogenee. Spesso gli interessi di parte danno un’impronta scarsamente efficiente all’azione di governo.

Esempio di governo tecnico e politico

Evidentemente l’esistenza di un governo tecnico è soggetta alle forze politiche che lo sostengono. Prendiamo ad esempio il cosiddetto governo Draghi. Il Presidente del Consiglio, ovviamente è un soggetto dalla grande esperienza già accennata in altri articoli (Leggi Qui per approfondire), ma è anche un uomo dialogante con tutti, senza pregiudizi. Quando il governo si è riunito per realizzare la finanziaria per la nuova azione di governo ha interpellato le forze parlamentari. Consultandole sui provvedimenti da adottare, per esempio il M5S ha messo l’accento sulla priorità sussidi e sostegno alla produttività sostenibile. Quindi reddito di cittadinanza, bonus 110% e così via. Il PD ha proposto i suoi provvedimenti, ed infine il centrodestra, che ha proposto i suoi provvedimenti a favore dello sviluppo del nord e così via.

L’azione di governo del Presidente del Consiglio Mario Draghi

Pertanto, per tutto ciò che ci siamo detti in precedenza, evidentemente non si può pretendere tutto da Draghi, che purtroppo si è dovuto sedere al tavolo di un sistema parlamentare fatto da interessi di parte, spesso contrastanti tra loro; come quelli relativi a chi è più filo nordista o meridionalista e così via. Evidentemente i cittadini che trovano l’azione di governo non adeguata ai propri interessi, cercano per ovvie ragioni di bilanciamento, di rivendicare le proprie proposte.