La teoria del miglior progetto, consistente in provvedimenti bilanciati e ben pianificati che siano convenienti per tutti. Lo scopo è creare valore aggiunto in termini di ricavo sociale ed incidono al minimo sul costo sociale. A tal fine è necessario tener presente fattori interni ed esterni dal punto di vista politico, economico e sociale, senza sottovalutare gli aspetti fisici e chimici. Il grado di complessità e il potenziale di ottimizzazione del progetto dipendono dalla quantità dalle relazioni che esso riesce a gestire e soddisfare. La teoria del miglior progetto sfrutta la teoria del praticone superficiale, ideata per descrivere il modo in cui vengono prese le decisioni in alcuni territori dove sussistono bassi livelli di QDV

Ritrae le piramidi egizie, costruzioni millenarie ben realizzate, che hanno prodotto un costo sociale notevole per gli egiziani di quei tempi, mentre sono un ricavo sociale adesso che producono ricchezza attirando visitatori da tutti il mondo

La Teoria del praticone superficiale (Clicca qui per approfondire)

La Teoria del praticone superficiale sfrutta una serie di principi che stanno a fondamento dell’Ideologia della qualità della vita

(approfondisci leggendo l’articolo sull’ideologia della qualità della vita)

Domenico Esposito