Purtroppo i conflitti armati nascono quando i gruppi di potere non riescono a mediare una soluzione conveniente. Nel caso specifico della crisi Ucraina abbiamo due blocchi geopolitici contrapposti. Da un lato abbiamo la Russia potentissima per le sue risorse energetiche e dall’altro il blocco Nato. Quest’ultimo tutela gli interessi degli Usa e di tanti altri suoi piccoli paesi satelliti legati alle risorse energetiche. Al centro ci sono anche gli interessi dell’Europa, che rappresenta un’importante domanda per quanto riguarda il fabbisogno energetico. A parte la Francia che è anche produttore di energia nucleare, più di altri paesi.

Le cause della crisi Ucraina

Cosa si nasconde dietro la contesa di un territorio? Ovviamente il problema non è quel territorio o l’altro, né per esempio Nato si o no. Questi argomenti messi in evidenza dalla crisi sono solo una parte del problema. Ovviamente sono in gioco prestigio e supremazia culturale, il potere, la democrazia e modi d’intendere lo Stato e la vita sociale degli uomini.

Tuttavia, in questa particolare crisi Ucraina l’aspetto energetico non è un fattore trascurabile. Infatti, una delle cause di primaria importanza è legata alla quantità di gas che la Russia è in grado di immettere sul mercato. (Che cos’è il nuovo gasdotto Nord Stream 2?) Ora con il Nord Stream 2 quasi in funzione, che arriva direttamente in Germania passando dal mare non più per via terra attraverso l’Ucraina, quest’ultima teme che possa perdere dei privilegi sulla condotta che passa dal suo territorio. Non a caso è stato eletto un nuovo Presidente filo Nato. La Russia a sua volta con questa nuova condotta di gas può fornire l’Europa a prezzi bassi, cosa che svantaggerebbe i produttori di gas africani filo americani. Da un lato la Germania ne avrebbe un vantaggio, così come l’Italia che è il maggior consumatore di gas.

La soluzione alla crisi

Evidentemente la soluzione più efficace per l’Ucraina è la cosiddetta strategia gandhiana (LEGGI QUI per approfondire), ma non basta a risolvere gli squilibri energetici. Tuttavia dati i molteplici interessi geopolitici coinvolti la soluzione migliore è trovare un equilibrio conveniente per tutti. La soluzione alla crisi la dà l’ideologia della qualità della vita, in quanto bisogna curare il sistema di benessere territoriale e personale. A tal fine c’è bisogno di cooperazione. Infatti, l’ideologia della qualità della vita propone una soluzione ottimale per tutti basata sulla teoria dei giochi.

Teoria dei giochi

Ideologia della qualità della vita: “La teoria dei giochi viene applicata sovente nei mercati finanziari e tra concorrenti commerciali, ma può essere applicata in politica, in geopolitica, a livello sociale e fisiologico. La convenienza di una o più scelte individuali non cooperative possono risultare sconvenienti per l’interesse collettivo e il bene comune, che è connesso al fattore individuale e anche fisiologico. Al contrario se si coopera mettendosi d’accordo le scelte si riducono e si possono ottenere vantaggi per tutti, non solo per pochi”.

Conclusione

Evidentemente la soluzione migliore è che tutti si mettano d’accordo sul prezzo del gas e del petrolio da immettere sul mercato, per trovare il giusto equilibrio sui prezzi. Ovviamente senza sottovalutare gli equilibri ambientali e quindi la produzione di energia pulita non inquinante. Anche perché la cooperazione tra culture diverse è la sola strategia utile a garantire benessere per tutti. Altrimenti c’è la dittatura!

Domenico Esposito