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Grande successo ieri sera al Colosimo tra arte, memoria e solidarietà: in scena “Permettete, Salvatore Di Giacomo”

Una serata intensa, emozionante e ricca di significato quella vissuta al Teatro del Colosimo di Napoli, dove arte, inclusione e solidarietà si sono intrecciate in uno spettacolo capace di restituire al pubblico il fascino della grande tradizione culturale partenopea.

Il regista Angelo Rojo Mirisciotti ha scritto per l’occasione lo spettacolo Permettete, Salvatore Di Giacomo, un’opera che racconta incontri e scontri con i compositori, i poeti e i cantanti dei primi anni del Novecento, facendo rivivere le melodie immortali delle canzoni di Napoli, quelle che hanno reso Napoli grande nel mondo e che ancora oggi continuano a parlare al cuore di tutti. Nel primo tempo è andata in scena la compagnia Prove d’amore; nel secondo tempo, invece, protagonisti sono stati i convittori e semiconvittori del Colosimo, diretti e guidati dal loro maestro Salvatore Torregrossa.

Lo spettacolo ha saputo riportare in vita un’epoca straordinaria della cultura napoletana, quella del primo Novecento, popolata da musicisti, poeti, artisti e intellettuali che hanno segnato la storia della città. Sul palco, figure come Salvatore Di Giacomo, Raffaele Viviani, Ferdinando Russo, Salvatore Gambardella, Gilda Mignonette, Libero Bovio e Maria Campi ( la subrette che inventò la mossa) sono tornate idealmente a vivere con naturalezza e intensità, tra musica, poesia, racconto e interpretazione scenica, restituendo al pubblico l’impressione di entrare davvero dentro quel tempo, quasi come in un film. È stato un viaggio nella memoria, ma anche un modo per riscoprire la forza ancora attuale di una tradizione artistica che continua a emozionare.

Un grande successo con diverse chiavi di lettura

Tra le figure rappresentate nella commedia vi è anche Benedetto Croce, filosofo e grande difensore della napoletanità, presenza che conferisce allo spettacolo una ulteriore chiave di lettura. Non si tratta soltanto di un omaggio teatrale alla grande stagione culturale napoletana, ma anche di un richiamo al valore civile e identitario della bellezza, della cultura e della tradizione. In alcuni passaggi, infatti, la commedia lascia intendere con chiarezza come a difendere e incentivare la bellezza artistica di Napoli vi fossero, un tempo, figure di altissimo profilo intellettuale e morale, mentre oggi la politica dovrebbe fare di più per tutelare e rilanciare questa grande eredità identitaria.

In questo senso, la serata ha offerto anche un messaggio umano e simbolico molto forte. I ciechi, paradossalmente, sembrano avere una vista più lunga e più profonda di molti altri, perché colgono l’essenziale, il valore delle cose, la sostanza della memoria e della bellezza. Ed è proprio attraverso questo progetto inclusivo che il Colosimo dimostra quanto arte e sensibilità possano diventare strumenti di crescita, di consapevolezza e di autentica partecipazione.

Progetto inclusivo per la solidarietà promosso dal Club Lions

A rendere ancora più importante l’evento è stato anche il suo significato sociale. La serata si inserisce infatti nella seconda edizione di un progetto inclusivo per la solidarietà, che attraverso l’arte e la musica punta a valorizzare le capacità dei giovani e dei meno giovani, accrescendone l’autostima, il senso di partecipazione e la fiducia in se stessi. Un’iniziativa che dimostra concretamente come il teatro e la musica possano diventare strumenti di crescita, relazione e inclusione.

Durante la serata è intervenuto anche il presidente del Club Lions promotore dell’evento, che ha ringraziato tutti i presenti e coloro che hanno ospitato l’iniziativa, dalla Regione al Maestro Torregrossa, sottolineando il valore profondo di un appuntamento che ha unito bellezza e impegno civile. Un ruolo importante nell’organizzazione è stato svolto soprattutto dalla dottoressa Valeria Mirisciotti del Club Lions, che ha creduto fortemente in questo nobile progetto inclusivo per la solidarietà. Particolarmente significativo il messaggio finale: l’intero ricavato della serata sarà destinato ai ragazzi dell’Istituto Colosimo, alle loro attività e alle attrezzature sportive.

La serata mi ha regalato anche un altro incontro inaspettato

Altra felice coincidenza della serata è stata la presenza di uno spettatore, un signore della RAI in pensione, con il quale vi è stato un piacevole e interessante confronto. Nel corso della conversazione mi ha raccontato alcuni episodi delle sue memorabili esperienze teatrali con il grande Eduardo, il Direttore, offrendo così un’ulteriore testimonianza diretta della profondità e della ricchezza della tradizione culturale napoletana. Anche da questo scambio è emersa una riflessione condivisa: la politica potrebbe e dovrebbe fare di più per far emergere, valorizzare e incentivare questa grande tradizione identitaria della napoletanità. Alla fine abbiamo convenuto che bisogna fare di più in senso politico come ci ha insegnato Eduardo, e perciò ci siamo scambiati i nostri contatti telefonici.

Sempre secondo quest’ottica io e questo signore abbiamo convenuto

In questa prospettiva, anche un grande appuntamento internazionale come l’America’s Cup del 2027 potrebbe rappresentare un’occasione importante non solo sul piano economico e turistico, ma anche culturale e simbolico, per rilanciare nel mondo l’immagine più alta, autentica e profonda di Napoli.

Approfondimento:
ANSA – America’s Cup, Esposito (Accademia Qualità Vita): sì a direttore artistico
https://www.ansa.it/campania/notizie/2026/01/25/americas-cup-esposito-accademia-qualita-vita-si-a-direttore-artistico_9b62678c-87fb-4e1a-b821-9cccc60d31c0.html

Conclusione

Al Colosimo, dunque, non è andato in scena soltanto uno spettacolo teatrale, ma un’esperienza completa di cultura, memoria, educazione e solidarietà. Una dimostrazione concreta di come l’arte, quando è vissuta con autenticità e partecipazione, possa diventare uno strumento prezioso per far crescere le persone e per tenere viva l’anima più profonda di Napoli.

Domenico Esposito

Presidente dell’Accademia Italiana Qualità della Vita

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