Il termine disparità si riferisce a differenze di trattamento tra persone più ricche e meno ricche, tra chi ha più conoscenze e chi meno, tra chi ha migliori servizi e chi meno e così via. Il termine disparità è sinonimo di disuguaglianze, di sperequazioni e così via. La disparità può essere causa della competizione e concorrenza sleale tra settori produttivi, cittadini e territori. Il Presidente della repubblica Italiana Sergio Mattarella ha messo ancora una volta l’accento su queste differenze, che producono un danno sociale. Ebbene, non finiremo mai di ricordarlo alla politica e alla società affinché questo gup sia sempre più considerato come un valore importante. La conoscenza e la consapevolezza di un problema non sempre comporta a fare qualcosa di concreto per risolverlo, ci vuole anche la percezione come valore prioritario, il che dipende anche dal costo sociale che produce. A tal fine bisogna comprendere la convenienza e gli svantaggi di un particolare fenomeno. Questo è ciò che ho cercato di documentare con questo articolo.

La disparità come causa del liberismo

L’ideologia della qualità della vita tratta il fenomeno come causa dell’ideologia liberista, che tende a creare squilibri territoriali e disuguaglianze sociali. In pratica si tende a concentrare risorse in particolari settori. In certi casi può accadere che le politiche siano maggiormente influenzate da certi gruppi di potere rispetto ad altri. Pertanto alcune politiche liberiste, più di altre, privilegiano alcuni cittadini, settori e territori, rispetto ad altri.

Disparità di genere come causa d’ideologie del conservatorismo maschilista

Le disparità di genere sono un altro aspetto del fenomeno di non trascurabile importanza. Spesso sono favorite da modelli di pensiero maschilista, da preconcetti o da fattori fisiologici.

Disparità tra nord e Mezzogiorno d’Italia non più sostenibili e accettabili.

Spesso si utilizza l’esempio della Germania come modello da imitare per ridurre la sperequazione territoriale. Anche il Presidente Gentiloni fu molto sensibile al tema delle disparità territoriali. Purtroppo la politica fa molto fumo su questa materia e pochi fatti significativi per ridurre definitivamente questo gup. Si tratta di fare subito scelte strategiche e di risolvere le disparità infrastrutturali che comportano un costo sociale non indennizzato. Ciò è evidentemente inaccettabile, non a caso produce numerosi conflitti tra Stato e cittadini. Non a caso il tema delle disuguaglianze è ricorrente nell’agenda de Presidente della Repubblica.

Il nord senza il suo mercato interno, considerando anche Mezzogiorno d’Italia, non va da nessuna parte: sono le parole del Presidente di Svimez Adriano Giannola (LEGGI QUI).

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Il vero mercato del nord è il sud

L’Italia non si vede più come sistema paese. Nonostante gli studi dimostrino che investire al sud conviene. Infatti, uno studio di Banca d’Italia del 2011 stima che l’aumento di un euro di ricchezza del mezzogiorno d’Italia determina un ritorno di 40 centesimi a favore del centro-nord. Inoltre, se i consumatori del sud spendessero cento euro in più, la produzione del nord sarebbe aumentata di 52 euro. I Italia il nord sfrutta il sud e gli sottrae risorse. Questo è quanto denuncia lo Svimez in Presadiretta il 07/10719, secondo Giannola è arrivato solo il 20% del 34% delle risorse stanziate dalle finanziarie fino al 2008, quel 14% che manca è stato investito al nord, quindi sottratto al sud. (Video della trasmissione Presadiretta del 07/10/2019)

Disparità per carenze di infrastrutture informatiche

Prendiamo ad esempio chi offre servizi internet oppure un’aziende che hanno bisogno di trasferire dati informatici. Purtroppo a pari di competenza tra un webmaster del sud rispetto a uno del nord, chi lavora al sud è più svantaggiato a causa di una rete informatica lenta a differenza dell’infrastruttura del nord più efficiente e potente, poiché ha una maggiore capacità di trasporto dati. Quindi chi offre questo genere di servizi subisce un danno da questa disparità che non dipende dalle proprie capacità, ma dall’incapacità del governo di realizzare un’infrastruttura con le stesse potenzialità da sud a nord. Questa incapacità o carenza infrastrutturale comporta un costo sociale. La domanda necessaria necessaria da fare in questi casi è: chi indennizza gli operatori del sud che pagano le stesse tasse dei loro diretti concorrenti del nord? Questi esempi dimostrano la dura competizione e la concorrenza sleale che in questo caso avviene tra chi vive una Regione diversa dall’altra.

Un altro esempio di disparità infrastrutturale è il trasporto di persone e merci

Nell’esempio precedente il gup è relativo al trasporto di informazioni internet e così via. In questo caso la disparità sta nell’opportunità di viaggiare e trasportare cose a diverse velocità, attraverso il sistema ferroviario europeo. Da questo studio si evince chiaramente il livello di scarsa connessione tra il sud Italia e l’Europa.

Queste disparità producono due livelli netti di opportunità di sviluppo, quindi di benessere e qualità della vita del territorio italiano

Per le cose qui accennate possiamo dedurre che la qualità della vita in Italia è influenzata fortemente da queste disparità non colmate da decenni. Nonostante i fondi europei stanziati per ridurre tali disparità la classe dirigente non è riuscita a colmarle. Evidentemente è mancata l’azione riformatrice adeguata necessaria a creare il giusto equilibrio funzionale allo sviluppo.

Quantifichiamo il costo sociale di questo gup

Chi si ritiene di essere danneggiato da queste politiche deve essere risarcito. Si chieda al governo un tavolo di confronto per le modalità di risarcimento. Questo sicuramente aiuterà ad affrontare il fenomeno con le adeguate priorità. Dovrebbe intervenire anche l’Europa con delle sanzioni per il mancato sviluppo di alcune aree.

Domenico Esposito