A “Natale siamo tutti più buoni” o almeno dovremmo esserlo. Esemplare è il celebre film il Canto di Natale, nel quale il protagonista DicKens, l’attore Ebenezer Scrooger, che improvvisamente si trasforma da avaro egoista in grande benefattore.

Nella nostra cultura, il proposito di aiutare gli altri è intrinsecamente associato al Natale, non a caso la frase: “a Natale siamo tutti più buoni”. La scienza si chiede quale siano le dinamiche di questo comportamento sociale così profondamente radicato e comune nella società occidentale. Gli scienziati ritengono che alla radice di questo fenomeno ci sia il comportamento prosociale. Lo psicologo sociale Robert Cialdini ritiene [Cialdini, R.B. et al. (Eds.) (2006) Reinterpreting the empathy-altruism relationship….] che dietro ai comportamenti prosociali si celi sempre la promessa di una ricompensa. Infatti sostiene che chi fa volontariato o beneficenza, ad esempio, ci sia lo scopo di ottenere l’approvazione sociale di altre persone, attraverso un riconoscimento pubblico. Un’altra teoria chiamata norma di reciprocità, secondo la quale le persone aiuterebbero gli altri pensando che in futuro il loro comportamento verrà ricambiato.

Poi vi è l’ipotesi empatia-altruismo

Daniel Baston sostiene l’ipotesi empatia-altruismo, ossia più proviamo empatia nei confronti di uno stato di bisogno, più siamo disposti ad aiutare senza aspettarci nulla in cambio. Quindi l’aiuto empatico rappresenterebbe, secondo questa ipotesi, una forma di altruismo puro ed incondizionato. [Baston, C.D. & Shaw, L.L. (1991). Evidence for altuism: Toward a pluralism of prosocial motives. Psychological Inquiry, 2, 107-122]

Nonostante le numerose prove sperimentali fornite da Baston la comunità scientifica non ritiene ancora provata l’esistenza dell’altruismo puro.

L’ideologo Domenico Esposito a proposito dell’altruismo natalizio spiega:

Il fenomeno “A Natale siamo tutti più buoni” è interessante nella misura in cui si cerca di scoprire le ragioni profonde che stanno a suo fondamento. Questo comportamento sociale ha la sua radice nel concetto profondo di famiglia, che rappresenta il primordiale gruppo sociale dove avvengono le iniziali relazioni d’amore, di protezione, d’aiuto e di altruismo funzionali al benessere e quindi alla qualità della vita. Ovviamente le valutazioni sono relative al contesto. Qui ovviamente ci troviamo di fronte ad un contesto multidisciplinare relativo all’ambiente tipico di questo periodo dell’anno, ossia invernale, all’interno del quale si intensificano alcuni comportamenti di vitale necessità e per il benessere.

Si tratta di una festa sociale dedita alla condivisione di ciò che sia ha secondo il proprio ruolo sociale. Infatti, in questa festività, più di ogni altra, si incontrano i mestieri per uno scambio reciproco. Una festa che permette la socialità ristretta familiare di condividere idee, affetto, riconoscenza, conoscenze, prodotti in una socialità allargata, grazie alla quale si incontrano i mestieri. Quindi il contadino incontra il pescatore, l’artigiano, l’architetto, l’avvocato, lo scrittore in uno scambio reciproco. Dunque diventa un’occasione unica, nell’arco dell’anno, per cambiarsi prodotti, esperienze e competenze professionali per i benefici ricevuti o che si aspirano a ricevere. Secondo una naturale idea di società organizzata fondata sulla qualità della vita, con lo scopo di soddisfare il principio di qualità della vita.

Pertanto il principio di qualità della vita sta a fondamento dei comportamenti prosociali.

Infine la spiritualità “A Natale siamo tutti più buoni

Ciò che corona la festività natalizia è il cristianesimo con la sacra famiglia, con l’amore e il dono in Gesù Cristo all’umanità. Questa spiritualità ci ricorda il senso profondo di questa festività, altrimenti tenderebbe a diventare esclusivamente consumistica finalizzato ad un benessere prettamente materialistico. Il principio di qualità della vita, invece, si fonda sull’idea che fa muovere l’azione, una forma di spiritualità, che riesce a far risuonare in modo armonico materia e spirito, realizzando l’essenza divina della vita e della sua qualità.