Una Napoli moderna; dal generale al particolare

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Il suolo svolge una funzione fondamentale per la vita sulla Terra poiché in esso risiedono le basi stesse dell’esistenza: è il luogo dove attecchiscono le radici, dove avvengono le reazioni chimiche tra le molteplici sostanze vitali, dove la

materia grezza si incontra e dà vita alle piante che ci danno ossigeno, dove prosperano i tanti microorganismi che emettono l’anidride carbonica necessaria alla sopravvivenza delle piante. Il suolo è certamente uno dei beni più preziosi dell’umanità poiché permette alla biodiversità di sussistere e prosperare. Consente la vita dei vegetali, degli animali e dell’uomo. Oltre ad essere un vero e proprio ecosistema indispensabile agli equilibri vitali e di benessere è un mezzo essenziale per la produzione di nutrimento e di materie prime necessari al sostentamento e allo sviluppo dell’uomo. È un ecosistema fondamentale della biosfera e contribuisce, assieme alla vegetazione e al clima, a regolare il ciclo biologico e a influenzare la qualità delle acque, favorendo il mantenimento del giusto equilibrio per la vita terrestre. Il suolo è una risorsa limitata e facilmente intaccabile dall’attività entropica umana. Una volta distrutto può impiegare secoli per ricostituirsi. L’edilizia selvaggia che ricopre con asfalto e cemento il suolo distrugge un ecosistema indispensabile, creando una pellicola che sopprime il collegamento fra la biosfera del suolo con la biosfera atmosferica, interrompendo il ciclo biologico.

Qualsiasi attività di pianificazione deve essere concepita in funzione delle proprietà delle diverse tipologie di suolo e dei bisogni della società di oggi e di domani. Nell’ultimo secolo abbiamo sottratto suolo in modo indiscriminato e questa tendenza non accenna a diminuire perché l’uomo, soprattutto nella sua piccolezza ed ignoranza, crede a un falso progresso, che non tiene conto del suolo e della sua importanza. Il progresso è veramente tale quando tiene conto delle conseguenze che determina sugli equilibri naturali indispensabili alla vita sulla Terra. Dio ci ha dato la ragione oltre ad una giusta aspirazione ad una vita migliore: tutto sta nell’utilizzare le conoscenze acquisite nel modo più adatto a tutelare gli equilibri naturali. Esiste uno sviluppo sostenibile a cui dobbiamo mirare. Possiamo costruire centri urbani funzionali al benessere umano e al tempo stesso permettere alla terra di respirare e di svolgere le sue fondamentali attività, tra le quali il contenimento dell’eccessiva produzione di anidride carbonica, corresponsabile del riscaldamento globale. Le RSP dell’IQDV propongono criteri di costruzione verticalisti, con ampio uso di grattacieli per non sottrarre suolo in modo indiscriminato. Occorre un cambio di tendenza: bisogna rimediare all’errore della speculazione edilizia selvaggia che sottrae suolo benefico e necessario alla tutela degli equilibri naturali. Per tale motivo in alcune aree del mondo bisogna frenare un certo tipo di imprese di costruzione, in altre parti del mondo bisogna abbattere e ricostruire. Deve esserci suolo salubre e libero dall’asfalto e dal cemento tra un centro urbano e l’altro, tra un ecosistema urbano e l’altro. Devono esserci zone di suolo affinché la natura possa rinnovare il suo essenziale ciclo biologico, ricostituendosi e rigenerandosi. I nobili intenti di salvaguardia degli equilibri naturali di questo processo funzionale al benessere dell’umanità vanno promossi a livello globale con la nuova geopolitica mondiale dell’IQDV. I progetti OCCUPA e OMCU dovrebbero integrare nel proprio organico centri di ricerca ed associazioni che operino nell’ambito della programmazione urbanistica. Abbiamo bisogno di nuovi piani regolatori globali sottoposti all’IQDV: “Le domande che occorre porsi sul dimezzamento dal 22 al 10,5% dei piani regolatori e varianti urbanistiche? – commenta Piero Properzi, responsabile scientifico del Rapporto INU 2019 (Istituto Nazionale di Urbanistica[1]) sui piani regolatori urbanistici del territorio italiano – le amministrazioni locali tendono a fare meno piani per motivi economici…”. Pare che scarsità di risorse e tempistiche strette siano la causa principale di questo dimezzamento. Non vale la pena di impiegare troppe risorse su qualcosa i cui effetti spesso non saranno visibili durante un singolo mandato amministrativo. Eppure sono tanti i benefici dello sviluppo territoriale derivante da un piano regolatore fatto su misura per accrescere la qualità della vita, a maggior ragione se si considerano tutti gli aspetti di sostenibilità trattati da una vera e propria RSP dell’IQDV. Credo ci sia scarsa visione d’insieme e lungimiranza. Con le RSP dell’IQDV siamo all’inizio di un percorso (la proverbiale “punta dell’iceberg”) che aprirà le porte di una nuova era fatta di pace e progresso sostenibile. L’INU ha aperto un dibattito per coinvolgere altri importanti centri di ricerca che stilano analisi e statistiche sullo sviluppo territoriale (Istat, Legambiente, Svimez, Ifel, Confindustria) con cui si potrebbe sviluppare l’idea di una nuova governance, più centralizzata, focalizzata sul supporto ai territori, con direttive e indicazioni precise sull’aggiornamento dei piani di sviluppo, adeguati alle RSP dell’IQDV.

Le periferie di alcuni grandi centri urbani, prendiamo ad esempio Napoli, devono essere riformate in funzione della rigenerazione del suolo. C’è troppo spreco di risorse naturali, energetiche e monetarie. Non dobbiamo vivere solo in funzione del nostro presente. Le RSP dell’IQDV seguono questo principio di rigenerazione urbana e ambientale per sviluppare centri urbani moderni, distanti ma ben connessi tra loro. Tra un centro urbano e l’altro devono esserci grandi aree di suolo capaci di smorzare l’impatto termodinamico, assorbendo e smaltendo l’anidride carbonica prodotta. Aree di suolo attrezzate, verdi e produttive, che comprendano anche foreste e parchi agricoli dove produrre a KM 0 prodotti salubri, per incentivare stili di vita sostenibili quali la dieta mediterranea. Gli agricoltori e i forestali dovranno applicare metodi che preservino la qualità del suolo. La meccanizzazione e i metodi moderni permettono di aumentare il rendimento, ma se impiegati senza discernimento rompono l’equilibrio naturale del suolo, alterandone le proprietà fisiche, chimiche e biologiche. Il suolo deve essere protetto dall’azione degli agenti meteorologici ed inquinanti.

Gli agglomerati urbani occupano e rendono sterile il suolo sul quale sono situati. Essi influenzano anche le zone circostanti a causa delle infrastrutture necessarie al funzionamento dello spazio urbano (strade, acquedotti e così via) e della sempre crescente occupazione di suolo produttivo, oltre a generare degradazione ed inquinamento del suolo delle regioni agricole e forestali, con le riserve naturali e le zone ricreative che si restringono progressivamente e sono spesso mal tenute. L’urbanizzazione deve essere concentrata e organizzata in maniera tale da evitare il più possibile la sottrazione di suolo. Nei progetti di ingegneria civile le opere di costruzione di dighe, ponti, strade, canali, fabbriche o case devono tener conto di ogni ripercussione sui territori circostanti e devono essere presi adeguati provvedimenti di salvaguardia. È indispensabile un inventario locale delle risorse del suolo in vista di una pianificazione territoriale razionale, che permetta una politica efficace di conservazione e miglioramento. Il tutto deve rispettare in modo rigoroso e scrupoloso la Carta Europea del Suolo, che il modello di sviluppo sostenibile delle RSP estende al contesto globale.

 

[1] INU fondato nel 1930 per promuovere gli studi edilizi e urbanistici, e diffondere i principi della pianificazione. L’INU è membro dell’European Council of Town Planners ECTP-CEU un’associazione che promuove la visibilità, il riconoscimento dell’importante ruolo sociale e le migliori pratiche di pianificazione spaziale e sviluppo urbano in Europa. ECTP-CEU dialoga con i governi nazionali. Nel 1997 l’INU è stato riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente. L’INU non gode di finanziamenti diretti, ma vive di solo quote degli associati.

Domenico Esposito