LIBERTÀ DI STAMPA, DI OPINIONE E INDIPENDENZA DAL POTERE POLITICO

L’articolo 21 della costituzione italiana recita: <<Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dall’autorità giudiziaria nel caso di violazione delle norme che la legge …>> Nella classifica stilata da Reporter senza frontiere per la libertà di stampa l’Italia sale dal 77° posto al 44°. Questo ci dice che sono diminuite le intimidazioni e le minacce di morte, ma non dice molto sull’indipendenza dell’informazione dalla politica, sull’obiettività ecc.

La commistione politica mina l’indipendenza dell’informazione

Affari e politica spesso si aiutano a vicenda, il problema, innanzitutto, è quando ciò non viene fatto alla luce del sole. La politica è immischiata in molti settori della vita dei cittadini italiani e questo è molto grave. Infatti, le testimonianze di questa commistione la si è vista nella Giustizia, nella Sanità e in molti altri settori. Chi fa politica sa che ci sono cittadini che hanno letteralmente paura di schierarsi apertamente per paure di ritorsioni politiche. Ovviamente tutti questi fenomeni non vanno sottovalutati nella loro gravità.

Non esiste democrazia se l’informazione si asservisce al potere politico

Se la democrazia diminuisce anche la qualità della vita si abbassa. In un paese democratico l’informazione deve agire nell’interesse del bene comune. Di fatto, non va bene quando è troppo asservita a certa politica e a particolari gruppi di potere per interessi poco chiari. La funziona nobile del giornalista è quella di raccontare i fatti politici, economici, sociali e culturali, e non dovrebbe avere conflitti d’interesse. Il tutto, ovviamente, è relativo alla deontologia del giornalista e di chi lo legge.

Analizziamo il caso particolare delle comunali del 2016 sulla scarsa indipendenza dell’informazione dalla politica

Trattiamo il fenomeno dell’indipendenza dell’informazione dal potere politico. Analizziamo l’esperienza particolare e diretta del sottoscritto, da candidato politico, per poi passare a delle conclusioni di carattere generale.

Premetto subito che trovo ragionevole e anche democratico dare maggiore spazio ad un candidato che ha un maggiore peso politico. Mi riferisco ai candidati politici dei partiti presenti in parlamento, che sono maggiormente rappresentativi dei cittadini. Tuttavia, stravolgere le cose oppure dare zero spazio ad un candidato che compete con altri, quanto meno la competizione diventa falsata. Poi ci sarebbero problemi di diritti del candidato ecc.

La mia esperienza personale

Partiamo dalla mia esperienza diretta del 2016 da candidato sindaco. In questa competizione noi candidati non fummo trattati tutti nello stesso modo. Personalmente ho avuto poche occasioni per far emergere il mio programma. I giornali cartacei riportavano notizie su di me e sulla lista Qualità della vita false. Molti video di trasmissioni a cui ho partecipato non sono stati pubblicati. Nulla è stato reso noto del mio programma da parte delle grandi testate giornalistiche. Si è avuta l’impressione di non voler dare visibilità alla lista qualità della vita per non sottrarre voti ai candidati più gettonati. Pertanto il mio diritto d’informare e di divulgare il mio modello di sviluppo alla cittadinanza non è stato rispettato. Così come è stato per me, anche altri candidati, mi hanno reso noto, ebbero lo stesso problema.

Nonostante l’innovazione della lista civica Qualità della vita i mass media non hanno ritenuto opportuno dare notizie dettagliate. Probabilmente c’era il timore che potessi prendere molti voti

IL mio è stato un programma nuovo e innovativo, completamente incentrato sulla tutela e la crescita della qualità della vita. Essendo anche il primo candidato nella storia di Napoli, dell’Italia e del mondo. Presentarsi con un tale simbolo e programma, tra l’altro in una città ultima nelle classifiche sulla qualità della vita, poteva avere un trattamento diverso. Sicuramente si poteva riportare qualche notizia migliore. Bastava leggere il mio sito della campagna elettorale, il mio programma oppure guardarsi i video che il mio staff rese pubblici in quei giorni per fare un lavoro migliore.

Dare poca risonanza alla lista qualità della vita è stato un errore di democrazia

Un programma incentrato sulla qualità della vita fu un fatto importante per Napoli. Era una strategia vincente tanto è vero che fece vincere il M5S subito dopo alle nazionali (ecco il video con Luigi Di Maio).

Simbolo della qualità della vita è un marchio registrato nel 2008 di proprietà di Domenico Esposito
Simbolo della qualità della vita è un marchio registrato nel 2008 di proprietà di Domenico Esposito

Al modello di sviluppo basato sull’ideologia della qualità della vita si poteva dare maggiore attenzione e più spazio. Nei fatti avrei potuto ottenere un risultato elettorale migliore, magari sarei potuto entrare nel consiglio comunale.

Tutta la mia storia politica e le mie battaglie per il bene comune sono state ignorate

Puoi cliccare su questo link per approfondire Esposito Domenico .

Se i mass media avessero fatto come il giornale NapoliToday i cittadini avrebbero potuto farsi un’idea più obiettiva del mio programma.

Solo il giornale NapoliToday pubblicò una mia intervista obbiettiva raccontando in modo trasparente il contenuto dell’intervista. (leggi l’intervista qui). Mi chiedo perché le altre testate giornalistiche non fecero altrettanto? Mancarono interviste, anche quelle televisive, delle quali chiesi di ricevere i link non li ottenni, né furono pubblicati.

Anche la più recente esperienza con le amministrative del 2021. Questa volta da candidato consigliere nel partito dei verdi europei. In effetti, non ho avuto la possibilità di farmi conoscere alla cittadinanza attraverso gli organi di comunicazione di massa.

In conclusione

La disparità d’informazione non permette l’ascesa del miglior progetto per la crescita della qualità della vita.

Ciò potrebbe far pensare a ragioni politiche poco chiare, non sempre leali e rispettose della Costituzione e della legge. L’altra faccia della medaglia è che in queste manifestazioni politiche si dà molto più spazio ai partiti con maggiore potere contrattuale. Guarda caso questi partiti più privilegiati sono anche quelli che sono in grado di dare qualcosa in cambio.

La storia è maestra di vita

Nella storia ci sono tantissimi esempi di queste disparità. Quando l’informazione diventa clientelare c’è asservimento e dipendenza al potere politico.

Proprio perché è in gioco la democrazia e la qualità della vita facciamo un ulteriore approfondimento

Esistono diversi approcci dell’informazione

In modo schematico ho individuato tre evidenze, che descrivono l’attività dell’informazione in Italia

1. Essere obiettivi facendo emergere la verità, estromettendo i propri giudizi personali.

2. Raccontare facendo trapelare un giudizio non esplicito. Il giornalista avendo una sua etica, o visione personale, tende naturalmente a farla emergere a volte incompleta, spesso anche inconsapevolmente. Così facendo avvantaggia un’idea anziché un’altra. (fin qui nulla da eccepire anche se si dovrebbe dare il diritto di replica ai fini di una maggiore completezza e verità).

3. Il problema è la commistione tra interessi ad personam. Questa categoria purtroppo, rischia di diventare la più numerosa in una società asservita al potere politico ed economico. Anche perché esistono tanti poteri a cui ci si può asservire e per svariati motivi. L’ambizione a fare carriera politica, chi ha bisogno di favori perché deve sistemare il figlio, l’amico, il cliente. Il giornalista che è parte di un sistema di potere, rispetto al quale ha degli obblighi e così via.

Domenico Esposito