Cristianesimo e ideologia della qualità della vita

Svelata l’attinenza del Cristianesimo con la “Qualità della Vita”!

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Il cristianesimo sta all’ideologia della qualità della vita così come le meraviglie della natura, amore compreso, stanno ai poeti. Ineluttabile fonte d’ispirazione, ma non unica.

La prima verità assoluta proveniente da Dio è il potpourri della vita, la seconda, per lo scrivente, è la qualità della vita che dipende da un insieme di fattori fisici, chimici, biologici, fisiologici, politici, economici e sociali. La società deve saper intervenire quando l’individuo perde la sua dimensione naturale, civile e spirituale all’interno degli ecosistemi viventi, spesso urbani, lontano dalla terra e da madre natura e deve saper riconoscere le aspirazioni essenziali di ogni singolo individuo.

Il pensiero di Luigi Sturzo è illuminante da questo di punto di vista. Affermò : “[...] la base del fatto sociale è da ricercarsi nell’individuo [...]”, la cui socialità, secondo l’ideologia della qualità della vita è scritta nel DNA, che dà forma allo stesso ed al suo modo d’interagire col paesaggio. Sturzo risulta contrario ad una società immobile, così come l’ideologia della qualità della vita modella i piani di crescita della qualità della vita, i piani di tutela e di sviluppo del benessere sulla persona e sul territorio che è in continua trasformazione in base a caratteristiche, a potenzialità, nonché a criticità, così come l’universo fisico-chimico è in continuo movimento, così la società si evolve in funzione del cambiamento e delle necessità spazio-temporali! Sturzo considerava il movimento dato da un insieme di relazioni inter-individuali tra le persone, che per l’ideologia della qualità della vita dipendono da fattori fisiologici, spirituali e culturali. All’interno di questo schema sociale multiforme egli affermava che la religione non può essere strumento di governo, il cristianesimo non appartiene a nessuna corrente politica e nessuna di queste potrebbe detenere il monopolio della verità religiosa. Il cittadino in piena libertà, attraverso il libero arbitrio deve scegliere da sé se seguire la propria coscienza di buon cittadino o di credente e non dovrebbe essere la propria Chiesa ad indirizzarlo nell’atto delle proprie scelte! Certo la Chiesa può influenzare ma giammai dovrà imporre; condivido tale pensiero di Luigi Sturzo, fondatore d’un pensiero politico e sociale volto a dar voce in politica ai cattolici, così come ritengo importante la laicità dello Stato così come intesa dal “sommo poeta”.[1] 1 Sara Marchesi e Maria Grazia Vasta (a cura di), Dante Alighieri, su letteratura.it, maggio 2007.