di Domenico Esposito
Presidenza della Repubblica: dal “Presidente noioso” del cinema al Presidente reale che tiene viva la Nazione con simpatia e sobrità. C’è un paradosso interessante tra cinema e realtà istituzionale. Dopo aver visto La Grazia di Paolo Sorrentino, dove il Capo dello Stato viene raccontato come un uomo quasi “piatto”, schiacciato dal protocollo e da una quotidianità grigia, mi sono ritrovato a pensare l’opposto guardando alla Presidenza reale.
Il film — con un Presidente segnato dal peso del ruolo — usa la lente della solitudine e dell’austerità per costruire un simbolo: un potere che non “brilla”, ma che trattiene, frena, sopporta. Una scelta narrativa legittima, ma che rischia di far passare l’idea di una Presidenza distante, immobile, quasi estranea alla vita del Paese.
L’Esserci del nostro Presidente, simpatico, tutt’altro che noioso
Poi però c’è la realtà: Sergio Mattarella e qui si può senz’altro dire che la percezione cambia. Il Presidente della Repubblica, nella pratica, non è un personaggio “noioso”, nient’affatto è una presenza vivace e costante in tutti momenti principali dell’italianità. Cultura, sport, memoria civile, legalità, ricorrenze nazionali: insomma è un Presidente che dimostra vivere e saper vivere bene. Dunque la Presidenza, quando funziona, è una cerniera che unisce istituzioni e comunità, senza fare propaganda e senza confondere i ruoli.
C’è anche un pò di sano spettacolo, ma è soprattutto una presenza di fiducia indispensabile e necessaria. In un’epoca segnata da polarizzazione e sfiducia, la Presidenza serve a mantenere un baricentro, a dare continuità, a ricordare che la nazione non è solo conflitto quotidiano, ma anche identità condivisa e responsabilità comune.
E qui sta il punto, per La Qualità della Vita: la qualità di una democrazia non si misura solo nelle leggi o nei numeri, ma anche nella forza delle sue figure di garanzia. Quando la Presidenza è presente, sobria e autorevole, contribuisce a ridurre “rumore” e instabilità, e ad aumentare coesione, fiducia e senso di comunità. In termini sistemici, il risultato che si ottiene è meno rischio sociale e più resilienza istituzionale.
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