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Cittadini che puliscono le strade: il Comune di Napoli abbia più onestà e più rispetto. Napoli ha bisogno di un nuovo patto di responsabilità su decoro urbano, responsabilità pubblica e cittadinanza attiva

Se Palazzo San Giacomo non riesce a garantire pienamente pulizia e decoro urbano, lo dica con chiarezza e costruisca soluzioni alternative serie: premi, agevolazioni e vantaggi concreti per cittadini, comitati e associazioni che aiutano a migliorare la città.

Vedere cittadini che puliscono spontaneamente le strade del proprio quartiere può sembrare una bella notizia. E in parte lo è, perché racconta senso civico, amore per il territorio, rispetto per il luogo in cui si vive. Ma fermarsi a questo sarebbe un errore. Perché dietro quella scena, che può apparire persino commovente, si nasconde anche un problema molto serio: la pulizia delle strade non dovrebbe dipendere dalla buona volontà dei residenti, ma essere garantita in modo ordinario, efficiente e continuativo dal Comune.

È qui che il tema diventa politico e amministrativo. Il Comune di Napoli deve essere più onesto con se stesso e più rispettoso dei cittadini. Se non è in grado di adempiere pienamente a un proprio dovere essenziale, come la pulizia e il decoro delle strade, deve avere il coraggio di riconoscerlo. Non può limitarsi a lasciare che siano i cittadini a supplire, spesso in silenzio, alle proprie difficoltà organizzative.

La pulizia delle strade è un dovere pubblico

La questione è semplice: i cittadini pagano tasse e tributi anche per avere servizi essenziali. Tra questi vi è certamente la pulizia urbana. Se però, per carenze strutturali, limiti organizzativi o inefficienze gestionali, il Comune non riesce a garantire standard adeguati in tutte le aree della città, allora deve fare due cose. La prima è migliorare il servizio. La seconda è costruire soluzioni alternative serie, trasparenti e dignitose, senza scaricare il peso delle proprie mancanze su chi vive e lavora nei quartieri.

In questo senso, Napoli ha bisogno di una scelta chiara. Dove il problema è maggiore, bisogna aumentare lo spazzamento, anche prevedendo due turni giornalieri nelle zone più esposte allo sporco, al traffico pedonale, alla movida o al sovraccarico turistico. La tassa di soggiorno, ad esempio, dovrebbe essere utilizzata in modo più incisivo anche per rafforzare la pulizia e il decoro urbano, soprattutto nelle aree che ricevono maggiori flussi di visitatori. Parallelamente, servono controlli più seri e multe davvero efficaci per chi sporca muri, luoghi pubblici e per chi continua a contribuire al degrado della città.

Ma accanto a questo, serve anche un cambio di mentalità. Se associazioni, comitati di quartiere, gruppi di commercianti o singoli cittadini si sostituiscono, in tutto o in parte, a servizi che il Comune dovrebbe garantire e non riesce a garantire adeguatamente, allora l’ente pubblico deve riconoscere concretamente questo impegno. Non con una pacca sulla spalla. Non con un applauso. Non con un plauso occasionale di qualche esponente politico. Tutto questo è troppo poco.

Onestà e rispetto per i cittadini che puliscono le strade

Chi si prende carico di migliorare la città deve ricevere un riconoscimento reale. Vale per le associazioni, vale per i commercianti che si organizzano per mantenere decorosa una strada, vale per i cittadini che dedicano parte del proprio tempo a fare, con spirito civico, quello che l’amministrazione non riesce a fare in modo sufficiente. Se il Comune beneficia di questo contributo, allora deve gratificarlo in modo concreto.

Le soluzioni possono essere diverse e vanno studiate con intelligenza amministrativa. Si possono prevedere riduzioni della Tari per associazioni di commercianti o comitati civici che contribuiscono in modo verificabile al mantenimento del decoro. Si possono immaginare agevolazioni, contributi, sostegni logistici, facilitazioni burocratiche, accessi gratuiti o agevolati a servizi culturali e sociali. Si può persino costruire un sistema di premialità civica per quei cittadini che, con continuità e responsabilità, aiutano a mantenere puliti gli spazi pubblici del proprio quartiere.

Riduzioni Tari, agevolazioni e premialità civica

Perché il punto è questo: non basta dire “bravi”. Non basta celebrare il gesto civico sui social o nelle dichiarazioni pubbliche. Bisogna riconoscere che quel gesto compensa una mancanza pubblica. E se compensa una mancanza pubblica, merita una contropartita adeguata. Un’amministrazione seria non sfrutta il senso civico come copertura delle proprie inefficienze. Lo valorizza, lo tutela, lo premia.

Naturalmente, va chiarito un principio fondamentale: la cittadinanza attiva non può diventare l’alibi permanente dell’inefficienza pubblica. Non si può trasformare il volontariato civico in una sostituzione strutturale dei doveri del Comune. Sarebbe sbagliato e ingiusto. La responsabilità primaria deve restare pubblica. Ma proprio per questo, se il Comune riconosce di avere difficoltà e apre a modelli integrativi di collaborazione, deve farlo dentro un quadro serio, con regole, verifiche e gratificazioni.

I posti invenduti del San Carlo di Napoli destiniamoli a una giusta causa

A questo si può affiancare anche un sistema di premialità civica più intelligente e meritocratico. Vedo spesso molti posti vuoti al Teatro San Carlo di Napoli: posti che, non di rado, vengono assegnati secondo logiche relazionali o comunque poco trasparenti. E allora perché non trasformare anche queste opportunità in uno strumento di riconoscimento pubblico? Perché non destinarle, in modo regolato e verificabile, a quei cittadini che si dedicano concretamente al decoro urbano?

Regaliamoli al senso civico. A chi, in modo comprovato, si prende cura della città. Sarebbe un segnale forte, concreto, simbolico ma anche reale: la cultura che premia la responsabilità, il merito civico che diventa valore pubblico.

Più onestà istituzionale, meno ipocrisia amministrativa

Mettere fine a questa disorganizzazione significa anche questo: uscire dall’ipocrisia. O il Comune si organizza meglio e svolge fino in fondo ciò che gli compete, oppure deve ammettere i propri limiti e riconoscere con onestà il ruolo di quei cittadini che aiutano concretamente a migliorare la città. Quello che non è più accettabile è la zona grigia attuale, nella quale il cittadino si assume responsabilità non sue e in cambio riceve solo parole.

Napoli merita di più. Merita strade pulite, quartieri decorosi, servizi efficienti, controlli seri e un’amministrazione capace di rispettare davvero chi vive la città ogni giorno. Pertanto, merita anche un nuovo patto civico, fondato non sulla propaganda ma sulla responsabilità. Perché migliorare la città è un dovere del Comune. Ma riconoscere chi la migliora, quando il Comune non basta, è un dovere ancora più urgente.

Conclusione

Il Comune di Napoli deve scegliere: o garantire in modo efficiente i servizi che spettano all’ente pubblico, oppure riconoscere in modo concreto cittadini e associazioni che suppliscono alle sue carenze. Quello che non è più accettabile è l’attuale situazione, in cui il cittadino si assume responsabilità non sue e in cambio riceve soltanto un applauso dall’On. Francesco Emilio Borrelli.