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Il liberismo e lo statalismo sono due ideologie politiche ed economiche che riguardano il ruolo dello Stato nell’economia e nella società. Il liberismo, anche noto come liberalismo economico o capitalismo di libero mercato, sostiene la limitazione dell’intervento dello Stato nell’economia. Secondo i principi del liberismo, il mercato libero e competitivo dovrebbe essere il principale motore dell’attività economica, con una minima regolamentazione da parte dello Stato. I sostenitori del liberismo credono che l’iniziativa privata, la libera concorrenza e il libero scambio siano i principali fattori per il successo economico e la creazione di ricchezza. Essi ritengono che la competizione tra le imprese porti a un migliore utilizzo delle risorse, all’innovazione e alla crescita economica.

D’altra parte, lo statalismo o il collettivismo enfatizza un ruolo più attivo dello Stato nell’economia e nella società. Gli statalisti ritengono che il governo debba intervenire per garantire l’equità, la giustizia sociale e il benessere della popolazione. Essi sostengono l’intervento statale attraverso la regolamentazione economica, la pianificazione centralizzata, la nazionalizzazione delle industrie chiave e la fornitura di servizi pubblici come la sanità e l’istruzione. Lo statalismo mira a ridurre le disuguaglianze sociali e a promuovere il benessere collettivo attraverso la distribuzione equa delle risorse.

Entrambe le ideologie hanno vantaggi e svantaggi. Il liberismo può promuovere la libertà individuale, l’efficienza economica e l’innovazione, ma può anche portare a disuguaglianze e disparità di potere economico. D’altro canto, lo statalismo può offrire una maggiore sicurezza sociale, la riduzione delle disuguaglianze e la protezione dei diritti dei lavoratori, ma può anche essere accusato di limitare la libertà individuale e di rallentare l’efficienza economica.

Nella pratica, molti sistemi economici e politici combinano elementi di liberismo e statalismo. Ad esempio, molti Paesi adottano un’economia di mercato con un certo grado di regolamentazione statale per garantire la tutela dei diritti dei lavoratori, la sicurezza dei consumatori e l’equità sociale. La sfida consiste nel trovare un equilibrio tra l’intervento dello Stato e la libertà economica, tenendo conto delle esigenze della società e delle dinamiche del mercato.

Dare più o meno regole

Liberismo o statalismo si può in linea di principio ridurre al problema di meno o più regole finalizzate ad uno scopo. Il problema di dare più o meno libertà all’uomo nel suo ambiente è un problema antichissimo, vecchio quanto l’uomo stesso. Molti filosofi, scienziati e illustri pensatori si sono cimentati sulle fondamenta di tali questioni di grande attualità in ogni epoca.

Chiaramente questo fenomeno si va a definire necessariamente in una comunità Stato strutturata che ha bisogno di regolare i rapporti tra le persone e tra i soggetti giuridici col fine di raggiungere benessere personale e territoriale, riducendo i rischi. Quindi diventa necessario l’insieme di regole atte a governare la comunità con la finalità di raggiungere il bene comune. Infatti, tutti i processi produttivi, la vita e la qualità della vita della comunità dipendono dalle regole che determinano il buon funzionamento dell’organizzazione sociale.

Per approfondire le definizioni di liberismo e statalismo (LEGGI QUI)

Finalità di uno Stato

in questa iniziativa il prof. Giuliano Amato, afferma che disomogeneità di distribuzione della ricchezza comporta divari incolmabili. Questa iniziativa con gli argomenti trattati dimostra che c'è una finalità dell'istituzione Stato con tutte le sue menti migliori e organizzazioni, che cooperano per permettere il raggiungimento della qualità della vita personale e territoriale. Un progetto incarnato dall'ideologia della qualità della vita.

Dialogo su felicità, benessere e bene comune è un’iniziativa organizzata dal “Cortile dei Gentili” il cui Presidente è Giuliano Amato anch’egli nella lista dei candidati alla Presidenza della repubblica, attuale Presidente della Corte costituzionale italiana.

Poiché la principale finalità di uno Stato è la qualità della vita (QDV), intesa come equilibrio di benessere dato da un insieme di fattori, e ciò dipende anche dalle scelte, non solo individuali, in buona sostanza influenzate dalle idee condizionate da regole, principi e valori. Quindi intesa sia come analisi dei fattori che la determinano, sia come analisi per accrescerla, modificando il sistema di regole con specifiche riforme, atte a ridurre gli squilibri strutturali di quella o altra ideologia. Nascono così i motivi di contrasto tra liberisti, che ritengono che una maggiore libertà d’iniziativa sia fondamentale e indispensabile per raggiungere la qualità della vita. Mentre gli statalisti, al contrario, ritengono ci voglia più Stato per raggiungere tale scopo.

L’ideologia della qualità della vita (in sigla IQDV) è pertanto l’ambiente ideologico naturale per affrontare gli squilibri tra liberismo e statalismo

Liberismo o statalismo sono due ideologie che regolano l’organizzazione politica, economica e sociale di uno Stato e della società, intesa come insieme di Stati in relazione tra loro. Siccome l’uomo tende con le sue scelte a far prevalere un’ideologia apposta che un’altra diventano importanti le mediazioni. Il confronto di queste due ideologie è nella misura in cui si vuole trovare l’equilibrio giusto, corrispondente alla finalità che uno Stato. Siccome una delle caratteristiche principali dell’IQDV è di essere scienza degli equilibri funzionali al benessere e alla riduzione dei rischi. Diventa così l’ambiente naturale in cui può avvenire la mediazione ideologica tra liberismo e statalismo. Con l’IQDV, abbiamo ora un ambiente ideologico e scientifico, all’interno del quale possono avvenire tutte le mediazioni che riguardano il benessere personale e territoriale. In tal senso l’IQDV diventa un superamento degli schemi conflittuali.

Fino a che punto un uomo può essere additato di neoliberista o statalista?

Paolo Maddalena è stato il più votato per l’elezione del Presidente della Repubblica attestandosi ad un massimo di 39 voti del Gruppo Misto. L’ex Giudice della Corte di Cassazione è uno statalista famoso per sua avversità nei confronti del neoliberismo. Da un lato c’è chi accusa Draghi di neoliberismo. Praticamente il Maddalena critica aspramente due provvedimenti del governo inseriti nel PNRR. Uno è la possibilità di pareggiare i conti pubblici con i derivati e l’altro è l’obbligo dei Comuni di dare in concessione i servizi pubblici locali. A giudizio di Maddalena questi due provvedimenti sono incostituzionali (per approfondire LEGGI QUI). D’altro canto lo stesso Presidente del Consiglio Draghi a causa del green pass, addirittura viene considerato un dittatore statalista.

La realtà è che ci troviamo a governare una situazione difficile e inaspettata

Ci troviamo di fronte a misure di bilanciamento per contrastare gli avvenimenti critici, corresponsabili di squilibri, che stanno peggiorando la qualità della vita di certe categorie di cittadini. Il Presidente Draghi si trova a guidare il governo in una crisi epidemica che ha portato uno squilibrio tra domanda e offerta, che persiste da tre anni a questa parte. Come si suo dire: la nave in questa fase si trova in una tempesta e si sta facendo di tutto per tenere la barra dritta. Infatti, Draghi sta cercando di contrastare le forze avverse della crisi con le sue mosse e con gli strumenti migliori che possiede. Certo all’interno del suo bagaglio scientifico c’è l’ideologia liberista che ne influenza le scelte. Ma ha senz’alcun dubbio l’esperienza per governare questa fase delicata.

Evidentemente è l’uomo giusto al momento giusto (per approfondire LEGGI QUI)

L’equilibrio migliore è dato dall’IQDV

Sicuramente c’è bisogno di lavoro di qualità, quindi misure che permettano la crescita della produttività. L’IQDV propone i progetti di agricoltura urbana e di edilizia urbana. In generale si poteva utilizzare il concetto di Riforma Strutturale Paesaggistica dell’IQDV che è un ottimo equilibrio tra liberismo e statalismo, poiché migliora tutti gli indicatori di benessere del sistema paese in modo strutturale. Tuttavia il governo ha deciso di utilizzare la leva dell’edilizia si ma con una misura diversa dall’IQDV, sfruttando comunque la sostenibilità con il bonus 110%, impensabile in una condizione normale pre-pandemica. Inoltre, c’è il reddito di cittadinanza e ulteriori misure sussidiarie di sostegno alla domanda e all’offerta. Tutte queste misure sono considerate dal sistema IQDV rischiose perché fanno crescere il debito. Evidentemente esistono per bilanciare la crisi covid-19.

L’IQDV dal 2008 ai giorni nostri in attesa di una sua piena legittimazione

L’IQDV in quanto scienza degli equilibri di stabilità funzionali al benessere e alla riduzione del rischio. Quindi studia le dinamiche di questi equilibri, col fine di analizzare e descrivere le condizioni necessarie e sufficienti per garantire un certo benessere in un tempo. Ciò dà la possibilità di determinare le condizioni di tutela e di sviluppo del benessere sia personale che territoriale al variare degli eventi. Pertanto l’IQDV permette l’analisi multidisciplinare del benessere degli ecosistemi e dei rischi ad essi associati consentendo al contempo di determinarne strategie di riequilibro, bilanciamento e stabilizzazione, qualunque sia l’ecosistema.

Le applicazioni dell’IQDV spaziano dalla politica all’economia, dal paesaggio, che ognuno di noi rappresenta, ad ogni ambiente in cui si realizza la vita. Queste applicazioni mettono sempre in relazione efficiente il fattore interno con quello esterno, con l’obiettivo di raggiungere il benessere, che ovviamente dipende da ciò che l’individuo è in grado di offrire a se stesso mediante la sua coscienza fatta d’idee, valori, principi, conoscenze, stili di vita, e da ciò che il fattore esterno (habitat, ecosistema urbano, società, cultura e così via) è in grado di dare.

Le misure di politica economica cambiano in funzione degli equilibri

Se prendiamo l’esempio dell’Europa e di come essa ha reagito alla pandemia di Coronavirus notiamo un’evidente variazione d’equilibrio. Infatti, questa variazione ha comportato un cambio delle regole di stabilità e l’introduzione di nuovi strumenti di solidarietà (come i Recovery Fund) impensabili nel precedente equilibrio. Pertanto ciò è in accordo con il sistema di conoscenza dell’IQDV.

L’equilibrio di stabilità cambia in funzione degli eventi interni ed esterni al sistema

Ideologia della qualità della vita

L’azione politica di Draghi e di Maddalena secondo l’IQDV

Chiaramente l’azione politica di Draghi può essere contestualizzata nell’ambito dell’IQDV. La politica economica del governo Draghi si inserisce in questa dinamica di riequilibrio dettata dagli eventi. Sicuramente è di stampo liberista, che non significa necessariamente neoliberismo cattivo senza scrupoli come tende a considerarlo il Maddalena. Attenzione, ciò non vuol dire che l’azione politica statalista del Maddalena sia tutta da scartare. Ci sono molte proposte del Maddalena che condivido e fanno parte dell’IQDV.

Mi riferisco soprattutto ai provvedimenti dell’IQDV necessari e funzionali alla produttività territoriale. A tale proposito invito a leggere il seguente articolo sulla necessità degli adeguamenti storici dettati dallo sviluppo idealistico (LEGGI QUI)

Conclusione

In definitiva l’equilibrio proposto da Draghi è di tipo liberista-statalista, così come quello proposto da Maddalena. Chiaramente i due sistemi vanno mediati e questa mediazione va contestualizzata nell’ambito dell’IQDV nel breve, medio e lungo termine.