ItaliaPer il bene dell’Italia Unita, dobbiamo entrare nel merito di queste questioni per non sottovalutare il lavoro e la concretezza dell’azione politica, che non deve mai perdere di vista la qualità della vita dei suoi cittadini.

L’Italia di oggi non può che permettersi un Presidente forte che decida, portando avanti con coraggio e forza tutte quelle riforme potenzialmente benefiche che vanno nella direzione della competitività di tutti i suoi apparati produttivi, a maggior ragione quando si prendono in considerazione gli errori del passato che pesano enormemente sulla produttività, sulla competitività e in generale sulla qualità della vita degli italiani, in particolare quella di alcuni settori e territori, ancor più nello specifico quella di settori e territori più in difficoltà e che hanno un buon potenziale di sviluppo bloccato per inefficienze. A tale proposito bisogna fare di più, migliorando l’esistente,  rispondendo alle esigenze di sviluppo dei settori produttivi territoriali, che hanno bisogno: 1. di apparati di governo locali più efficienti ed efficaci, 2. uno Stato Centrale più amico e vicino, 3. nonché fondi strutturali più accessibili. Tutto questo può essere raggiunto anche attraverso l’ulteriore perfezionamento della Riforma del Senato che andrà in vigore nei prossimi anni. Questa riforma, ora, è ancora incompleta, qual’ora si rendesse operativa per il giusto fine che persegue, allora diventerà idonea e capace di migliorare l’efficienza della macchina statale rendendola più vicina ai territori, soprattutto investendo su quelle aree che possono creare valore aggiunto, incentivando la crescita, creando le condizioni di un maggiore equilibrio economico interno tra domanda e offerta. Tutto ciò, agevolerebbe favorevoli condizioni di Sistema Paese e permetterebbe il nascere di adeguati piani di sviluppo territoriali necessari, capaci di dare risposte anche a favore di una maggiore capacità d’internazionalizzazione, in particolare Napoli rappresenta una grande opportunità per la Campania e non solo, e non mi riferisco solo al piano Bagnoli, ma ad una rigorosa trasfomazione e modernizzazione urbana dell’intera area metropolitana capace di mettere in moto lavoro e investimenti, nonché crescita demografica di qualità.

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