Rivoluz.

Perché i cittadini italiani, compresi i leghisti di Salvini e le classi dirigenti dovrebbero pretendere maggiori opportunità per il Mezzogiorno?

Bisogna investire su maggiore produttività duratura fornendo ai produttori le infrastrutture di cui hanno bisogno per essere più competitivi abbattendo i costi di trasporto per arrivare ovunque sia richiesto il Made in Italy di qualità, quindi non solo infrastrutture legislative. L’internazionalizzazione attualmente sottodimensionata, non ha bisogno solo di accordi internazionali, ma anche di trasporti adeguati ed efficienti, tra loro ben connessi ecc. Siamo molto in ritardo su questo. Dovremmo cambiare rotta rispetto alle politiche passate fallimentari che hanno ridotto il sud scarsamente produttivo, avvantaggio di un nord e di una politica che io ho definito essere logica cavuriana (Napoli, 2008), senza prevedre ciò che stava accadendo. Quando si parla di sud, l’ideologia della qualità della vita che è un discorso globale si riferisce anche al sud del Mondo estendendo il discorso a realtà come l’Africa e così via. Ma ritorniamo all’Italia.

Dobbiamo realizzare nel nostro paese ciò che il nostro 1° Ministro Matteo Renzi e quelli che fin’ora lo hanno preceduto, chiedendo all’Europa in maniera populistica, più coraggio nell’investire più risorse dando più ossigeno ai territori in difficoltà, non mi riferisco solo ai fondi strutturali europei rispetto ai quali siamo ancora in ritardo per quanto riguarda la qualità e l’efficienza della spesa; purtroppo proprio nel meridione, un territorio per troppi anni deturpato, che ha estremo bisogno di questi fondi, sono ancora sotto utilizzati per problemi organizzativi e perché non ci sono le persone giuste al posto giusto (da chi comanda e dovrebbe programmare a chi fa i bandi). In questo, la fragilità del sistema Italia e della macchina statale inefficiente e inadeguata dovrebbe far riflettere, a partire dalla Riforma del Senato, che a mio modo di vedere e secondo il mio progetto di Riforma, ha un ruolo cruciale in tutto questo. Vi fornisco un dato: la Campania utilizza circa il 30% dei fondi europei di cui avremmo diritto, ma quando aggiungiamo a questo dato la scarsa qualità della spesa di progetti finanziati e mai partiti o inutili alla produttività, capiamo che la situazione è molto più seria di quanto si possa immaginare. Ciò genera problemi di scarsa competitività quantificabili e ciò è direttamente proporzionale alla scarsa qualità del capitale umano che ha governato fin qui.

Ritorniamo alla produttività, quindi fondi economici non solo pubblici per sfruttare il potenziale di sviluppo del sud Italia attualmente bloccato, dando maggiore spazio di manovra ai privati permettendogli di partecipare più attivamente alla crescita economica, attraverso progetti mirati, mi riferisco a piani di sviluppo territoriali applicazioni dell’ideologia della qualità della vita. Napoli in primis, potenzialmente, può diventare un’indotto imponente per la crescita economica di tutta la Campania sostenendo la produttività di tutto il sistema Italia, ciò può diventare atto a patto che si lavori in un certo modo e con le idee giuste, dando spazio a chi ce l’ha.

Concludo, più Europa unita, significa anche più Italia Unita quindi, meno disgregazione e più opportunità di sviluppo per tutti. Significa, pertanto, maggiore sostegno alla domanda interna basata sullo sviluppo dell’economia territoriale reale, e non con provvedimenti semplici da attuare, tipo gli 80,00 in busta paga o il reddito di cittadinanza che possono sì alleviare le sofferenze immediate, ma non rappresentano appieno la scossa energica di cui gli italiani hanno bisogno per guardare al futuro con maggiore ottimismo. In sintesi posso ora affermare, nel rispetto dei principi dell’ideologia della qualità della vita, che maggiore benessere per tutti significa maggiore occupazione e crescita demografica di qualità, mettendo in sicurezza l’intero indotto produttivo del sistema Italia. Questo modello di sviluppo, proprio dell’ideologia della qualità della vita, lo possiamo applicare in qualsiasi territorio (Africa, Russia, America, Australia), ma è chiaro che bisogna partire con coraggio da quei territori che hanno un maggiore potenziale di crescita.

Vi ricordo che la quarta edizione del libro ideologia della qualità della vita uscirà nei prossimi mesi. Grazie! Dobbiamo cambiare prospettiva, l’Europa con la sua “moneta” è una piattaforma liberale concorrenziale, non solo una gabbia opprimente. Per essere competitivi dobbiamo concentrarci maggiormente su noi stessi.

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