Riforma strutturale paesaggistica

logo-pngIl termine riforma strutturale paesaggistica applicazione territoriale dell’ideologia della qualità della vita, significa innanzi tutto una legge territoriale che ridà forma al territorio dal punto di vista della produttività, incentivandola da ogni punto di vista, il problema numero uno per una società organizzata che sta bene, con lo scopo di avvantaggiare i cittadini che lo abitano, garantendo migliori servizi, maggiore benessere materiale e spirituale, riducendo i rischi di qualsiasi natura. Un paesaggio in continua trasformazione che deve e può migliorare in tutte le sue peculiarità politiche, economiche e sociali, adeguandolo al periodo storico che comprende fattori interni ed esterni di natura psicologica, considerando le coscienze che compongono il paesaggio, interno ed esterno a un territorio, ma anche di natura politica, giuridica, economica, sociale e antropologica, interna ed esterna al territorio.

La riforma strutturale paesaggistica, in sigla RSP, comprende un’amministrazione di governo puntuale a misura degli ecosistemi territoriali, quindi anche relativi alle singole coscienze, col fine di sfruttare in modo efficiente ogni risorsa paesaggistica, umana e monetaria, disponibile, nel modo più efficace possibile per garantire sviluppo e benessere, nonché rendere disponibili servizi utili e di qualità al cittadino di qualsiasi età. Inoltre, applica a qualsiasi settore il concetto di Kilometro relativo, il reciclo dei rifiuti, riduzione degli sprechi, produzioni di qualità, salubrità, sostenibilità per qualsiasi settore produttivo, dal primario, secondario e terziario, per un ritorno alla cultura della produzione, che abbiamo quasi dimenticato, a causa dell’eccessiva propensione al consumo e a ciò che questa cultura provoca a livello antropologico, abituando le singolarità ad essere poco propensi alla produttività, a fare e ad inventarsi, per raggiungere con le proprie mani l’equilibrio di benessere non superficiale, utile a stare bene e ad essere pienamente soddisfatti.

L’importanza di una riforma così siffatta sta nel rivalutare collegando tutte le risorse che un territorio possiede spesso scollegate tra loro, per questo dimenticate, perciò scarsamente valorizzate; così facendo il territorio acquista valore e diventa produttivo in tutte le sue molteplici parti, così diventa più sicuro, bello e curato e le persone sono più soddisfatte, con una qualità della vita migliore. Co la giusta progettualità e programmazione, aumentando il valore di un quartiere, di un luogo o habitat, anche le zone limitrofe acquisiscono maggiore valore, così ogni punto della città diventa necessario per arricchire il paesaggio nella sua interezza; anche l’amministrazione di governo diventa più semplice, perché si lavora all’interno d’indirizzi prefissati e concordati apriori, quindi il lavoro diventa più bello e più semplice, dal momento che tutti sanno quali sono gli obiettivi da raggiungere.

Campania felix Luigi Mercogliano

Un’unica idea di città, con una riforma strutturale paesaggistica, all’interno della quale ogni apparato amministrativo collabora ed aiuta l’altro come in una catena di montaggio, divertendosi, migliorando l’esistente avendo cura di se stessi e degli altri membri della catena sociale, nonché degli ecosistemi necessari al benessere individuale; ecco che la collettività diventa funzionale al benessere della soggettività e viceversa

Per realizzare una riforma di questo genere bisogna avere una certa forma mentis e una conoscenza profonda del territorio, nonché una serie di strumenti tecnici, tra cui collaboratori con competenze specialistiche adeguate. L’unico esempio di riforma strutturale paesaggistica con le caratteristiche suddette è il programma presentato alle scorse elezioni amministrative 2016 dalla Lista Civica Qualità della vita per Napoli; in questo caso specifico si propone la cooperazione di tutti i cittadini e dei privati, oltre che del Governo centrale, della Regione e dall’Europa, poiché tutti questi organi, ognuno nelle sue specifiche competenze legislative, può avvantaggiare o svantaggiare lo sviluppo territoriale e quindi influire con opportunità e vincoli sulla qualità della vita dei cittadini, determinando scelte e comportamenti, che a loro volta possono migliorare o peggiorare il livello di qualità della vita del territorio.

Riforma strutturale paesaggistica sta nel ridare un’adeguata forma al paesaggio, facendo ricorso ad un’adeguata forma mentis esperta di crescita della qualità della vita, essa segue il principio che toglie (e riduce) ai singoli quartieri ciò che degrada e fa diminuire la qualità della vita mentre aggiunge ciò che migliora la qualità della vita, la vivibilità e la sostenibilità. Questo principio è molto utile, proprio perché il processo storico è in continuo divenire fisico, chimico, biologico, fisiologico, psicologico, politico, economico e sociale. Le trasformazioni sono date dalla relazione che vi è tra fattore interno ed esterno e dagli insiemi di questi, dalle coscienze che si relazionano nel proprio momento storico con il paesaggio, quindi è naturale un processo di adeguamento.

Evidentemente si tratta di un equilibrio di vari fattori tra loro concatenati per rivalutare tutte le risorse territoriali, col fine di sbloccare il potenziale di sviluppo bloccato dei fondamentali settori produttivi, che rischiano di deteriorarsi perché non adeguati al periodo storico. Questo proceso riformatore è necessario per rendere il presente storico vivo e al passo coi tempi che cambiano, rivivitalizzando le conoscenze che si ereditano, rivalutandole.

Si tratta di una riforma strutturale multidisciplinare dato che riguarda il paesaggio, che ovviamente comprende anche i suoi membri che lo vivono.

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