La qualità dell’azione politica

 

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I punti di forza che Napoli possiede devono servire da base di partenza per lavorare su tutto il resto, a cominciare dalle nostre vite sempre più svuotate di diritti a causa dell’immobilità politica, dei troppi ritardi, conflitti e contrasti dovuti al

prevalere di interessi personali, della mediocrità e della superficialità del “politicante medio” privo di idee e principi. La sfiducia avanza a causa delle colpe di una classe dirigente che non ha saputo prevenire il declassamento e l’abbandono del territorio, e questo è inaccettabile. La noncuranza politica e la sottomissione alle lobby sono deleterie, così come il pessimismo che avverto negli incontri con i miei concittadini, che non credono più nel cambiamento e nel riscatto. Un dato che deve far riflettere: più del 50% dei cittadini napoletani aventi diritto di voto non è accorso alle urne durante le elezioni amministrative del 3 e 4 Ottobre 2021. Ciò deve destare molta preoccupazione, ed è un problema che non riguarda solo Napoli (e l’Italia).

Scarsa partecipazione democratica, troppe tasse, eccessiva burocrazia, incuria e scarsa vivibilità dei centri urbani, trasporti inefficienti, assistenza sanitaria carente, disoccupazione, speculazione, deturpamento, sistema giudiziario inadempiente, scarsi servizi sociali, scarsa progettualità politica, inquinamento, traffico automobilistico congestionato, periferie abbandonate, scarso verde pubblico. Tutti questi fattori di degrado all’opera sono il risultato della mancanza di competenze e capacità necessarie a creare adeguati piani di sviluppo territoriali e a garantire la sostenibilità economica di tali progetti. Ciò determina scarsa competitività e sfavorevoli condizioni d’investimento, inaccettabili nell’era della modernità e della pianificazione scientifica della qualità della vita del territorio e di chi lo abita.

Domenico Esposito