La miglior “Qualità della Vita”? Ecco le strategie!

Strategia di successo per lo sviluppo

Strategia di successo

L’ideologia della qualità della vita anela alla cooperazione di tutti gli individui costituenti il “melting pot” d’una società, al fine di realizzare il miglior vantaggio plausibile per ognuno d’essi.

Il presupposto all’origine di tale desiderio deriva dalla certezza che ognuno, con le proprie specifiche caratteristiche, con qualchesia sorta d’abilità e attitudine personale,  può dare un contributo al miglioramento della propria società.

In base a questo presupposto sia i privati con le proprie imprese e sia i soggetti singoli come lavoratori dipendenti o chi usufruisce di un bene o un servizio, partecipano al benessere collettivo, col fine di accaparrarsi i beni economici e concettuali necessari per vivere dignitosamente, contribuendo a far vivere bene gli altri, questa è la catena dell’organizzazione sociale composta da bambini, giovani e meno giovani, pertanto il corretto modo di interagire diventa indispensabile per una società che si ritenga civile e sana.

Un azienda che sta bene ed è in salute, fa utili così come un operaio o dipendente che sta bene aiuta a fare utili, entrambi raggiungono la propria indipendenza senza il bisogno di cercare finanziamenti, sussidi, quindi indebitarsi eccessivamente.

Quando uno stato introduce i sussidi alle imprese e alle famiglie o a chi non ha un lavoro, vuol dire che c’è qualcosa che non funziona bene, ossia c’è scarsa domanda quindi le imprese per vendere ed offrire ciò che producono hanno bisogno di acquisire quote di mercato, per essere competitivi e raggiungere la domanda adeguata per ottenere un profitto; però in un sistema economico di libero mercato, ancor più in questo sistema globalizzato per essere competitivi con certi prodotti, o abbassi i costi di produzione o li aumenti puntando su prodotti innovativi di alta qualità, ma per fare ciò si deve investire in innovazione tecnologica, migliori macchinari, migliori mezzi, migliori applicazioni informatiche e in migliori competenze. Le mediazioni proposte dall’ideologia della qualità della vita sono sempre le migliori.

Tuttavia, se un’azienda sa prevedere e ha i capitali alle spalle, riesce a investire con le proprie forze oppure è costretta a chiudere se non c’è qualcuno disposto a finanziare la produzione o l’innovazione, di solito è lo Stato o le banche, che in particolari condizioni danno questo genere di supporto, ovviamente stando attenti a non pregiudicare le proprie priorità.

In certi casi quando non esiste un buon equilibrio economico tra domanda e offerta, si introducono una serie aiuti da parte delle banche centrali o strumenti statali tra cui costo del denaro, ammortizzatori sociali, sussidi alle imprese, così come ai dipendenti per aumentare il potere d’acquisto oppure sussidi alla povertà e a chi non ha un lavoro.

A sostegno del buon equilibrio economico spesso si riducono le tasse o si introducono misure di reddito di cittadinanza quando il lavoro scarseggia. In generale i forti sussidi, soprattutto se prolungati nel tempo denotano una serie di difetti di sistema. I difetti possono essere fisiologici, cioè contenuti oppure difetti strutturali importanti, quando c’è molta disoccupazione giovanile e molta povertà allora i difetti sono strutturali; ciò vuol dire che ci possono essere problemi di gravi disuguaglianze, condizioni psichiche avverse, malumori, sperequazione economiche importanti tra diverse zone di un territorio. In questo caso si può affrontare il difetto strutturale con varie strategie.

1. Sussidi alle imprese, sottoforma anche di diminuzione delle tasse ai più ricchi, col fine di rendere le aziende più competitive, quindi con l’aumento della produzione, cresce l’occupazione, aumenta il potere d’acquisto, aumenta la domanda e l’offerta riesce a trovare una valvola di sfogo che avvantaggia tutti, anche lo Stato, poiché aumenta il gettito fiscale, e così si garantiscono migliori beni pubblici.

2. Sussidi alla povertà e aumento dei salari con il reddito di cittadinanza, ciò fa aumentare la domanda, che a sua volta incentiva la crescita dell’offerta, aumenta la produzione, le imprese assumono di più così diminuisce la disoccupazione, e lo Stato riesce ad offrire migliori beni pubblici grazie alle maggiori risorse provenienti dal maggiore gettito fiscale.

Evidentemente queste due soluzioni apparentemente semplice e logicamente valide, sono difficili d’applicare perché, quand’anche si sia sicuri che i sussidi vengano veramente utilizzati con coscienza e lungimiranza per gli scopi per i quali sono stati creati, quello che complica la situazione sono un insieme di fattori interni ed esterni che devono stare tra loro in equilibrio, quindi ci vuole un’efficienza notevole nella gestione e nella progettazione di questi provvedimenti, quindi ci vuole esperienza e competenza; Inoltre, è fondamentale considerare che lo Stato attraverso i sussidi non ottiene un adeguato ritorno in termini di gettito fiscale da giustificare gli interventi, per questo esso stesso è costretto a indebitarsi per far fronte alla spesa, quindi a contrarre debiti con un ulteriore aggravio sulla spesa per gli interessi da pagare sul debito. Poi la situazione diventa ancora più delicata se aggiungiamo i vincoli di bilancio che ci vengono imposti dall’esterno, per esempio dai partner europei o dai creditori, nel rispetto di una serie di giusti equilibri di sistema e di credibilità di sistema. Tuttavia, proprio per ciò che ho descritto, le due strategie precedenti, ossia la prima che parte dagli incentivi ai ricchi opposta alla seconda che parte dagli incentivi alla povertà, non è detto che producano gli effetti desiderati e soprattutto, secondo i presupposti che abbiamo individuato, non sono le migliori strategie, quindi le più efficienti da risollevare, risolvere e rimuovere un difetto strutturali importanti, soprattutto per chi ha un debito sovrano alto, per chi tende a sprecare per una serie di motivi e difetti strutturali della persona e del senso civico ed infine ha problemi di scarsa produttività e crescita economica, come l’Italia. In entrambi i casi si registra un aumento della spesa pubblica che se hai dei vincoli di bilancio, cioè non puoi spendere più di una certa cifra, come quella di non poter sforare la regola del 3% allora come si fa?

A queste strategie c’è quella più efficiente che tiene in equilibrio riduzione della spesa pubblica, aumento della crescita economica, rispetto dei vincoli di bilancio; questa è rappresentata dalla proposta dell’ideologia della qualità della vita, in che modo si riesce a fare quello che le due strategie precedenti non riescono?

L’ideologia della qualità della vita propone un progetto che si basa su due livelli d’azione.

Uno ordinario, atto a realizzare l’efficienza statale con un adeguato piano di governo ordinario, basato sulla riduzione degli sprechi, quindi contenimento della spesa pubblica e al tempo stesso potenziare i beni pubblici che lo Stato intende garantire, rendendoli più efficienti ed efficaci, semplicemente lavorando sull’organizzazione, innovazione tecnologica e migliori competenze; in questa azione rientra anche una particolare riforma della Costituzione.

L’altro livello d’azione è definito di tipo straordinario, perché attraverso una grande azione sinergica di tutti gli apparati statali (Parlamento, Governo, Ministeri, Regioni e Comuni ed Europa), sfruttano sapientemente fondi strutturali, saperi, attitudini e competenze della macchina statale, per realizzare la crescita economica in una cooperazione di partenariato tra pubblico e privata, capace di finanziare piani straordinari di crescita del benessere e della qualità della vita, quindi nello specifico con le riforme strutturali paesaggistiche, che vanno a raccogliere in modo molto semplice, proponendo progetti vantaggiosi e sicuri, quote di capitali attraverso particolari fondi d’investimento creati ad HOC, con lo scopo di sfruttare i capitali parcheggiati nella finanza scarsamente valorizzati, rendendoli più utili alla società, e al tempo stesso utili a chi li possiede permettendo vantaggiosi profitti con un basso rischio, perché si investe in particolari piani di sviluppo pluriennale, in un economia stabile per una serie di motivi concatenati dalla teoria del miglior progetto con l’aiuto e la programmazione pubblica. Per maggiori approfondimenti visita il sito www.laqualitàdelavita.it oppure puoi contattarmi di persona al 3896868758.

Cordiali Saluti Domenico Esposito