QdV, preziosa Africa e cooperazione

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La piccola grande Europa che guarda la grande madre Africa; Italia la porta del Mediterraneo per una nuova forma di sviluppo; la geopolitica della qualità della vita

L’ideologia della qualità della vita applicata all’Italia propone una linea politica, economica e sociale equilibrata ben definita ed europeista, non conflittuale, quindi nel rispetto delle regole di bilancio e di non aumento della spesa pubblica, che va ridotta ma sempre in una direzione di ottica revisionista, per renderla sempre più produttiva, efficiente ed efficace, contro gli sprechi e al servizio del cittadino, sfruttando al massimo i fondi strutturali europei grazie ad una programmazione territoriale attenta funzionale alla crescita della qualità della vita.

Immaginate di applicare in Africa un processo di ammodernamento e di unità politica, economica e sociale, così come si è realizzato in Europa… Questa è quella che chiamiamo geopolitica dell’ideologia della qualità della vita… Nei prossimi mesi, con la quarta edizione dell’ideologia della qualità della vita, approfondiremo questo progetto geopolitico, nonché nuovo ordine mondiale. Ora concentriamoci sull’applicazione di sviluppo territoriale… generalizzabile!

Con tale programmazione sottoposta all’ideologia della qualità della vita, i fondi disponibili vengono indirizzati meglio a favore dello sviluppo e della produttività territoriale paesaggistica inimitabile, con trasporti efficienti e tra loro ben connessi per incentivare l’internazionalizzazione, e quindi fondi utilizzati al meglio per la pianificazione delle riforme strutturali adeguate all’ideologia della qualità della vita, non quelle che ci vengono imposte dalla troika, perché in Italia siamo incapaci di fare le cose con un certo criterio, con disciplina, metodo e lungimiranza, non bravi ad attrarre capitali privati a realizzare le favorevoli condizioni d’investimento, quindi il buon governo.

Le applicazioni territoriali dell’ideologia della qualità della vita propongono riforme strutturali paesaggistiche, diverse da quelle strutturali liberiste del programma Monti-Draghi, ma inevitabili se non si applicano determinate riforme strutturali, e se al tempo stesso si vogliono mantenere le regole del non aumento del disavanzo pubblico e della spesa fuori controllo.

Secondo l’ideologia della qualità della vita il rapporto deficit-PIL può diminuire, a vantaggio dei cittadini e del benessere, se aumenta la crescita adeguata all’ideologia della qualità della vita e non aumenta la spesa pubblica per l’eccessiva corruzione e privilegi, per svariate forme d’illegalità, per la non competitività di sistema, tra cui anche la cattiva abitudine che molti italiani hanno e soprattutto i grossi imprenditori di evadere le tasse; chiaramente la spesa pubblica, la cui gestione va migliorata attraverso un’adeguata funzione di sviluppo e di controllo della macchina statale, grazie ai cittadini e a tutti i settori produttivi che cooperano per il sistema paese. 

Fatto ciò, quindi oltre al piano ordinario di governo, vi sono le cosiddette misure straordinarie d’intervento per la crescita, consultabili nel dettaglio all’interno di questa piattaforma web, nonché leggendo il Programma della lista civica qualità della vita per Napoli che trovate scorrendo gli articoli passati; a tal fine, le riforme strutturali paesaggistiche del mio programma per Napoli di modernizzazione urbana e di riqualificazione delle periferie degradate senza servizi, che hanno un buon potenziale di sviluppo non evidente solo a chi non le conosce e non ha i mezzi per conoscerlo (che si possono generalizzare applicandole a qualsiasi territorio ancor più su quelli che hanno un potenziale di sviluppo enorme bloccato come è quello di Napoli).

Chiaramente i piani di crescita vanno valutati per ogni singolo paese… vanno personalizzati sul singolo territorio, ma sempre seguendo l’impalcatura concettuale dell’ideologia della qualità della vita.

Queste riforme strutturali sono fondamentali in quest’epoca storica della crisi del capitalismo e dei debiti sovrani, con politiche che tendono a ridurre il welfare, tra squilibri dei sistemi pensionistici e la troppa finanza non produttiva, perché diventano piani pluriennali di sviluppo territoriale convenienti a tutti, funzionali alla crescita economica e della qualità della vita, attraverso la realizzazione di una serie di progetti tra loro concatenati, multifunzionali e socialmente utili, capaci di dare maggiore potere d’acquisto, di migliorare il rapporto capitale-lavoro, di affrontare in modo adeguato il problema della disoccupazione giovanile e dell’occupazione di qualità, quindi più crescita demografica di qualità e investimenti convenienti a tutti, perché provvedimenti che danno un guadagno sia alle fasce deboli e medie, con maggiori opportunità, sia quelle più alte con investimenti più prolifici e vantaggiosi di molti investimenti finanziari, con tassi sconvenienti, quasi zero o negativi.

Gli investimenti sottoposti all’ideologia della qualità della vita aumentano grazie alla pianificazione accurata del territorio da parte della politica nazionale e locale che lavorano in sinergia cooperando tra loro e con i privati cittadini, saperi, ministeri, fondi d’investimento privati costruiti ad HOC per questo tipo di riforme ecc.

L’intento è coordinare le priorità d’intervento in modo da innescare un effetto domino applicato alla crescita della qualità della vita, a priori e con cura, partendo innanzitutto dall’istituzione di nuovi piani regolatori moderni e funzionali alla vivibilità e al benessere materiale e spirituale.

Inoltre, gli interventi progettuali da realizzare quartiere per quartiere per eliminare il degrado delle periferie saranno economicamente sostenibili, perché verranno realizzati quasi per intero dai privati, che investiranno in sicurezza, poiché indirizzati e garantiti dalle istituzioni, che verranno resi sostenibili anche dalle nuove famiglie che decideranno di venire a vivere in questi luoghi che offrono buone prospettive di vita per se e i propri figli, nonché dalle favorevoli condizioni di sviluppo che accresceranno l’equilibrio economico, quindi crescita stabile, con fattori politici, economici e sociali che miglioreranno diventando stabili durante la messa in opera del piano di crescita pluriennale.

Chiaramente nel caso dell’applicazione di questo modello all’Africa, i privati che interverranno e che contribuiranno allo sviluppo dovranno tener conto delle popolazioni locali, poiché si tratterà di uno sviluppo controllato e gestito dal basso e nell’interesse di tutti; ciò sarà una garanzia per tutti…

Il tutto sarà coadiuvato da una profonda conoscenza del territorio, grazie anche alle esigenze dei cittadini tutti, attraverso un’adeguata relazione di partenariato pubblica-privata trasparente e funzionale agli investimenti utili alla crescita della qualità della vita.

Interessante ora è studiare nel dettaglio il metodo dì progettualità (teoria del miglior progetto) e i progetti stessi, che ho creato per lo sviluppo del settore primario, secondario e terziario di Napoli, per avere un esempio tangibile del beneficio di tale metodo.

Ma avremo modo di approfondire il tutto, ripeto leggendo gli articoli passati. Tutto sarà più chiaro ed evidente quando pubblicherà la quarta edizione dell’ideologia della qualità della vita che avverrà nei prossimi mesi. (Ora sono molto concentrato sulla correzione e la revisione delle bozze)

Per il momento, lo si può fare con un po’ di pazienza, consultando il web alla voce Domenico Esposito ideologia della qualità della vita oppure leggendo i post che ho fatto in questi ultimi mesi ed anni sul mio profilo Facebook. Grazie per la collaborazione e buon lavoro di studio…

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