Elezioni italiane 2018

Elezioni 2018: Crescita sostenibile!

elezioni 2018

Elezioni italiane 2018; qual’è il miglior equilibrio programmatico? Tagliare le tasse ai più ricchi o dare sussidi ai più poveri? Ovviamente la soluzione più conveniente sta nella via di mezzo e nella crescita della produttività, attraverso rigorose ed innovative riforme strutturali paesaggistiche.

 

Siccome l’ideologia della qualità della vita è la scienza degli equilibri naturali funzionali al benessere, a seconda del periodo storico, del territorio, del soggetto, dell’ecosistema, dell’ambiente, della città o nazione, si possono creare equilibri diversi all’interno di certi valori minimi e massimi, oltre i quali si rischia la rottura del sistema politico, economico, sociale e naturale; ciò si traduce in ambito strettamente politico, economico e sociale come la possibilità di individuare piani di tutela e di crescita della qualità della vita tra loro diversi, caratterizzati da punti programmatici diversi, quindi con più partiti diversi che concorrono e competono in una campagna elettorale per dare vita ad una nuova un’azione di governo cooperativa e democratica, che rispecchi le esigenze di tutti i cittadini, considerando anche i vecchi schemi ideologici. 

Pertanto, si tratta di creare una serie d’equilibri influenzati dalla politica, dall’economia e da aspetti sociali e culturali all’incirca variabili che riguardano i fattori interni soggettivi del soggetto a cui si applica e dei suoi fattori esterni, quindi all’interno di un equilibrio che tenga presente sia gli aspetti soggettivi che oggettivi, di carattere un po più assoluto al quale bisogna necessariamente far riferimento per non creare malessere, antitetico al benessere.

Nel caso particolare delle prossime elezioni politiche in Italia abbiamo diversi schieramenti politici, ognuno dei quali propone una linea politica, un programma politico, economico e sociale, punti programmatici per la qualità della vita che possono pendere più a sinistra o più a destra a seconda dei casi. Ma quale sarà l’equilibrio migliore?

In effetti dato che si tratta di un equilibrio grosso modo oggettivo, quindi i provvedimenti soggettivi di una parte contro l’altra sono limitati, cioè tutti i concorrenti non si possono distaccare tanto da questo equilibrio generale di sistema, siccome per l’ideologia della qualità della vita questo equilibrio rappresenta uno spazio geometrico a più dimensioni, questo può essere modificabile attraverso una serie di variabili, quindi è pressoché dinamico, ma non può essere forzato più di tanto, altrimenti assistiamo alla rottura del sistema a causa di provvedimenti che causano lo squilibrio.

Facciamo un esempio pratico: possiamo prendere in esame sia fattori interni che esterni, prendiamone uno esterno e mettiamolo in relazione con altri interni; ce ne sono di vario tipo, uno su tutti, se dovessero venire a mancare le cosiddette facilitazioni della Banca Centrale Europea che in questi anni con svariate misure, tra cui il QE ha tenuto sotto controllo le speculazioni sui titoli di stato dei paesi cosiddetti in difficoltà, cioè con un grande debito pubblico e scarsa crescita economica, quindi non in equilibrio economico e finanziario; un eventuale piano di tutela o di crescita dovrà tener conto di questo parametro e quindi le scelte possibili si riducono per certi versi, poiché molte delle risorse dovranno essere spese o concentrate per rendere sostenibile il nuovo assetto di garanzie, quindi non potranno essere realizzate le promesse eccessivamente costose senza un adeguato ritorno in termini di entrate fiscali.

Perché ogni Stato, ricordiamocelo, per far fronte alla sua spesa quotidiana che permette di mantenere in equilibrio il sistema istituzionale politico, economico e sociale, ha bisogno di entrate fiscali o di chi gli presta i soldi, dato che per esempio l’Italia spende di più di ciò che guadagna, a maggior ragione ha bisogno di chiedere soldi e di chi glieli presta, quindi fa debito, poi ci sono anche gli interessi da pagare sul debito perché chi presta soldi non li presta per opera di beneficenza, quindi se tu sei un paese affidabile che cresce economicamente, troverai sempre dei creditori disposti a prestarti dei soldi, il problema sorge quando per motivi di crisi interna ed esterna al paese, oppure quando sprechi e non fai degli utili, creando valore aggiunto, molti creditori si allontanano e difficilmente si trovano soggetti disposti a finanziarti, poiché si diventa inaffidabili, in questo caso diminuisce la domanda di chi è disposto a comprare titoli, come conseguenza chi vende siccome ha bisogno di quei soldi e quindi del creditore, migliora l’offerta alzando gli interessi, i cosiddetti tassi d’interesse sui titoli di stato.

Il problema è l’affidabilità basata sui numeri, che ovviamente sono dati dalle riforme, cioè se il tuo progetto basato su bilanci e promesse non viene creduto dai finanziatori, lo spread aumenta, che è il rischio di default, cioè il rischio di fallimento; a questo punto, inizia la tempesta: iniziano forti rischi di squilibrio del sistema, la gente per paura di perdere soldi inizia a ritirarli dalle banche, i creditori rivogliono i loro soldi, quindi anche le banche che sostengono il debito, chi ha i capitali se li porta all’estero; insomma inizia il caos, l’economia salta, gli squilibrio politici, economici e sociali si rompono.

Siccome l’Italia è un paese fortemente a rischio, avendo un debito pubblico enorme e un rapporto deficit-PIL preoccupante, allora l’equilibrio che bisogna proporre in una campagna elettorale è grosso modo lo stesso e dipende dal programma di governo. 

Chiaramente nessuno vuole che l’Italia fallisca, ma esistono persone e soggetti finanziari che scommettono su tutto, anche su questo, e se dovesse riprendere piede la speculazione sull’Italia a causa di governi che vanno a stuzzicare, con conflitti e ricatti infantili, ciò può essere solo un danno per noi cittadini, perché alla fine il partito o movimento che sia, per la smania patologica di vincere a tutti i costi fa promesse di pagamento, dicendo: io ti do questo, quest’altro, quest’altro ancora come hanno sempre fatto; cose irrealizzabili per certi versi, non sempre sono sostenibili, addirittura c’è pure chi non si ferma alla sola promessa, ma addirittura si realizzano pure una volta vinte le elezioni, altrimenti si diventa poco credibili nei confronti dell’elettorato, allora evidentemente si corre il rischio di far saltare tutto, riportando l’Italia all’età della pietra e del baratto, forse questa poterebbe essere una decrescita felice?

Oppure esistono disegni alternativi a tutto questo? Uscita dall’Euro, svalutare la moneta, svendere i nostri patrimoni artistici e monumentali, perdere di competitività ecc. Ora è evidente, in quest’ottica, e nell’era dell’ideologia della qualità della vita tutti possono fare tutto all’interno di certi parametri, quindi tutti i Partiti possono presentare ai cittadini venti punti programmatici per la qualità della vita così come ha fatto il Movimento Cinque Stelle con Luigi Di Maio, che ha capito l’importanza del concetto di qualità della vita, un aspetto vincente che può aiutare anche gli altri partiti, anche il Partito Democratico, quando capirà che è il concetto di qualità della vita in grado di far vincere. Chiaramente la credibilità su un progetto si costruisce nel tempo e il M5S è un pò più in vantaggio da questo punto di vista.

PRODUZIONE RISERVATA Copyright Domenico Esposito

logo-png