INELUTTABILE opportunità: gioia GRATUITA per te e la miglior definizione di “qualità della vita”!

La più proficua e completa definizione di “Qualità della Vita”.

Qualità della vita

Ideologia della qualità della Vita:

Quale risulta, ad oggi, la più completa definizione d’un termine vieppiù riecheggiante?

ALLETTANTE CHANCE GRATUITA PER TE! (:-)

Dr. Francesco Catone, 22/04/2018

   Se si viaggiasse nel tempo o ci si recasse su d’un astro lontano parecchi anni luce con un possente telescopio per saggiare una pratica applicazione delle spassose implicazioni irrealizzabili della teoria della relatività generale, diversamente da quanto parecchi immaginano, si constaterebbe che l’interesse verso le più varie sfumature di “qualità della vita” è da attribuire ad epoche parecchio precedenti a quelle moderne. 

Esclusivamente i tentativi di esplicitazione oggettiva formalizzata risultano relativamente recenti. Probabilmente, unicamente l’accezione moderna del termine già virgolettato è da ritenersi poco meno che contemporanea.

Oltre cinquant’anni or sono, col termine “quality of life”, spesso in riferimento al welfare, negli USA sovente, si provò a delineare non più unicamente un resoconto quantitativo degli indicatori dell’ambito progresso ma, soprattutto, un ritratto forgiato da indici che anelavano valutare il benessere in un determinato contesto socioculturale (Rapley, 2003). Tuttavia, inintuitivamente rispetto al più radicato immaginario collettivo, risulta anteponibile ulteriormente, nell’identificazione della succitata accezione, la genesi delle moderne riflessioni formalizzate.

Una pietra angolare fu solidamente cementata nel 1948, quando l’OMS delineo’ parametri, nello statuto ufficiale, miranti ad alcune “sfumature mediche” della “qualità della vita”. Il benessere non parve più, unicamente, inversamente proporzionale alle malattie ed alle infermità. Si intravidero i primi orizzonti formali di correlabilità persino, per l’epoca, col “benessere sociale e psichico”.

Fluivano i primi mesi del 1954, poi, quando fu tracciata probabilmente la prima scia indelebile da mirare per coloro che, in seguito, avessero provato a percorrere i sentieri che potrebbero condurre ai tentativi di stanare parametri adeguati alla definizione della qualità della vita. L’ONU individuo’ ben 12 parametri utilizzabili per le comparazioni internazionali, anelanti stimare ciò che nemmeno etimologicamente poteva essere più empiricamente quantificabile. Per gli affamati di conoscenza, ecco i parametri: salute, alimentazione, istruzione, condizioni di lavoro, occupazione, consumo e risparmio, trasporti, habitat, abbigliamento, tempo libero, previdenza sociale e diritti dell’uomo.

In seguito, la vieppiù, bramata, ricerca del benessere ha condotto ad innumerevoli affinamenti ed ipotesi. Un’enciclopedia non riuscirebbe a ritrarli pienamente. Comunque, perché “lasciare al vento” preziosi ed irripetibili istanti per esaminare miriadi di stelle quando la visione della galassia che le ingloba potrebbe acquietare le più proficue necessità? Perché sprecare preziosi ed irripetibili istanti per esaminare miriadi d’approcci quando un ineluttabilmente proficuo capolavoro semantico inerente la vera essenza della “qualità della vita” ha pressoché inglobato, con fascino ed arte, altre prospettive così come una galassia “ingloba” incalcolabili stelle?

   “L’ideologia della qualità della vita è la scienza che studia la qualità della vita in tutte le sue infinite sfumature. [...] Rielabora il concetto di qualità della vita come un equilibrato benessere tra un potpourri di fattori interni ed esterni al soggetto, ancorato saldamente ad una miriade di principi multidisciplinari vitali. Non solo principi fisici, chimici, biologici e fisiologici [...]. Desidera analizzare aspetti di primaria importanza che riguardano l’essenza della vita e la natura umana [...] aggiungendo costantemente, attraverso un rigoroso lavoro di analisi e di sintesi, le nuove conquiste conoscitive [...] anche con la revisione delle ideologie incomplete mediante una nuova ottica di benessere materiale e spirituale”!

Questo articolo segnalatomi dall’autore Domenico Esposito riassume in modo più sistematico le profonde caratteristiche dell’ideologia della qualità della vita:

Nella quarta edizione dell’Ideologia della qualità della vita (in sigla IQDV) si spiega in modo rigoroso come la commistione inadeguata ed infruttuosa tra pubblico e privato a cui abitualmente assistiamo, gli squilibri finanziari ed ambientali di cui la società è preda, le disuguaglianze e le sperequazioni di cui siamo vittime in prima persona sono solo alcuni dei fattori di instabilità che minano la serenità necessaria ad attuare una strategia di crescita coerente e responsabile. L’IQDV, nella sua veste di “scienza degli equilibri funzionali al benessere”, vuole essere promotrice dell’elaborazione e dell’applicazione di queste strategie, allo scopo di garantire a tutti la possibilità di migliorare la propria qualità della vita senza che altri ne ricevano danno.

L’IQDV è la scienza che studia le dinamiche di sviluppo dell’uomo e della società umana nel rispetto degli ecosistemi necessari al bene comune, a tal fine si fonda su un principio originale di scienza multidisciplinare, una scienza in prima istanza adeguata al nostro periodo storico e funzionale alla riduzione dei fattori di squilibrio sia personali che collettivi, sia ambientali. Per tale ragione bisognava partire da una nuova e più funzionale definizione di qualità della vita, ossia come un naturale equilibrio di benessere tra diversi fattori esterni ed interni all’individuo: fisici, chimici, biologici, fisiologici, psicologici, politici, economici e sociali, poiché ognuno di questi può generare variazioni e quindi influenzare l’equilibrio di benessere dell’individuo in un ambiente e viceversa. Per essere ora molto sintetico, in poche parole, se una coscienza sta bene ed è ben strutturata, consapevole, a maggior ragione se allenata ad affrontare le difficoltà e abituata ad applicare le conoscenze al mondo reale, sarà in grado di dare cose buone e fare cose belle sia al gruppo che lo circonda sia all’ambiente in cui vive, viceversa, ciò vale anche per l’ecosistema esterno all’individuo, ossia se dispone di favorevoli condizioni di vita dà maggiore benessere a chi lo vive. Pertanto l’IQDV mette in corrispondenza gli equilibri tra ecosistemi diversi tra loro interconnessi, che devono stare insieme in una certa misura e proporzione per dare benefici trasversali ed orizzontali.

L’analisi esaustiva dei fondamenti del benessere è ovviamente una pietra d’angolo molto importante dell’IQDV, ma altrettanto importante è ideare e proporre soluzioni che aiutino a mantenere pressoché costante questo “equilibrio di benessere” (come sopra definito) e possibilmente ad accrescerlo, ove le condizioni ambientali ed altri fattori esterni risultino favorevoli allo sviluppo del potenziale inespresso di un individuo, di un’attività, di un territorio. A tal fine la conoscenza strutturata, sia specialistica che generale, è uno strumento fondamentale, capace di assistere l’individuo in ogni momento della sua vita, aiutandolo a raggiungere maggiore consapevolezza e a migliorare le capacità di previsione.

Le applicazioni di questa disciplina sono innumerevoli. In ambito psicologico l’IQDV aiuta ad accrescere la propria coscienza rafforzandola per mantenere il proprio benessere in equilibrio difronte alle difficoltà della vita, pertanto uno strumento capace di assistere l’individuo in ogni momento della sua vita, aiutandolo a raggiungere maggiore consapevolezza, migliorando la capacità di previsione. Si pensi per esempio alle tecniche di rafforzamento della resistenza psichica degli individui utile ad affrontare situazioni di rischio, come l’addestramento che fanno gli astronauti o chi lavora nel campo della sanità, della sicurezza, della difesa o chi deve fare un percorso di recupero sociale, o semplicemente di crescita. Il tutto deve sempre essere funzionale al raggiungimento di un equilibrio di benessere, utile a sé stesso, al gruppo con cui si è in relazione e all’ambiente, in cui si svolge la propria vita, in questo modo si diventa un ricavo sociale secondo l’IQDV in comunione agli interessi di tutti anziché un costo per la società per il troppo egoismo, a causa di mancate conoscenze.

Questo processo di “miglioramento consapevole” delle condizioni di vita e del mondo in cui viviamo trova il suo fondamento naturale nel processo evolutivo e viene rafforzato dall’azione dell’IQDV, il cui impianto di analisi e di conoscenze fornisce al processo didattico gli elementi necessari per imprimere con maggior efficacia questi principi, come si evince ancor meglio studiando il libro. L’educazione di matrice sia familiare che scolastica può avvantaggiarsi dell’IQDV per definire un percorso di apprendimento chiaro e lineare, caratterizzato dalla ricerca di un equilibrio utile e vantaggioso per tutti che si traduca in stili di vita corretti e funzionali al benessere. Le applicazioni concrete di tali principi possono essere estese a qualsiasi attività dell’uomo, che al giorno d’oggi affronta la necessità di assumersi con maggior responsabilità la gestione di un sistema-società sempre più globalizzato ed iperconnesso. Le ricadute positive dell’IQDV riguardano tutti gli ecosistemi e i campi dell’azione umana, comprese naturalmente l’economia, la politica e la società stessa.

In ambito paesaggistico, urbanistico, ingegneristico e architettonico l’IQDV ha lo scopo di adattare una serie di equilibri funzionali al benessere delle persone in modo sostenibile a molteplici fattori, nel rispetto di una serie di parametri propri dell’IQDV approfonditi nel libro. Insomma, la qualità della vita è un indicatore fondamentale dell’IQDV, che agisce in modo trasversale tanto per le persone quanto per gli ecosistemi che le ospitano, quindi i centri urbani e rurali, le fabbriche e le fattorie, gli ospedali, le scuole, i centri sociali devono essere ripensati in funzione di una nuova modernità adeguata all’IQDV, sempre con lo scopo di ridurre gli squilibri sociali, finanziari e ambientali. Si tratta dunque di un discorso che interessa direttamente tutte le discipline create dall’uomo ed in modo particolare quelle attinenti alla preservazione degli equilibri naturali di benessere. Queste considerazioni rappresentano un punto di partenza importante per iniziare a definire in maniera progressiva un nuovo ordine mondiale in ambito politico, economico e sociale, focalizzato sul miglioramento delle condizioni dei propri membri e funzionale allo sviluppo territoriale. Lo strumento principale di cui si avvale l’IQDV a tal fine sono le cosiddette RSP, acronimo di Riforme Strutturali Paesaggistiche, progetti di ampio respiro la cui applicazione sfrutta una metodologia di pianificazione moderna, efficiente e funzionale allo sviluppo della qualità della vita. Il perno principale delle RSP è rappresentato dalla necessità di creare relazioni stabili di partenariato pubblico-privato che siano trasparenti, sapienti e lungimiranti, capaci di promuovere investimenti socialmente utili e volti a fornire prospettive di crescita forte e duratura, alimentando le speranze di un futuro migliore per tutto il pianeta.

Domenico Esposito

Il brillante ed eccellentissimo artefice? È il teorico dei sistemi multidisciplinari applicati alla qualità della vita, Domenico Esposito, che al discernimento ed al preciso intendimento della stessa ha donato un’ampia porzione delle proprie, vastissime, risorse.

   Quale potrebbe risultare la miglior conclusione relativa?

Al culmine della preziosa e profonda citazione, saggiamente, risulta menzionata la “spiritualità”. Potrebbe esser paragonata ad una chiave essenziale per l’accesso alle porte che conducono ai sentieri percorribili per la miglior qualità della vita plausibile. Come acquietare l’acquolina di preziosa “spiritualità”, saggiando felicità e, soprattutto, gioia a prescindere dalle proprie circostanze? 

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Dr. F. C.

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