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Teoria del costo sociale dell’ideologia della qualità della vita

Spesso non ci rendiamo conto che il nostro agire quotidiano attraverso i nostri comportamenti può avere delle conseguenze su altri e su ciò che ci circonda. Inoltre, un comportamento può essere analogo ad altri, pertanto si creano gruppi sociali. Siccome un comportamento può essere più o meno deleterio per un altro oppure per altri gruppi sociali tra loro in relazione per motivi politici, economici e sociali è giusto che ci siano risarcimenti quando uno o più individui vengano danneggiati per comportamenti altrui. Per questo ci sono le sanzioni civili, le restrizioni di libertà carceraria; a tal fine esistono delle regole di convivenza civile che sono dei limiti oltre il quale se si va si corre il rischio di danneggiare qualcuno. Sempre su questa linea di principio possiamo fare un bilancio della propria vita facendo la differenza tra costo sociale e ricavo sociale, cioè dell’insieme dei comportamenti della nostra vita che hanno dato un contributo negativo o positivo alla società; ciò lo si estende come conseguenza ai gruppi sociali non solo ristretti ad una città, nazione o continente, ma al mondo intere e alle relazioni geopolitiche, geo-economiche e geo socionomiche. Con ciò scopriamo che il modello capitalistico fatto dall’insieme dei comportamenti di libero mercato di tutti gli operatori nel mondo è imperfetto, poiché ha prodotto eccessive disparità di reddito e privilegi, quindi comportamenti che violano i diritti inalienabili di qualsiasi uomo su questa terra. Tuttavia non si può pretendere che la soluzione alternativa possa essere antitetica, ossia il comunismo, poiché si andrebbero a perdere tutti quei comportamenti vantaggiosi propri della libertà d’azione propri del capitalismo, e quindi inevitabilmente dobbiamo considerare l’ideologia della qualità della vita con le sue soluzioni sociali, politiche ed economiche di riduzione dei rischi, mediando tra gli eccessi con provvedimenti legislativi giusti ed equi per garantire a tutti gli uomini di questo mondo una buona dignità vita. A tal fine nasce l’esigenza di adeguare tutte le costituzioni nazionali a un modello di conoscenza più completo e di dotare al mondo di nuovi organi mondiali capaci di realizzare la globalizzazione dell’ideologia della qualità della vita nel rispetto delle diversità culturali e dei diritti umani.

Facciamo qualche esempio più pratico per chi abbia un senso più critico delle cose: la condizione di vita di molti popoli africani è influenzata da molti popoli che vivono usufruendo dei vantaggi del capitalismo, come conseguenza di ciò si sono creati una serie di squilibri politici, economici e sociali, vantaggiosi e svantaggiosi, come per esempio può essere la guerra, la fame o l’emigrazione. A questo punto se la storia la fa un capitalista ti dirà che questo è l’unico mondo possibile, mentre se la fa il comunista ti dirà che la colpa è del capitalista ed in ultima analisi, prendendo in esame il modello di comportamento, ti dirà che è proprio il modello del capitalismo che va sostituito con un modello totalmente antitetico, quindi antiliberale per certi versi, dove il cittadino non è incentivato a produrre di più per il proprio benessere personale e per il benessere sociale, se non è in competizione con altri, di fatto annullando le disuguaglianze a favore dell’uguaglianza si reprime la competizione sana e vitale per una civile e corretta democrazia. Mentre chi propone l’ideologia della qualità della vita come scienza che afferma che la qualità della vita è un equilibrio di benessere che è buono quando tutti i membri di un gruppo cooperano e si aiutano a vicenda, non essendo in conflitto tra loro, perché tutti vivono in una condizione di equilibrio fisiologico e psichico non coercitivo, di benessere economico, anche se non egualitario, poiché la politica fa il suo dovere, svolgendo al meglio la sua funzione di sviluppo sociale, garantendo giusti servizi e diritti, poiché esiste un’adeguata funzione di controllo sui comportamenti sociali atti a premiare chi è un maggior ricavo sociale ed aiutare a capire dove sbagliano quelli che invece rappresenta un costo sociale; allora si capisce bene che l’ideologia della qualità della vita con i suoi provvedimenti tecnici (Leggi, riforme strutturali, piani regolatori ecc.) politici, economici e sociali è una valida mediazione tra gli eccessi, quindi un equilibrio più naturale, quindi migliore rispetto allo schema conflittuale capitalismo-comunismo.

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Il manifesto dell’ideologia della qualità della vita

grafico-numero-di-abitante-nel-mondoIl mondo sta vivendo un’epoca di cambiamenti politici, economici e sociali convulsi. Le logiche di potere attualmente dominanti non riescono a dare le giuste risposte ai mutamenti geopolitici in corso. La globalizzazione liberista ha stravolto le regole del gioco della vita, della dignità dei popoli e del benessere, deturpando gli equilibri naturali, minando certezze e diritti acquisiti in occidente, per un profitto cieco senza futuro. I conflitti sociali aumentano a causa di una società conflittuale con forti disparità di reddito che esclude la spiritualità e i valori etici, come se non facessero parte di quell’insieme di fattori che aiutano a vivere bene. La popolazione mondiale sta aumentando, oggi siamo all’incirca 7 miliardi, l’ONU stima che nel 2040 sul nostro pianeta ci saranno circa 9 miliardi di abitanti, dopodiché dovrebbe iniziare a decrescere a causa della diminuzione dei tassi di natalità, mentre a livello globale esiste tutto e il contrario di tutto in termini di diritti e doveri. La restaurazione democratica avvenuta in alcune aree del pianeta a discapito di altre tende a conservare un certo ordine, ma è sempre più visto come una forma di assolutismo dominante antagonista, che spinge a mantenere saldi i propri privilegi senza curarsi troppo delle gravi disparità che esistono tra una parte e l’altra, di chi questi privilegi sono ancora un miraggio, dove la vita è spesso calpestata e la qualità della stessa negata. Le agitazioni sociali populistiche in parte rivoltose, ora ancora non coese, sono accomunate tutte da una maggiore richiesta di qualità della vita, un concetto ampio che abbraccia praticamente tutta una serie di conoscenze che attualmente sono scarsamente disarticolate e mal distribuite sul globo terrestre, che non riguardano solo il reddito o il benessere che spesso risulta essere un indicatore che non ci racconta la vera qualità della vita dei cittadini. Il manifesto dell‘ideologia della qualità della vita propone la mondializzazione di una nuova strategia di sviluppo più completa nell’interesse di tutti i cittadini del mondo, articolando una serie di conoscenze, che unite in un unico interesse a favore del gruppo umano e degli ecosistemi necessari al nostro benessere, permettono un’esistenza migliore e la crescita della qualità della vita per tutti. La domanda di qualità della vita aumenta e con essa la necessità di macchine statali più efficienti capaci di soddisfare questa richiesta attraverso miglioramenti paretiani, puri o potenziali, riducendo gli sprechi, nell’era della crisi dei debiti sovrani, la crisi di produttività e occupazionale, diventano misure di fondamentale importanza. Pertanto non ci resta che cooperare civilmente per il bene dell’umanità se vogliamo che i rischi e i conflitti diminuiscano! 

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