Modernizzare lo Stato

Ideologia della qualità della vita applicata all’Italia

logo-pngL’ideologia della qualità della vita applicata all’Italia, la quale propone una linea politica, economica e sociale equilibrata ben definita ed europeista, non conflittuale, quindi nel rispetto delle regole di bilancio e di non aumento della spesa pubblica, che va ridotta ma sempre in una direzione di ottica revisionista, per renderla sempre più produttiva, efficiente ed efficace, contro gli sprechi e al servizio del cittadino, sfruttando al massimo i fondi strutturali europei grazie ad una programmazione territoriale attenta funzionale alla crescita della qualità della vita, grazie alla quale i fondi vengono indirizzati meglio a favore dello sviluppo e della produttività territoriale paesaggistica inimitabile, con trasporti efficienti e tra loro ben connessi per incentivare l’internazionalizzazione, e quindi fondi utilizzati al meglio per la pianificazione delle riforme strutturali adeguate all’ideologia della qualità della vita, non quelle che ci vengono imposte dalla troika, perché in Italia incapaci di fare le cose, non bravi ad attrarre capitali e a realizzare le favorevoli condizioni d’investimento, quindi il buon governo. Le applicazioni territoriali dell’ideologia della qualità della vita propongono riforme strutturali paesaggistiche, diverse da quelle strutturali liberiste del programma Monti-Draghi, ma inevitabili se non si applicano determinate riforme strutturali, e se al tempo stesso si vogliono mantenere le regole del non aumento del disavanzo pubblico e della spesa fuori controllo. Secondo l’ideologia della qualità della vita il rapporto deficit-PIL può diminuire, a vantaggio dei cittadini e del benessere, se aumenta la crescita e non aumenta la spesa pubblica per l’eccessiva corruzione e privilegi, per svariate forme d’illegalità, per la non competitività di sistema, tra cui anche la cattiva abitudine che molti italiani hanno e soprattutto i grossi imprenditori di evadere le tasse; spesa pubblica la cui gestione va migliorata attraverso un’adeguata funzione di sviluppo e controllo della macchina statale, grazie ai cittadini e a tutti i settori produttivi che cooperano per il sistema paese; a tal fine le riforme strutturali paesaggistiche del mio programma per Napoli di modernizzazione urbana e di riqualificazione delle periferie degradate senza servizi, che hanno un buon potenziale di sviluppo non evidente solo a chi non le conosce e non ha i mezzi per conoscerlo (che si possono generalizzare applicandole a qualsiasi territorio ancor più su quelli che hanno un potenziale di sviluppo enorme bloccato come è quello di Napoli). Queste riforme strutturali sono fondamentali in quest’epoca storica della crisi del capitalismo, con politiche che tendono a ridurre il welfare, squilibri del sistema pensionistico e della troppa finanza non produttiva, perché diventano piani pluriennali di sviluppo territoriale convenienti a tutti funzionali alla crescita economica e della qualità della vita attraverso la realizzazione di una serie di progetti tra loro concatenati, multifunzionali, capaci dare maggiore potere d’acquisto, di migliorare il rapporto capitale-lavoro, affrontare in modo adeguato il problema della disoccupazione giovanile e dell’occupazione di qualità, quindi più crescita demografica e investimenti convenienti a tutti perché provvedimenti che danno un guadagno sia alle fasce deboli e medie con maggiori opportunità, sia quelle più alte con investimenti più prolifici e vantaggiosi del parcheggio dei capitali nella finanza, a tassi quasi zero o negativi, investimenti che aumentano grazie alla pianificazione accurata del territorio da parte della politica nazionale e locale che lavorano in sinergia cooperando tra loro e con i privati cittadini, saperi, ministeri, fondi d’investimento privati costruiti ad HOC per questo tipo di riforme ecc. L’intento è coordinare le priorità d’intervento in modo da innescare un effetto domino applicato alla crescita della qualità della vita, a priori e con cura, partendo innanzitutto dall’istituzione di nuovi piani regolatori moderni e funzionali alla vivibilità e al benessere materiale e spirituale; inoltre, gli interventi progettuali da realizzare quartiere per quartiere per eliminare il degrado delle periferie saranno economicamente sostenibili, perché verranno realizzati quasi per intero dai privati che investiranno in sicurezza, poiché indirizzati e garantiti dalle istituzioni, che verranno resi sostenibili anche dalle nuove famiglie che decideranno di venire a vivere in questi luoghi che offrono buone prospettive di vita per se e i propri figli, nonché dalle favorevoli condizioni di sviluppo che accresceranno l’equilibrio economico, quindi crescita stabile, con fattori politici, economici e sociali che miglioreranno diventando stabili durante la messa in opera del piano di crescita pluriennale. Il tutto sarà coadiuvato da una profonda conoscenza del territorio, grazie anche alle esigenze dei cittadini tutti, attraverso un’adeguata relazione di partenariato pubblica-privata trasparente e funzionale agli investimenti utili alla crescita della qualità della vita. Interessante ora è, e sarebbe utilissimo anzi fondamentale, andare a studiare nel dettaglio il metodo dì progettualità (teoria del miglior progetto) e i progetti stessi, che ho creato per lo sviluppo del settore primario, secondario e terziario di Napoli, per avere un esempio tangibile del beneficio di tale metodo. Ciò lo si può fare con un po’ di pazienza consultando il web alla voce Domenico Esposito ideologia della qualità della vita oppure leggendo i post che ho fatto in questi ultimi mesi ed anni sul mio profilo Facebook. Grazie per la collaborazione e buon lavoro di studio…

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Teoria del costo sociale dell’ideologia della qualità della vita

Spesso non ci rendiamo conto che il nostro agire quotidiano attraverso i nostri comportamenti può avere delle conseguenze su altri e su ciò che ci circonda. Inoltre, un comportamento può essere analogo ad altri, pertanto si creano gruppi sociali. Siccome un comportamento può essere più o meno deleterio per un altro oppure per altri gruppi sociali tra loro in relazione per motivi politici, economici e sociali è giusto che ci siano risarcimenti quando uno o più individui vengano danneggiati per comportamenti altrui. Per questo ci sono le sanzioni civili, le restrizioni di libertà carceraria; a tal fine esistono delle regole di convivenza civile che sono dei limiti oltre il quale se si va si corre il rischio di danneggiare qualcuno. Sempre su questa linea di principio possiamo fare un bilancio della propria vita facendo la differenza tra costo sociale e ricavo sociale, cioè dell’insieme dei comportamenti della nostra vita che hanno dato un contributo negativo o positivo alla società; ciò lo si estende come conseguenza ai gruppi sociali non solo ristretti ad una città, nazione o continente, ma al mondo intere e alle relazioni geopolitiche, geo-economiche e geo socionomiche. Con ciò scopriamo che il modello capitalistico fatto dall’insieme dei comportamenti di libero mercato di tutti gli operatori nel mondo è imperfetto, poiché ha prodotto eccessive disparità di reddito e privilegi, quindi comportamenti che violano i diritti inalienabili di qualsiasi uomo su questa terra. Tuttavia non si può pretendere che la soluzione alternativa possa essere antitetica, ossia il comunismo, poiché si andrebbero a perdere tutti quei comportamenti vantaggiosi propri della libertà d’azione propri del capitalismo, e quindi inevitabilmente dobbiamo considerare l’ideologia della qualità della vita con le sue soluzioni sociali, politiche ed economiche di riduzione dei rischi, mediando tra gli eccessi con provvedimenti legislativi giusti ed equi per garantire a tutti gli uomini di questo mondo una buona dignità vita. A tal fine nasce l’esigenza di adeguare tutte le costituzioni nazionali a un modello di conoscenza più completo e di dotare al mondo di nuovi organi mondiali capaci di realizzare la globalizzazione dell’ideologia della qualità della vita nel rispetto delle diversità culturali e dei diritti umani.

Facciamo qualche esempio più pratico per chi abbia un senso più critico delle cose: la condizione di vita di molti popoli africani è influenzata da molti popoli che vivono usufruendo dei vantaggi del capitalismo, come conseguenza di ciò si sono creati una serie di squilibri politici, economici e sociali, vantaggiosi e svantaggiosi, come per esempio può essere la guerra, la fame o l’emigrazione. A questo punto se la storia la fa un capitalista ti dirà che questo è l’unico mondo possibile, mentre se la fa il comunista ti dirà che la colpa è del capitalista ed in ultima analisi, prendendo in esame il modello di comportamento, ti dirà che è proprio il modello del capitalismo che va sostituito con un modello totalmente antitetico, quindi antiliberale per certi versi, dove il cittadino non è incentivato a produrre di più per il proprio benessere personale e per il benessere sociale, se non è in competizione con altri, di fatto annullando le disuguaglianze a favore dell’uguaglianza si reprime la competizione sana e vitale per una civile e corretta democrazia. Mentre chi propone l’ideologia della qualità della vita come scienza che afferma che la qualità della vita è un equilibrio di benessere che è buono quando tutti i membri di un gruppo cooperano e si aiutano a vicenda, non essendo in conflitto tra loro, perché tutti vivono in una condizione di equilibrio fisiologico e psichico non coercitivo, di benessere economico, anche se non egualitario, poiché la politica fa il suo dovere, svolgendo al meglio la sua funzione di sviluppo sociale, garantendo giusti servizi e diritti, poiché esiste un’adeguata funzione di controllo sui comportamenti sociali atti a premiare chi è un maggior ricavo sociale ed aiutare a capire dove sbagliano quelli che invece rappresenta un costo sociale; allora si capisce bene che l’ideologia della qualità della vita con i suoi provvedimenti tecnici (Leggi, riforme strutturali, piani regolatori ecc.) politici, economici e sociali è una valida mediazione tra gli eccessi, quindi un equilibrio più naturale, quindi migliore rispetto allo schema conflittuale capitalismo-comunismo.

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Il manifesto dell’ideologia della qualità della vita

grafico-numero-di-abitante-nel-mondoIl mondo sta vivendo un’epoca di cambiamenti politici, economici e sociali convulsi. Le logiche di potere attualmente dominanti non riescono a dare le giuste risposte ai mutamenti geopolitici in corso. La globalizzazione liberista ha stravolto le regole del gioco della vita, della dignità dei popoli e del benessere, deturpando gli equilibri naturali, minando certezze e diritti acquisiti in occidente, per un profitto cieco senza futuro. I conflitti sociali aumentano a causa di una società conflittuale con forti disparità di reddito che esclude la spiritualità e i valori etici, come se non facessero parte di quell’insieme di fattori che aiutano a vivere bene. La popolazione mondiale sta aumentando, oggi siamo all’incirca 7 miliardi, l’ONU stima che nel 2040 sul nostro pianeta ci saranno circa 9 miliardi di abitanti, dopodiché dovrebbe iniziare a decrescere a causa della diminuzione dei tassi di natalità, mentre a livello globale esiste tutto e il contrario di tutto in termini di diritti e doveri. La restaurazione democratica avvenuta in alcune aree del pianeta a discapito di altre tende a conservare un certo ordine, ma è sempre più visto come una forma di assolutismo dominante antagonista, che spinge a mantenere saldi i propri privilegi senza curarsi troppo delle gravi disparità che esistono tra una parte e l’altra, di chi questi privilegi sono ancora un miraggio, dove la vita è spesso calpestata e la qualità della stessa negata. Le agitazioni sociali populistiche in parte rivoltose, ora ancora non coese, sono accomunate tutte da una maggiore richiesta di qualità della vita, un concetto ampio che abbraccia praticamente tutta una serie di conoscenze che attualmente sono scarsamente disarticolate e mal distribuite sul globo terrestre, che non riguardano solo il reddito o il benessere che spesso risulta essere un indicatore che non ci racconta la vera qualità della vita dei cittadini. Il manifesto dell‘ideologia della qualità della vita propone la mondializzazione di una nuova strategia di sviluppo più completa nell’interesse di tutti i cittadini del mondo, articolando una serie di conoscenze, che unite in un unico interesse a favore del gruppo umano e degli ecosistemi necessari al nostro benessere, permettono un’esistenza migliore e la crescita della qualità della vita per tutti. La domanda di qualità della vita aumenta e con essa la necessità di macchine statali più efficienti capaci di soddisfare questa richiesta attraverso miglioramenti paretiani, puri o potenziali, riducendo gli sprechi, nell’era della crisi dei debiti sovrani, la crisi di produttività e occupazionale, diventano misure di fondamentale importanza. Pertanto non ci resta che cooperare civilmente per il bene dell’umanità se vogliamo che i rischi e i conflitti diminuiscano! 

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logo pngfotomimmoristorante Per approfondimenti continua a leggere Continua a leggere

La nuova struttura dello Stato italiano (Lettera del Novembre 2013 al Capo dello Stato G. Napolitano, grazie alla quale fui segnalato per il conferimento dell’onorificenza di CAVALIERE dell’Ordine “Al merito della Repubblica Italiana”)

Politica: La parola d’ordine è modernizzare, innovando. In un contesto occidentale-mondiale precario per i motivi che seguono, l’Italia e gli italiani diventeranno un modello positivo da imitare e da sostenere.

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Egregio Presidente, onorevoli cittadini italiani,
l’identità della cultura italiana, è fatta di sedimenti idealistici di vite realmente vissute, raccoltisi uno dopo l’altro nell’arco di un processo storico millenario, questi trovano in parte la loro straordinaria sintesi, con la nascita della prima legge della Repubblica italiana, la Costituzione, che ribadisco, ha avuto e avrà un ruolo importante per il futuro dell’Italia. Tuttavia, una naturale revisione storica, dettata dagli eventi, risulta doverosa; così come la verità, si rivela ai nostri sensi gradualmente, così la nostra amata Costituzione va aggiornata ai tempi che si evolvono, adattandola ai nostri, che a rigor di logica e buon senso, esigono minore disgregazione sociale e più unità a vantaggio di tutti. Questa logica di potere, propone un graduale processo di integrazione nazionale, più vantaggioso, nonché internazionale che coinvolgerà nell’immediato i cittadini italiani con lo scopo di modernizzare lo Stato, rendendolo più pronto alla grande portata delle sfide che ci attendono, che inevitabilmente si presentano sotto forma di una maggiore integrazione europea e in un normale processo di unificazione del continente africano, che porterà un totale cambiamento delle relazioni politiche-economico-sociali dei popoli mediterranei e di tutti i traffici che transitano per questa importante area geografica, che diventerà sempre più strategica a fini commerciali e meno belligerante. Ciò comporterà un radicale cambiamento dei rapporti multilaterali tra culture diverse, con territori ben connessi tra loro, per una maggiore condivisione di dati, conoscenze e prodotti. Tutto ciò, però, non dovrà rappresentare un limite oscuro a vantaggio di pochi eletti, ma deve essere un’opportunità di crescita economica trasparente e duratura per i prossimi 500 anni per tutti i cittadini del mondo, quella che ho definito essere era della crescita felice.
 

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