innovazione

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Reddito di cittadinanza, QdV docet

Per la qualità della vita, risulta di vitale importanza non speculare sulla povertà, per migliorare la società occorre star attenti a non distorcere la realtà. Occorre lasciar prevalere la lealtà. Lealtà a che cosa? Sicuramente, nel succitato contesto, soprattutto ad un insieme di conoscenze tra loro coerenti e ben connesse. L’ideologia della qualità della vita oltre ad essere strettamente correlata alla scienza della qualità della vita e del benessere, ambisce essa stessa a risultare un equilibrio di benessere tra fattori interni ed esterni ad un soggetto, di carattere anche politico, economico e sociale.
L’autorevole Dr. Francesco Catone, nel suo libro, L’involucro della felicità, oltre che nel fantastico ebook di recentissima pubblicazione “Canzoni gioiose … Per il sentiero che conduce alla vera felicità!”, afferma che il succitato benessere risulta strettamente correlato finanche alla “spiritualità” e ad una “razionale” fede nelle promesse del Creatore dell’universo, ad esempio, la celeberrima promessa d’un “regno” riportata nella preghiera probabilmente più conosciuta di tutti i tempi.

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Teoria del costo sociale e QdV

Spesso non ci rendiamo conto che il nostro agire quotidiano attraverso i nostri comportamenti può avere delle conseguenze su altri e su ciò che ci circonda.

Inoltre, un comportamento può essere analogo ad altri, pertanto si creano gruppi sociali che condividono grosso modo gli stessi comportamenti altri meno ecc.

Siccome un comportamento può essere più o meno deleterio per un altro oppure per altri gruppi sociali tra loro in relazione per motivi politici, economici e sociali è giusto che ci siano risarcimenti quando uno o più individui vengano danneggiati per comportamenti altrui.

Per questo ci sono le sanzioni civili, le restrizioni di libertà carceraria; a tal fine esistono delle regole di convivenza civile che sono dei limiti oltre il quale se si va si corre il rischio di danneggiare qualcuno.

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Piano di crescita della QdV

 

PROPOSTA AL CAPO DELLO STATO ITALIANO SERGIO MATTARELLA

L’ideologia della qualità della vita applicata allo sviluppo dei territori si riferisce a investimenti che farebbero investitori non pubblici se invogliati da una politica più lungimirante che conosce bene il territorio e che ha una mentalità efficiente orientata alla crescita sistemica della produttività dei fondamentali settori produttivi di un determinato territorio non saturo, ossia un territorio che ha un buon potenziale di crescita, che se adeguatamente sbloccato attraverso una progettualità concatenata funzionale alla crescita economica e della qualità della vita, determina una crescita del benessere.

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La nuova struttura dello Stato italiano (Lettera del Novembre 2013 al Capo dello Stato G. Napolitano, grazie alla quale fui segnalato per il conferimento dell’onorificenza di CAVALIERE dell’Ordine “Al merito della Repubblica Italiana”)

Politica: La parola d’ordine è modernizzare, innovando. In un contesto occidentale-mondiale precario per i motivi che seguono, l’Italia e gli italiani diventeranno un modello positivo da imitare e da sostenere.

Copyright © Domenico Esposito

Egregio Presidente, onorevoli cittadini italiani,
l’identità della cultura italiana, è fatta di sedimenti idealistici di vite realmente vissute, raccoltisi uno dopo l’altro nell’arco di un processo storico millenario, questi trovano in parte la loro straordinaria sintesi, con la nascita della prima legge della Repubblica italiana, la Costituzione, che ribadisco, ha avuto e avrà un ruolo importante per il futuro dell’Italia. Tuttavia, una naturale revisione storica, dettata dagli eventi, risulta doverosa; così come la verità, si rivela ai nostri sensi gradualmente, così la nostra amata Costituzione va aggiornata ai tempi che si evolvono, adattandola ai nostri, che a rigor di logica e buon senso, esigono minore disgregazione sociale e più unità a vantaggio di tutti. Questa logica di potere, propone un graduale processo di integrazione nazionale, più vantaggioso, nonché internazionale che coinvolgerà nell’immediato i cittadini italiani con lo scopo di modernizzare lo Stato, rendendolo più pronto alla grande portata delle sfide che ci attendono, che inevitabilmente si presentano sotto forma di una maggiore integrazione europea e in un normale processo di unificazione del continente africano, che porterà un totale cambiamento delle relazioni politiche-economico-sociali dei popoli mediterranei e di tutti i traffici che transitano per questa importante area geografica, che diventerà sempre più strategica a fini commerciali e meno belligerante. Ciò comporterà un radicale cambiamento dei rapporti multilaterali tra culture diverse, con territori ben connessi tra loro, per una maggiore condivisione di dati, conoscenze e prodotti. Tutto ciò, però, non dovrà rappresentare un limite oscuro a vantaggio di pochi eletti, ma deve essere un’opportunità di crescita economica trasparente e duratura per i prossimi 500 anni per tutti i cittadini del mondo, quella che ho definito essere era della crescita felice.
 

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