crisi

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Strategia di successo per lo sviluppo

L’ideologia della qualità della vita anela alla cooperazione di tutti gli individui costituenti il “melting pot” d’una società, al fine di realizzare il miglior vantaggio plausibile per ognuno d’essi.

Il presupposto all’origine di tale desiderio deriva dalla certezza che ognuno, con le proprie specifiche caratteristiche, con qualchesia sorta d’abilità e attitudine personale,  può dare un contributo al miglioramento della propria società. 

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Teoria del progetto di sviluppo

 

Piano di crescita della qualità della vita; progetto Napoli

  • Il Presidente della BCE Mario Draghi è Fiducioso per l’obiettivo di un’inflazione al 2% che significherebbe un buon equilibrio economico tra domanda e offerta, migliore occupazione ecc. Però chiede ai paesi con alto debito e poca crescita, tipo l’Italia, migliori politiche per la crescita, riforme strutturali ecc. Ebbene dal punto di vista dell’ideologia della qualità della vita si tratta di ritornare a proporre rigorosi piani straordinari di crescita pluriennali come quello che ho proposto con il Progetto Napoli con la Lista civica qualità della vita alle scorse elezioni 2016, quindi vere e proprie riforme strutturali di ammodernamento paesaggistico, mettendo a sistema il prezioso contributo che una corretta relazione di partenariato pubblico-privato può dare nell’era della scarsa produttività territoriale bloccati dalla non conoscenza delle potenzialità che un territorio possiede. 

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Il manifesto dell’ideologia della qualità della vita

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Il mondo sta vivendo un’epoca di cambiamenti politici, economici e sociali convulsi. Le logiche di potere attualmente dominanti non riescono a dare le giuste risposte ai mutamenti geopolitici in corso. La globalizzazione liberista ha stravolto le regole del gioco della vita, della dignità dei popoli e del benessere, deturpando gli equilibri naturali, minando certezze e diritti acquisiti in occidente, per un profitto cieco senza futuro. I conflitti sociali aumentano a causa di una società conflittuale con forti disparità di reddito che esclude la spiritualità e i valori etici, come se non facessero parte di quell’insieme di fattori che aiutano a vivere bene. La popolazione mondiale sta aumentando, oggi siamo all’incirca 7 miliardi, l’ONU stima che nel 2040 sul nostro pianeta ci saranno circa 9 miliardi di abitanti, dopodiché dovrebbe iniziare a decrescere a causa della diminuzione dei tassi di natalità, mentre a livello globale esiste tutto e il contrario di tutto in termini di diritti e doveri. La restaurazione democratica avvenuta in alcune aree del pianeta a discapito di altre tende a conservare un certo ordine, ma è sempre più visto come una forma di assolutismo dominante antagonista, che spinge a mantenere saldi i propri privilegi senza curarsi troppo delle gravi disparità che esistono tra una parte e l’altra, di chi questi privilegi sono ancora un miraggio, dove la vita è spesso calpestata e la qualità della stessa negata. Le agitazioni sociali populistiche in parte rivoltose, ora ancora non coese, sono accomunate tutte da una maggiore richiesta di qualità della vita, un concetto ampio che abbraccia praticamente tutta una serie di conoscenze che attualmente sono scarsamente disarticolate e mal distribuite sul globo terrestre, che non riguardano solo il reddito o il benessere che spesso risulta essere un indicatore che non ci racconta la vera qualità della vita dei cittadini. Il manifesto dell‘ideologia della qualità della vita propone la mondializzazione di una nuova strategia di sviluppo più completa nell’interesse di tutti i cittadini del mondo, articolando una serie di conoscenze, che unite in un unico interesse a favore del gruppo umano e degli ecosistemi necessari al nostro benessere, permettono un’esistenza migliore e la crescita della qualità della vita per tutti. La domanda di qualità della vita aumenta e con essa la necessità di macchine statali più efficienti capaci di soddisfare questa richiesta attraverso miglioramenti paretiani, puri o potenziali, riducendo gli sprechi, nell’era della crisi dei debiti sovrani, la crisi di produttività e occupazionale, diventano misure di fondamentale importanza. Pertanto non ci resta che cooperare civilmente per il bene dell’umanità se vogliamo che i rischi e i conflitti diminuiscano! 

 PRODUZIONE RISERVATA Copyright Domenico Esposito

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Definizione di Qualità della vita

 

Quando si parla di qualità della vita, a mio avviso, si intende un concetto  che riguarda molteplici aspetti della vita quotidiana di un qualsiasi individuo, ma che nell’insieme esprimono un unica idea, composta da un insieme di idee ben connesse tra loro coerenti, che ho chiamato a partire dal 2008 ideologia della qualità della vita ed è la scienza che studia la qualità della vita, ossia l’insieme delle relazioni che la caratterizzano in qualsiasi ambiente o ecosistema, tra cui vi è anche l’uomo considerato come l’ecosistema che più di altri, ha un ruolo importante nella salvaguardia dell’ecosistema mondo, che comprende la catena vivente e tutto ciò che dipende dall’uomo, ossia la catena sociale.

Definizione di DOMENICO ESPOSITO su WIKIPEDIA – La Qualità di vita (o favorevoli condizioni di vita) sta a indicare il benessere di uno o più individui non necessariamente della stessa specie di un habitat, ambiente di lavoro, comunità, città o nazione, si tratta quindi di un argomento trasversale perché interessa una varietà di individui di specie diverse e multidisciplinare, in quanto comprende aspetti studiati in varie discipline della conoscenza umana quali la filosofia, l’economia, le scienze politiche, l’urbanistica, la sociologia, la filologia, la fisiologia, la biologia, la geologia, la biologia marina, l’agronomia, la medicina, la fisica, la chimica, la pedagogia, la psicologia, l’ecologia, l’ingegneria, la paesaggistica, la matematica, l’informatica ecc.  

La definizione che si dà di qualità della vita in ambito medico, definendo uno stato di salute è la seguente:

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha definito a livello statuario, intorno al 1948, il concetto di salute come uno stato caratterizzato da un completo benessere fisico, mentale e sociale, e non semplicemente dall’assenza di malattie o infermità. Ciò implica uno stato di benessere dell’individuo valutato come una forma d’equilibrio valutato all’interno di certi valori minimi e massimi, in pieno accordo con l’ideologia della qualità della vita, che crea una continuità di valutazione tra aspetti antitetici, basata sull’analisi di ciò che può essere definito uno stato di ottima salute e pessima salute, all’interno dei quali si valutano i sintomi e gli approcci terapeutici.

La relazione di benessere di un qualsiasi individuo è saggetta alla relazione esterna, quindi il paesaggio influenza il soggetto e viceversa, quindi anche i fattori politici, economici e sociali sono aspetti importanti da valutare. Attualmente esistono una serie di indicatori capaci di quantificare lo stato di qualità della vita di un soggetto e di un territorio; dal punto di vista medico esistono una serie di indicatori che partono dall’esame del sangue fino ad arrivare agli studi preventivi che riguardano il benessere e gli stili di vita corretti funzionali ad uno scopo; mentre in ambito territoriale si valutano gli indicatori politici, economici e sociali. Il tutto permette di stilare classifiche di dove si vive meglio, dando un valore quantitativo e qualitativo alla qualità della vita; chiaramente queste classifiche sulla qualità della vita per essere credibili e obiettive, devono basarsi su dati aggiornati e precisi, altrimenti le valutazioni possono distorcere la realtà; inoltre le valutazioni sono sempre relative ad una serie di fattori soggettivi, percettivi, culturali, conoscitivi e spazio temporali.

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