Agricoltura urbana IQDV

Agricoltura Urbana dell’Ideologia della qualità della vita

spilla accademia

Applicazione progettuale

Parco agricolo dell’IQDV

Il parco metropolitano colline di Napoli, situato al ridosso della città, è una riserva d’ossigeno, alla quale non possiamo rinunciare, oltre che un patrimonio di straordinario valore per le sue terre da sempre rinomate per fertilità e buona ristorazione, io con la mia famiglia produciamo: frutta, verdure, legumi, olio, vino, animali da cortile, uova ecc. prodotti che fanno la dieta mediterranea, famosa nel mondo.

ortofoto-con-parco

Purtroppo, oggi, è in forte aumento l’abbandono delle terre e dei casali sia pubblici che privati, all’interno dei quali avveniva la produzione e la trasformazione dei prodotti, ciò determina degrado, inquinamento e l’edilizia abusiva speculativa.

La mia riforma strutturale paesaggistica applicazione territoriale dell’IQDV rende fattibile e sostenibile lo sviluppo del settore primario, potenziando l’offerta di qualità agroalimentare, anche perché stimolata dalla crescita della domanda che avverrà grazie alle numerose mense cittadine scolastiche, universitarie e ospedaliere che acquisteranno direttamente dal parco per la loro vicinanza, sfruttando il concetto di KM0.

Alle prossime elezioni amministrative 2021 di Napoli vota Domenico Esposito per far diventare tutto questo realtà, per dare valore al nostro territorio e prospettive future ai nostri figli…

Primario3

In questo modo creeremo un’efficiente filiera produttiva di qualità, con maggiore occupazione e benessere, nonché vivibilità del territorio.

camaldoli

Copyright Domenico Esposito. Nessuna parte di questa pubblicazione può essere riprodotta, archiviata, memorizzata o trasmessa, se non nei termini previsti dalla legge art. 631 del 1941 e successive modifiche, che tutela i diritti dell’Autore. Per ogni informazione contattare l’autore all’indirizzo di posta elettronica info@laqualitadellavita.it

APPROFONDIMENTI PROGETTUALI

Art. 1

(Finalità dell’intesa di cooperazione)   La presente intesa di cooperazione ha le seguenti finalità:

Riclassificazione politica[1], economica e sociale dell’area Parco Metropolitano Colline di Napoli attraverso la realizzazione di un Parco Agricolo funzionale per la tutela della qualità del verde urbano e per lo sviluppo del settore primario:

L’obiettivo è quello di avviare una prima fase di filiera produttiva agricola completa, che interesserebbe solo un’area ristretta del Parco Metropolitano, con la possibilità di estenderlo qualora i risultati attesi venissero dimostrati nella loro interezza.

Brevi cenni sulle caratteristiche dell’idea progettuale, oggetto della presente intesa:

L’obiettivo generale del progetto è quello di fungere da innesco per l’implementazione di un articolato quadro di Politiche Urbane del Cibo che permettano di “rendere sostenibili i sistemi alimentari, garantire cibo sano e accessibile a tutti, preservare la biodiversità, lottare contro lo spreco” come enunciato nel Milan Urban Food Policy Pact.

In particolare, il progetto prevede di realizzare in aree circoscritte del Parco Metropolitano delle Colline di Napoli, attraverso l’adesione di aziende e di privati proprietari terrieri e immobiliari, la produzione annua di prodotti agroalimentari per le mense cittadine scolastiche ed ospedaliere (Sottolineo che le aree di produzione del presente progetto si trovano praticamente attaccate alla Zona Ospedaliera, un’area di Napoli densamente popolata da aziende ospedaliere e da diversi complessi scolastici e universitari, si consideri che nel raggio di 5 KM c’è la quinta municipalità, l’ottava ecc.). La produzione locale realizzata con sistema di agricoltura biologica garantirà materie prime di qualità che verranno messe a disposizione (Verranno prodotte le materie prime di qualità, salubri e fresche a Km 0 e trasformate per il consumo quotidiano) di scolaresche, dipendenti pubblici, di operatori ospedalieri e di pazienti ricoverati. La distribuzione dei prodotti locali sarà accompagnata da campagne informative per limitare lo spreco alimentare e per limitare gli imballaggi degli alimenti. Gli imballaggi previsti saranno riutilizzabili e riciclabili. Inoltre, verrà progettata una rete di ridistribuzione del cibo in eccesso, grazie alla quale verranno realizzati benefici sociali per le fasce più a rischio della popolazione in un’ottica di economia circolare.

A questo punto è importante chiedersi politicamente se sia o no conveniente sostenere i costi leggermente superiori di una produzione di qualità a quelli di produzioni non biologiche e provenienti da produttori esteri.

A fronte di una piccola maggiorazione dei costi di un pasto giornaliero da parte di un ente pubblico, si innesca un effetto domino di crescita di tutti gli indicatori di benessere personale e territoriali, propri dell’Ideologia della qualità della vita, ossia benefici in termini di crescita: occupazionale e demografica di qualità, di produttività e vivibilità, sostenibilità da ogni punto di vista, con progressiva crescita delle entrate fiscali e molto altro ancora, andando in questo modo a ridurre quei rischi che ostacolano il benessere e la sua crescita.

Le mense cittadine che aderiranno al progetto firmeranno un impegno con il Parco Agricolo, atto a garantire la domanda necessaria pluriennale, dando così giuste garanzie all’offerta, e potranno scegliere sia prodotti finiti da distribuire direttamente al consumatore finale e sia materie prime da cucinare, se provviste di cucine interne.

Si prevede anche la creazione di una card acquistabile dai pazienti ospedalizzati o altri tipi di consumatori, i quali potranno aderire al progetto liberamente scegliendo di ricevere pasti realizzati con i prodotti del Parco Agricolo oppure pasti giornalieri direttamente realizzati e trasformati dalle aziende di trasformazione del Parco Agricolo.

Per garantire un’offerta di qualità saranno necessari le seguenti strutture e interventi:

  1. Terre coltivabili per il fabbisogno annuo delle materie prime (ortaggi, frutta, castagne, funghi).
  2. Attrezzature necessarie alla produzione.
  3. Infrastrutture idriche funzionali alla produzione.
  4. Rimodulazione della produzione necessaria al fabbisogno (piante, semi, movimento terra)
  5. Strutture per l’allevamento di carne, latte, uova e formaggi (bovini, ovini, caprini, suini, polli, conigli). Per coprire l’intero fabbisogno di alcuni generi di carne, si potrà far ricorso all’offerta di qualità di aziende campane, quindi non necessariamente presenti nel Parco.
  6. Strutture per lo stoccaggio e la trasformazione delle materie prime (depositi, cucine, un macello, un frantoio, un’azienda vinicola).
  7. Partner istituzionali, sponsor (Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Ministero dell’Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare ecc.).
  8. La politica dovrà garantire una certa domanda e quindi sarà necessaria una legge che obblighi le mense comunali, regionali e statali, che aderiranno al progetto, ad acquistare almeno il 70% dei prodotti provenienti dal parco agricolo.Licenze, richieste di modifiche al piano regolatore e varianti solo se necessarie.
  9. Fondi europei, statali e privati per gli investimenti necessari alla produzione, alla distribuzione e alla gestione. Per quanto riguarda i finanziamenti si può far riferimento al Programma di Sviluppo rurale 2014-2020 della Regione Campania, che può supportare il progetto in ogni fase di sviluppo in materia di consulenza, con azioni di informazione e divulgazione, di costituzione di associazioni e organizzazioni di produttori, investimenti nello sviluppo di aree forestali, agricoltura biologica, sviluppo delle aziende agricole, servizi di base e rinnovamento dei villaggi nelle zone rurali ecc.

Per realizzare un piano di fattibilità più analitico della presente proposta progettuale sarà necessario fare uno studio quantificabile sulla domanda e l’offerta, quindi sulla capacità produttiva (offerta) delle aree interessate, individuando le aziende attualmente già operanti all’interno del parco e i singoli proprietari terrieri potenzialmente interessati al progetto. La mappatura delle aziende dovrebbe essere già in possesso dell’Ente Parco Metropolitano delle Colline di Napoli grazie al lavoro svolto dalle precedenti amministrazioni, una su tutte la mappatura effettuata dall’ex. Presidente Agostino Di Lorenzo. Relativamente ai dati sui piani economici aziendali, necessari ad individuare la capacità produttiva, se non in possesso dell’Ente Parco, sicuramente vi è traccia nei registri dell’Assessorato Agricoltura della Regione Campania. In questa prima fase studio, si potrebbero cercare di ottenere quelli, evitando ulteriori spese e spreco di risorse.

Brevi cenni salienti sugli scopi qualitativi dell’idea progettuale:

Il progetto fino ad ora pianificato, ha lo scopo di riclassificare il territorio, ridando forma a un paesaggio in decadenza grazie ad una riforma strutturale paesaggistica, cioè un’applicazione territoriale dell’ideologia della qualità della vita, con lo scopo di salvaguardare uno degli ultimi polmoni verdi della città di Napoli, rendendolo funzionale e restituendo benessere ai cittadini. Questa riforma va attuata in partenariato pubblico-privato, tra istituzioni e privati cittadini, per fornire la spinta necessaria ad incrementare la crescita della produttività del settore primario, secondario e terziario della zona e dei quartieri limitrofi, promuovendo conseguentemente la crescita demografica e occupazionale di qualità. Lo scopo di lungo respiro è quello di attivare una rete sistemica di conoscenze multidisciplinari e strutturali, che siano funzionali alla messa in opera di prodotti e servizi di qualità, per ricreare le basi di un tessuto civico sano ed equilibrato; il tutto coadiuvato da un’adeguata funzione di controllo. L’insieme di tutti gli indicatori presi in considerazione da questo tipo di riforma strutturale paesaggistica, rappresenta un piano di crescita della qualità della vita, i cui dati verranno monitorati nel tempo.

Fattori che limitano la crescita:

Il Parco Metropolitano delle Colline di Napoli comprende una vasta area che, se adeguatamente riqualificata, può liberare un potenziale di sviluppo significativo, attualmente inespresso, a causa di una serie di ostacoli politici, economici e sociali. È un territorio con una produttività agricola ormai quasi in via d’estinzione, a causa della scarsità di manodopera, e della mancanza di incentivi alla produzione, poco valorizzata dall’assenza di progetti di riqualificazione settoriale nonostante l’esistenza dei fondi strutturali della comunità europea, insufficienti e a cui questo Progetto di Parco Agricolo intende attingere con approccio innovativo. Il problema principale su cui si vuole intervenire con una simile iniziativa, è quello della speculazione sui prodotti agroalimentari provenienti da paesi esteri, che insinua nel mercato una logica dedita esclusivamente al profitto, senza rispetto per gli standard qualitativi né per l’efficienza energetica, (a causa della quantità di trasporti utilizzati per esportare la merce dai paesi di provenienza, questo incide inevitabilmente sulla qualità e la freschezza del prodotto). Il risultato di questo squilibrio è che le terre del Parco Metropolitano rischiano l’abbandono progressivo con il degrado che ne consegue, diventando anche terreno fertile per lo svolgimento di attività illegali, che inevitabilmente aumentano quando c’è abbandono, disorganizzazione, noncuranza, degrado sociale e culturale. Altro problema è il progressivo deterioramento del suolo, che tende alla desertificazione, anche a causa della speculazione edilizia selvaggia che genera danni idrogeologici e ambientali notevoli, facendo abbassare la qualità della vita del territorio e dei quartieri limitrofi. Queste “sacche di degrado” inevitabilmente producono danni all’intero sistema cittadino, regionale e nazionale, danni che investono tutti i settori produttivi locali, e che incidono in maniera profondamente negativa sull’umore e la fiducia nelle istituzioni dei cittadini, senza contare gli incalcolabili danni a lungo termine prodotti ad esempio dallo smaltimento illegale di rifiuti sulla salute degli stessi. Reati di questo genere producono anche un danno al paesaggio di notevole impatto e la politica, vista come incapace di dare giuste risposte ai problemi delle persone, finisce col perdere di credibilità. Di conseguenza il sistema diventa scarsamente competitivo, declassificandosi finanziariamente.

Impatti trasversali/indiretti di carattere economico-sociale:

L’area del Parco Metropolitano si trova a ridosso di numerose municipalità della città di Napoli, dalla zona ospedaliera a nord, fino ad un fitto tessuto urbano che va da est a ovest dell’area cittadina, zona che negli ultimi decenni ha praticamente perso quasi del tutto il contatto con la natura e la cultura contadina. Ciò ha causato la perdita di una certa classe di valori e consuetudini che, tuttavia, aiutano non poco a mantenere uno stile di vita più sano ed equilibrato. Si tratta di un elemento centrale di questo progetto, insieme alla sostenibilità alimentare garantita dalla dieta mediterranea, alla sensibilizzazione al senso civico e dall’educazione ai fondamenti del benessere. Tutti aspetti vitali al giorno d’oggi, così come il recupero energetico, la produzione di energia solare, la necessità di quartieri urbani vivibili, la responsabilità verso il bene comune, l’esigenza di maggiori entrate fiscali, di risparmi sulla spesa sanitaria, di sostenibilità ambientale e finanziaria e così via.

Copyright Domenico Esposito. Nessuna parte di questa pubblicazione può essere riprodotta, archiviata, memorizzata o trasmessa, se non nei termini previsti dalla legge art. 631 del 1941 e successive modifiche, che tutela i diritti dell’Autore. Per ogni informazione contattare l’autore all’indirizzo di posta elettronica info@laqualitadellavita.it

vite ulivo uliveto riunione pesco orto limone fico clementine ciliegio1 broscure1 broscure balto albicocco acc1 acc2 acc3 foto acc.mimmoanto